DPAM – In Italia stanno per svolgersi le elezioni politiche, un appuntamento decisivo per uno dei paesi più grandi d’Europa.
di Yves Ceelen, Head of Portfolio Management, DPAM
La chiamata alle urne avviene in un clima particolare, dopo una campagna elettorale che si è svolta in una fase dell’anno, a cavallo tra estate e autunno, inedita e soprattutto in un contesto internazionale segnato dalla crisi energetica legata al conflitto in Ucraina e al tema dell’inflazione.
La competizione sembra avere dei vincitori designati, ovvero i partiti che compongono la coalizione di centro destra, che negli ultimi anni si sono contraddistinti per le proprie posizioni dure nei confronti dell’Europa. In Italia in particolare ci si chiede come una vittoria di queste forze politiche verrà accolta dai mercati.
La nostra opinione è che i mercati abbiano già prezzato quasi del tutto le prossime elezioni politiche italiane sulla base della vittoria di una coalizione di centrodestra; uno scenario avvalorato da sondaggi che sembrano piuttosto chiari in questo senso. Il risultato non è quindi l’elemento più interessante, quello che cattura l’attenzione di investitori e operatori economici riguarda le rinegoziazioni del Recovery Fund.
Il tema è se il governo italiano sarà nella posizione di chiedere una rinegoziazione di quest’ultimo, così da poter ottenere dei vantaggi per i propri cittadini; una prospettiva probabile, ma, ovviamente, nel corso delle trattative l’Europa chiederà qualcosa in cambio. L’UE basa la sua attività sui compromessi e le compensazioni tra Stati e Istituzioni e l’interesse di Bruxelles è quello di essere forte, specialmente in una fase storica in cui Macron in Francia non ha la stessa forza degli anni passati e, con l’uscita di scena di Mario Draghi, vengono a mancare due attori forti e importanti per la causa europeista.
In questo contesto potrebbero esserci effetti positivi per l’economia italiana nel breve periodo; un aumento di fondi destinati al Paese aiuterebbe direttamente imprese e cittadini e indirettamente altri settori, tra cui quello bancario. Gli investitori potranno quindi trovare occasioni interessanti in Italia grazie a questi elementi positivi che, però, è bene ricordarlo, vanno inseriti in un contesto globale complesso in cui una recessione appare sempre più probabile e con essa anche i problemi di liquidità con tutte le conseguenze del caso.
Trattare e riflettere: tra gas e fonti alternative
Bisogna essere chiari, la guerra in Ucraina non porta con sé effetti positivi per l’Europa e i paesi europei, come dimostra il settore energetico: è notizia recente che la Francia intende ridurre le esportazioni di gas verso l’Italia andandone ad aggravare i problemi in temi di politica energetica. Per questo il prossimo Governo Italiano, insieme ad altri paesi dell’Eurozona, dovrà occuparsi di come avere a disposizione il gas in futuro così da essere meno dipendenti dalla Russia; un processo che richiede tempo ma che deve essere avviato. Siamo all’inizio di una fase, anche a livello europeo, in cui sarà importante negoziare. In tal senso, per favorire il confronto sarebbe meglio che i futuri decisori politici italiani evitassero atteggiamenti troppo netti a mezzo stampa. Tuttavia, come già sottolineato crediamo che anche eventuali confronti duri tra Roma e l’Europa siano già stati prezzati dal mercato anche alla luce del fatto che la realtà internazionale spingerà entrambe le parti a venirsi incontro.
La guerra in Ucraina ha reso centrale la questione energetica facendo tornare attuale il dibattito sul nucleare. L’energia nucleare era stata ridotta in passato da molti paesi europei e alcuni di questi adesso stanno prendendo in considerazione l’idea di tenera accese per più tempo del previsto alcune centrali esistenti o di costruirne di nuove (Regno Unito). Un’altra soluzione per accrescere l’indipendenza energetica dalla Russia è investire nelle fonti rinnovabili. L’indipendenza non è una questione che riguarda solo l’Italia, molti paesi del mondo stanno rivalutando la gestione del mix energetico.
Fonte: AdvisorWorld.it
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