Cinque sono, in particolare, i messaggi principali che emergono da tale studio:
1- rimbalzo dell’economia mondiale nel breve termine superiore rispetto a quanto stimato dal consensus, in particolare negli USA…
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Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
2 – continuare a scommettere sulle prospettive di crescita degli emergenti e privilegiare le valute a rendimento elevato
3 – miglioramento delle condizioni finanziarie globali
4 – fase di volatilità a causa di un rialzo dei tassi USA nel Q3 2014 che peserà sui mercati obbligazionari periferici
5 – nei prossimi anni prospettive di recupero migliori in Europa, dove si potrebbe assistere ad una contrazione supplementare degli spread sovrani periferici di 90bp ad orizzonte 12 mesi.
Possibile accelerazione dell’economia mondiale nel breve termine secondo Exane BNP Paribas
La crescita economica globale é stata deludente nel Q1:
– la crescita americana é stata negativamente influenzata dal de-stocking, dalle cattive condizioni climatiche e dall’impatto ritardato del rialzo dei rendimenti obbligazionari dell’area registrato la scorsa estate;
– la crescita in Cina è stata solamente del 5,6% annualizzato, il minor ritmo di crescita registrato dal Q2 2010;
– la crescita in Europa è rimasta moderata nonostante il miglioramento messo a segno dai leading indicators.
Dato che tale risultato è riconducibile, per quanto riguarda gli Stati Uniti, a fattori temporanei, e tenuto conto delle misure di stimolo fiscale annunciate in Cina, gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono probabile un rimbalzo dell’attività economica globale nei prossimi mesi.
Un trend che, per i nostri analisti, dovrebbe essere supportato da condizioni finanziarie ancora accomodanti a livello mondiale:
– la Fed ha chiaramente annunciato che i tassi non verranno toccati immediatamente dopo la fine del QE quest’anno;
– la BCE dovrebbe assumere un atteggiamento maggiormente attivo per far fronte al rischio deflazionistico (i nostri economisti stimano un taglio del tasso refi nonché dei tassi di deposito in occasione del prossimo meeting dell’istituto e nell’H2 il lancio di misure non convenzionali con una possibile espansione del bilancio di circa 300md EUR);
– la BoJ che potrebbe lanciare ulteriori misure di easing monetario entro fine anno per sostenere la ripresa economica in atto.
Sebbene, attualmente il consensus anticipi per i prossimi mesi una crescita globale più forte, il team Macro di Exane BNP Paribas ritiene che tali stime siano troppo basse, in particolare per gli Stati Uniti. I nostri economisti sono, infatti, convinti che il rimbalzo della locomotiva americana potrebbe sorprendere positivamente i mercati nel Q2 / Q3 con un PIL che dovrebbe attestarsi al 4% annualizzato nel Q2 (vs 3,3% atteso dal consensus). Tale risultato potrebbe essere raggiunto grazie al verificarsi congiunto di numerosi fattori attualmente sottovalutati dal mercato come l’aumento dei redditi reali disponibili reso possibile dalla bassa inflazione e dall’incremento del numero di ore di lavoro, il rialzo della fiducia dei CEO (ai massimi da inizio 2012), il maggior contributo derivante dall’investimento residenziale e il minor impatto della spesa pubblica.
In una prospettiva di medio termine, i nostri economisti sono, tuttavia, convinti che sia la zona Euro l’area in cui si potrà registrare, come evidenzia l’analisi dell’output gap, un maggiore recupero della domanda. E, da un punto di vista relativo, Italia e Francia dovrebbero essere i protagonisti di tale trend. Il maggior ritmo di crescita della domanda congiuntamente alla possibile espansione del bilancio della BCE permettono, dunque, all’Eurozona di vantare migliori prospettive di crescita per i prossimi anni.
Una fase di lowflation in corso secondo Exane BNP Paribas
In un contesto che si caratterizza per politica monetaria globale ancora accomodante e ripresa economica, l’attenzione degli investitori si focalizzerà sempre più sui rischi inflattivi.
Un rischio che, secondo il team Macro di Exane BNP Paribas, è ben contenuto, per lo meno nei mercati sviluppati, alla luce dell’attuale capacità lavorativa in eccesso. Senza contare che il deprezzamento delle valute emergenti si configura come una forza disinflazionistica nei paesi sviluppati.
