DWS Point of View– Riunione del FOMC di dicembre: si raffredda la strategia da falco della Fed
Christian Scherrmann, economista statunitense DWS
Come previsto, la Fed ha aumentato i tassi di riferimento di 50 punti base, facendo un passo indietro rispetto ai rialzi di 75 punti base in un momento in cui l’inflazione mostra i primi segni di raffreddamento. Ma molto probabilmente non è stata questa la motivazione principale della svolta dei banchieri centrali. Il ritardo con cui la politica monetaria ha un impatto sull’economia è stato probabilmente la ragione principale per fare abbassare il rialzo nell’ultima riunione del 2022. Di solito si ritiene che i rialzi dei tassi necessitino di un massimo di quattro trimestri per mostrare pienamente il loro impatto sull’economia. Pertanto, l’aumento odierno dei tassi d’interesse mira a esercitare la sua influenza alla fine del 2023, quando l’inflazione dovrebbe essere in linea o vicina a un percorso sostenuto verso l’obiettivo della banca centrale del 2%.
Questa svolta si riflette anche nell’aggiornamento della Sintesi delle Proiezioni Economiche. I membri del FOMC indicano la volontà di alzare i tassi nel 2023 in misura ancora maggiore rispetto a quanto già indicato nella riunione di settembre, al 5,1% dal 4,6%, e sembrano ora disposti a pagare un prezzo più alto per contenere l’inflazione. La crescita nel 2023 è stata declassata allo 0,5% (4° trimestre/ 4° trimestre) dall’1,2% delle proiezioni della Fed di settembre. Ciò non implica necessariamente una recessione ma, a seconda del percorso che l’economia intraprenderà, la recessione potrebbe essere in agguato data la previsione di una crescita così bassa.
Anche in questo caso, i banchieri centrali mantengono la loro fiducia nella tenuta del mercato del lavoro, come suggerisce un aumento relativamente contenuto del tasso di disoccupazione previsto per il 2023 – al 4,6% dal 4,4%. La normalizzazione della politica monetaria è indicata solo dal 2024 in poi. Ma si prevede che avvenga in modo molto graduale, poiché i membri del FOMC intendono ridurre i tassi al 4,1% nel 2024 e al 3,1% nel 2025, quando l’inflazione dovrebbe finalmente convergere verso l’obiettivo della Fed.
Durante la conferenza stampa il presidente della Fed Powell ha ribadito che i mercati del lavoro sono molto rigidi, come noi riteniamo, e che l’offerta e la domanda di lavoro sono sbilanciate e ha ripetuto il mantra che i tassi sono destinati a rimanere più alti ancora a lungo. I suoi commenti suggeriscono che la Fed non è ancora convinta che l’inflazione sia su un sentiero di discesa duraturo. Complessivamente, e contrariamente alle speranze di molti osservatori, Jay Powell non ha aperto spazi di dovishness e sembra valorizzare le dolorose lezioni apprese dalla Fed negli anni Settanta e Ottanta. Non c’è da stupirsi che la reazione iniziale dei mercati non sia entusiasmante.
Fonte: BONDWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




