PUNTI CHIAVE
– Il cambiamento principale per l’economia globale nel 2015 è il calo del prezzo del petrolio…
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a cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
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– Non si assisterà ad un tapering a livello mondiale ma la BCE e la FED invertiranno i ruoli
– Le numerose elezioni previste faranno aumentare l’incertezza politica nel 2015
Anche senza usare la mia sfera di cristallo da economista, alcuni trend stagionali sono facilmente prevedibili. Per esempio, con l’avvicinarsi della fine dell’anno, il numero di studi sulle prospettive del prossimo anno aumenta esponenzialmente. Anche Exane ha dato il suo contributo con la pubblicazione a settembre dell’outlook macro per il 2015 e nel corso della scorsa settimana dell’outlook 2015 sui mercati a cura del nostro team di strategist. Anche se viene mantenuta una view strutturalmente bearish sui mercati azionari europei, i nostri strategist ritengono che l’asset class nel breve termine potrebbe essere protagonista di un rialzo ciclico favorito dall’accelerazione attesa dell’economia europea e del miglioramento della liquidità nell’Eurozona.
Da un punto di vista macro, questo conferma la nostra idea sull’eccessivo pessimismo degli investitori sulle le prospettive di crescita dell’Eurozona. Ma al di là della view tattica a breve termine, ritengo che sia fondamentale capire i cambiamenti del 2015 rispetto al 2014 per definire le linee generali dello scenario macro-economico del prossimo anno.
Il cambiamento principale per l’economia globale è il prezzo del petrolio più basso, un cambiamento importante dato che fornirà un supporto sia alle famiglie che alle imprese. Anche in Europa, il prezzo del petrolio è tornato su livelli che non si toccavano dal 2010 ed ora, ad ogni pieno di carburante, i cittadini europei risparmiano in media 10 Euro. Come scritto 3 settimane fa, ciò permette di migliorare il potere d’acquisto delle famiglie e perciò non ci stupirebbe un aumento degli acquisti di beni durevoli (in particolare di automobili).
Per quanto riguarda le condizioni finanziarie mondiali, sebbene non vi sarà un tapering a livello globale assisteremo ad un cambiamento: la BCE cercherà di sostituire la Fed in termini di espansione di bilancio mentre la BoJ continuerà il suo QQE aggressivo. Ciò dovrebbe influenzare il mercato valutario, che già nel corso del 2014 ha largamente contribuito alla performance relativa dei mercati azionari. Per quanto riguarda l’Eurozona, il deprezzamento della moneta unica sta aiutando a rendere più accomodanti le condizioni di finanziamento. E il netto miglioramento registrato dalla domanda di credito negli ultimi trimestri potrebbe portare ad una (lieve) ripresa del credito concesso cioè un notevole cambiamento dopo la contrazione degli ultimi anni. In particolare, ciò potrebbe aiutare il settore dell’edilizia – il nostro team che segue il settore ha una view positiva dallo scorso settembre ed il nostro team di strategist è portavoce di una call sul settore immobiliare.
Infine, il prossimo anno i rischi geopolitici permarranno. Inoltre, il 2015 sarà un anno caratterizzato da numerose elezioni politiche che faranno aumentare ulteriormente l’incertezza. Infatti, in Giappone, l’indice di gradimento di Abe è sceso, secondo un sondaggio pubblicato lunedì dall’emittente pubblica NHK, dal 52% del mese scorso al 44%. Questo dimostra che per Abe scoccare la terza freccia dell’Abenomics (quella delle riforme strutturali) potrebbe rivelarsi più difficile del previsto. Fatto ancor più importante, il 2015 sarà un anno di elezioni in Europa e ciò potrebbe riservare sorprese inaspettate rispetto al 2014 che è stato un anno relativamente tranquillo, eccezion fatta per il referendum scozzese, dal punto di vista politico in Europa.
Dopo anni caratterizzati da un elevato livello disoccupazione e da performance economiche mediocri, i partiti populisti continuano a guadagnare consensi in Europa. Per questo motivo tutti gli eventi politici contribuiscono ad aumentare l’incertezza. Sembra che il presidente greco possa essere ri-eletto a febbraio, ma potrebbero esser necessarie nuove elezioni generali in caso di mancato raggiungimento del quorum. Nelle prossime elezioni generali di maggio nel Regno Unito, la crescente popolarità del partito indipendente rappresenta una fonte di preoccupazione con timori su un possibile referendum per far uscire il paese dall’Unione Europa nel 2017. Infine, ma fatto non meno importante, nel mese di dicembre gli occhi saranno puntati sulle elezioni generali in Spagna. Podemos, il partito di sinistra fondato quest’anno, è in testa nei sondaggi ed il suo programma elettorale non è ben visto dai mercati (riduzione della settimana lavorativa a 35 ore, abbassamento dell’età pensionabile, e così via…).
Per concludere, ci aspettiamo che nei prossimi mesi i dati economici continueranno a sorprendere positivamente, in particolare nell’Eurozona. La view tattica positiva dei nostri strategist è infatti in linea con la nostra idea su un miglioramento del momentum sulla crescita globale e su un livello di liquidità globale ancora abbondante. Tuttavia, guardando al 2015, la volatilità potrebbe aumentare alla luce del fitto calendario politico, in particolare in Europa. Inoltre, con l’avvicinarsi del primo rialzo dei tassi da parte della Fed nella seconda parte del prossimo anno, l’economia USA potrebbe sembrare toppish con una crescita del PIL attorno al 3% e i margini aziendali vicino ai massimi. Per ora, godiamoci l’ultima parte del 2014!
Fonte: BONDWorld.it
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