Vereecke Sam DPAM

DPAM : Tassi d’interesse: prudenza in assenza di un quadro chiaro dei prezzi

DPAM : I tassi d’interesse stanno aumentando, una tendenza al rialzo che è in corso dalla metà del 2020 e che ha coinciso con le pressioni inflazionistiche causate dai problemi delle catene di approvvigionamento durante la pandemia.


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


A cura di Sam Vereecke, CIO Fixed Income, DPAM


Un’ulteriore accelerazione si è avuta con la ripresa economica e del mercato del lavoro. Per quanto tempo continuerà questa tendenza? I mercati obbligazionari troveranno un nuovo equilibrio nel prossimo futuro?

In un primo momento, le banche centrali hanno minimizzato la pressione inflazionistica relegandola a problema temporaneo. Tutti erano concordi su questo. In effetti, crediamo ancora che l’inflazione scenderà dai suoi attuali livelli. Il problema è che la dinamica dell’inflazione nella ripresa post Covid è diventata molto complessa. La grande volatilità degli indicatori economici combinata con stimoli monetari e fiscali senza precedenti ha reso difficile una previsione accurata nel breve termine. Il piano iniziale delle banche centrali era di lasciare che l’inflazione si normalizzasse sulla base della risoluzione graduale degli squilibri tra domanda e offerta, piuttosto che attuare una stretta aggressiva e mettere a rischio la ripresa economica e il mercato del lavoro. Le conseguenze della guerra in Ucraina complicano ulteriormente le cose. La pressione inflazionistica è maggiore e il rischio di effetti indiretti più ampi e di aspettative inflazionistiche più elevate è diventato reale.

Negli Stati Uniti, Jerome Powell, dopo la sua rielezione a presidente della Fed il 22 novembre 2021, ha cambiato rotta considerando la gestione dell’inflazione l’unica priorità, data la rigidità del mercato del lavoro. La BCE e altre banche centrali hanno seguito lo stesso esempio.

In passato, i mercati sono stati tempestivi a prezzare i rialzi della Fed. Ma ogni volta sono stati sorpresi da una banca centrale che alla fine ha sempre adottato un atteggiamento più accomodante come è stato certamente il caso con la Yellen. Il mercato ha quindi sviluppato un preconcetto sul fatto che la Fed sarà più accomodante del previsto.

Questa volta Powell è diventato quasi più aggressivo mercato, dato lo scenario di inflazione più alta. Il mercato sta recuperando ma ci troviamo in un quadro di alta inflazione con le banche centrali che lottano per controllarne la dinamica: uno scenario che non si vedeva da40 anni e, in passato, l’assetto dell’economia e delle banche centrali era molto diverso. Oggi, il mercato non ha un quadro di riferimento dei prezzi e quello obbligazionario è, infatti, in modalità di determinazione dei prezzi.

Fino a che punto questa tendenza può continuare? Un famoso detto consiglia di “non afferrare un coltello che cade”, ossia di mettere prudenza nelle proprie scelte d’acquisto. Ma è anche vero che i rendimenti più alti stanno diventando attraenti. Vediamo due fattori scatenanti che potrebbero fermare o invertire questa tendenza:

    Il primo è un cambiamento nelle prospettive inflazionistiche. Come già detto, vediamo l’inflazione normalizzarsi a livelli più bassi, per ragioni puramente tecniche. I maggiori aumenti dei prezzi di marzo e aprile dello scorso anno spariranno a breve dalle cifre anno su anno, portando presto a indicatori di inflazione più bassi. A meno che non ci siano nuovi fattori “una tantum” che spingano l’inflazione ancora più in alto. Ricordate, il vero pericolo è l’inflazione ricorrente, anno dopo anno, ma questo scenario non è quello attuale. Una volta che avremo maggiore certezza sul percorso dell’inflazione, avremo anche visibilità della traiettoria della banca centrale e dei tassi di interesse. Questo presuppone che non ci siano altre impennate una tantum nell’inflazione, effetti secondari limitati e aspettative di inflazione ancorate.

    Un secondo fattore scatenante per impedire ai tassi d’interesse di salire riguarda fattori più tecnici, poiché iniziano ad emergere compratori per quei titoli governativi a livelli più attraenti. Tuttavia, i tassi d’interesse statunitensi sembrano aver oltrepassato tutti i livelli di supporto tecnico per il momento, confermando che il mercato dei tassi è attualmente privo di un quadro chiaro dei prezzi. È come prendere un coltello che cade: nel frattempo, procuriamoci dei guanti per proteggerci. E non finisce qui.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.