12 PENNE

Eurozona: CPI Flash Estimate di marzo

Dalla stima preliminare del CPI armonizzato per marzo emerge un’accelerazione delle pressioni inflazionistiche in Eurozona a 2.6% yoy dal 2.4% yoy di febbraio. Si tratta del quarto mese consecutivo in cui la crescita tendenziale dei prezzi al consumo si assesta al di sopra del 2% yoy. Il risultato tendenziale implica una dinamica mensile dei prezzi al consumo di 1.3% mom, in accelerazione dallo …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


0.4% mom di febbraio. Al dato di marzo hanno contributo il CPI preliminare armonizzato tedesco (0.5% mom, 2.2% yoy), il CPI armonizzato italiano (2.0% mom, 2.6% yoy), il CPI armonizzato sloveno (1.4% mom, 2.4% yoy) ed il CPI armonizzato spagnolo (dato preliminare di marzo di 3.3% yoy, a cui corrisponde una variazione congiunturale di 2.3% mom secondo le nostre stime). A questi si aggiunge il CPI nazionale belga (0.5% mom a marzo).
E’ da sottolineare che a partire dal 2011 tutti i Paesi di Eurozona hanno dovuto uniformare il calcolo dell’indice armonizzato con una direttiva della Commissione Europea. La principale novità di questo nuovo metodo di calcolo riguarda la stima delle variazioni dei prezzi dei beni stagionali (in particolare beni alimentari e beni di abbigliamento). Ci sono quindi due conseguenze: 1) la serie storica registra un break strutturale da gennaio 2011; 2) la serie dell’andamento congiunturale registra variazioni mensili più accentuate. Tra i principali Paesi che non avevano ancora adottato questa metodologia e che hanno dovuto adottarla a partire da gennaio 2011 ci sono l’Italia e la Spagna. Questo è il motivo principale della notevole accelerazione delle pressioni inflazionistiche nel mese di marzo in questi 2 Paesi, che a sua volta ha causato una forte accelerazione dell’inflazione nell’intera area.
Eurostat non fornisce breakdown con la pubblicazione del flash-estimate, ma dall’analisi del dettaglio dei CPI dei Laender tedeschi diffusi la scorsa settimana emerge che è stata registrata una forte accelerazione dei prezzi dei beni di vestiario, imputabile all’introduzione delle nuove collezioni di abbigliamento primaverili dopo i saldi invernali, e dei beni energetici, trainata dal rincaro dell’Heating Oil e della benzina. Al contrario, una sorpresa è venuta dalla modesta diminuzione dei prezzi dei beni alimentari, in contrasto con quanto indicato dalle commodity agricole. In particolare, l’andamento dei prezzi alimentari è stato frenato dalla riduzione marcata dei prezzi del seasonal food.

E’ stato contemporaneamente diffuso il dato nazionale italiano, che ha registrato una modesta accelerazione a 0.4% mom da 0.3% mom di febbraio e a 2.5% yoy da 2.4% yoy del mese precedente. Nel frattempo, l’indice armonizzato congiunturale ha visto un’intensa accelerazione a 2.0% mom da 0.2% mom di febbraio, su cui ha pesato il cambiamento della metodologia, come precedentemente spiegato. L’indice armonizzato tendenziale ha quindi accelerato a 2.6% yoy da 2.1% yoy di febbraio. Dal breakdown del dato nazionale emerge come su base mensile sia stata registrata una forte crescita dei prezzi delle componenti Trasporti (1.4% mom), Hotel e Ristoranti (1.0% mom) e Abitazione, acqua, elettricità (0.4% mom). In particolare, all’interno del comparto Trasporti sono stati registrati significativi aumenti dei prezzi su base mensile dei prezzi dei Trasporti aerei passeggeri (12.7% mom). Sono inoltre cresciuti nel mese i prezzi dei carburanti: del 3.4% mom la benzina e del 4.3% mom il diesel. Il rincaro del comparto Hotel e Ristoranti è invece stato trainato dall’aumento dei prezzi dei servizi di alloggio (3.8% mom) e dei pacchetti vacanze (1.4% mom). Infine, sulla componente “Abitazione, acqua, elettricità” ha pesato il rincaro del Gasolio da riscaldamento (4.3% mom).


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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