DWS : Il mandato della BCE è chiaro: garantire la stabilità dei prezzi.
Ulrike Kastens, Senior Economist, DWS
Alla luce del recente aumento dell’inflazione e delle ultime proiezioni – che indicano uno scostamento significativo dall’obiettivo nel 2026 e nel 2027 – riteniamo che l’aumento del tasso sui depositi al 2,25% sia stata una risposta appropriata ai crescenti rischi inflazionistici. La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha più volte sottolineato la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione futura dell’inflazione. Sebbene le aspettative di inflazione a lungo termine rimangano relativamente ben ancorate, lo stesso non vale per quelle a breve termine, in particolare tra i consumatori. Finora non sono stati osservati effetti di secondo impatto, poiché la crescita salariale è rimasta moderata. Nel complesso, tuttavia, le pressioni sui prezzi si sono estese a un numero crescente di settori. Poiché le più recenti proiezioni sul PIL indicano un contesto economico moderato, riteniamo attualmente limitato il rischio di effetti di secondo impatto particolarmente marcati.
Alla domanda se un ulteriore rialzo dei tassi possa arrivare già a luglio, la Presidente della BCE ha ribadito che le decisioni continueranno a dipendere dai dati e che non esiste alcun impegno preventivo su un percorso specifico dei tassi di interesse. In questo contesto, ha inoltre fatto riferimento al suo discorso di marzo, nel quale aveva delineato le possibili risposte di politica monetaria in diversi scenari. Se uno shock sui prezzi dell’energia dovesse determinare un superamento dell’obiettivo di inflazione non eccessivamente persistente, sarebbe giustificato un certo adeguamento della politica monetaria. Pur non ritenendo che il rialzo dei tassi deciso oggi sia di per sé sufficiente a contenere i rischi inflazionistici, consideriamo comunque improbabile un significativo inasprimento della politica monetaria in termini reali, alla luce dell’attuale contesto economico. Continuiamo ad aspettarci un ulteriore aumento dei tassi al 2,50% nel mese di settembre.
Fonte: InvestmentWorld.it
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