Secondo i nostri economisti, il rischio inflattivo é leggermente maggiore nei mercati emergenti, area in cui la capacità produttiva é più limitata e in cui l’inflazione sarà più sensibile al rialzo del prezzo delle commodities a causa della crisi Ucraina e della siccità in Brasile.
Dunque, dato che é improbabile che si registri una ripresa globale ad un ritmo tale da azzerare l’elevato livello di spare capacity attuale, i nostri economisti ritengono che la fase di lowflation non sia ancora giunta ad una conclusione.
Looking for … view Exane BNP Paribas su 4 eventi attesi dal consensus
1) I rendimenti obbligazionari americani dovrebbero registrare un rialzo maggiore rispetto a quello attualmente stimato dal consensus
Dato che l’inasprimento delle condizioni finanziarie, causato dal sell-off che ha interessato il mercato obbligazionario americano la scorsa estate, é stato digerito dall’economia a stelle e a strisce attraverso il soft patch del Q1, gli economisti di Exane BNP Paribas stimano una seconda fase di rialzo dei rendimenti USA a 10 anni prima della conclusione del QE. Tale rialzo potrebbe essere più pronunciato se, come stimato, l’economia americana, grazie ad una maggiore forza del settore privato e ad un recupero nel settore degli alloggi, dovesse registrare nei prossimi mesi un rimbalzo superiore a quello stimato dal mercato.
In particolare, i nostri economisti stimano che i rendimenti obbligazionari americani a 10 anni potrebbero superare la soglia del 3% e restare nel range 3% – 3,5% nell’H2.
2) Il cross EUR/USD dovrebbe attestarsi a 1,20 entro fine anno
L’attesa azione della BCE per il 2014 inciderà sullo spread USA / Germania a 2 anni che dovrebbe registrare un rialzo nell’H2 di 100bp con conseguente deprezzamento del dollaro rispetto alla moneta unica. Alla luce di tale scenario, i nostri economisti ritengono che il cross EUR/USD dovrebbe attestarsi a 1,20 ad orizzonte fine anno (vs 1,25 per il consensus).
3) I mercati obbligazionari periferici dovrebbero registrare un’ulteriore contrazione degli spread di 90bp nei prossimi 12 mesi
Sebbene nel breve termine il rialzo dei rendimenti americani potrebbe innescare una fase di volatilità sui mercati, con conseguente stress sui rendimenti obbligazionari dell’Eurozona, su un orizzonte temporale più lungo gli economisti di Exane BNP Paribas ritengono che i paesi periferici dell’area potrebbero essere ancora protagonisti di una contrazione degli spread. Inoltre, l’attuale contrazione degli spread appare come une spirale auto-realizzatrice: dato che la contrazione degli spread contribuisce a migliorare la sostenibilità del debito pubblico, tale trend potrebbe continuare in assenza di shock esterni, shock che appaiono improbabili quest’anno.
4) Nonostante una probabile fase di volatilità sul mercato valutario emergente alcuni asset emergenti continueranno a vantare un elevato appeal in virtù del livello dei rendimenti
A seguito della sovra-performance messa a segno dai mercati emergenti negli ultimi mesi, il consensus é, secondo il team Macro di Exane BNP Paribas, eccessivamente negativo sull’asset class. In particolare i nostri economisti, secondo cui il processo di revisione in corso sugli emergenti é lontano dal concludersi, ritengono che il contesto attuale sia ben diverso da quello dello scorso anno dato che molte banche centrali hanno già intrapreso una politica monetaria più restrittiva aumentando, di conseguenza, il rendimento reale offerto agli investitori stranieri.
Da un punto di vista tattico, i nostri analisti ritengono, dunque, che gli emergenti offrano delle opportunità d’investimento interessati grazie anche alla contrazione dei rendimenti dei paesi periferici dell’Eurozona che, in un contesto che si caratterizza per deprezzamento delle valute dell’area e elevati rendimenti reali, ha aumentato l’appeal dell’asset class. In seno agli emergenti, i nostri analisti mantengono la CALL d’inizio anno sul Brasile.
Fonte: BONDWorld.it
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