Exane Macro: “All’alba di un miglioramento globale”

PUNTI CHIAVE: Nonostante di recente le aspettative di crescita siano state ridotte, le migliori condizioni finanziarie supportano la ripresa economica globale senza rischi inflattivi ….

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


{loadposition notizie}

Un aumento della volatilità nel Q3 con rendimenti USA più elevati
Malgrado la maggiore volatilità attesa per il Q3 sui mercati obbligazionari, gli spread potrebbero registrare un ulteriore riduzione

Anche se il tempo soleggiato di Londra incoraggia positivamente il sentiment generale, tra gli investitori c’è ancora molta incertezza sui trend macroeconomici e finanziari, in modo particolare dopo la recente sovra-perfomance dei titoli difensivi sui mercati azionari. In questo contesto abbiamo rivisitato i sette temi macroeconomici fondamentali proposti ad inizio anno.

In breve, sebbene molti investitori siano preoccupati sull’andamento dell’economia globale dopo un primo trimestre deludente, riteniamo di poter essere piuttosto positivi sulle prospettive macro. Anzi stimiamo che nel breve termine si potrebbe già assistere ad una fase positiva del ciclo economico globale, caratterizzata da un’accelerazione della crescita e da bassi livelli d’inflazione accompagnati da condizioni finanziarie favorevoli che partono già da livelli molto espansionistici.

In molti potrebbero mettere in discussione la nostra positività sulle prospettive macro di breve termine, soprattutto dopo il recente calo dei rendimenti obbligazionari globali, interpretato da alcuni come un segnale di avvertimento sulle peggiorate prospettive di crescita. Tuttavia, questi tassi decrescenti riflettono semplicemente la concretizzazione di minori prospettive inflattive e di crescita derivanti da risultati deludenti del primo trimestre. Inoltre, si potrebbe anche sostenere che il 2014 sia stato inaugurato da posizioni short sui mercati obbligazionari: a seguito delle deludenti prospettive di crescita, si è semplicemente assistito ad un inasprimento di questa posizioni.

Poiché i fattori temporanei negativi (soprattutto le condizioni metereologiche nei paesi sviluppati) e l’impatto ritardato dell’inasprimento delle condizioni finanziarie della scorsa estate sono stati ormai pienamente assimilati dall’economia globale, il calo del mercato obbligazionario globale implica che le condizioni finanziarie già accomodanti saranno di sostegno alla crescita globale dei prossimi mesi. Pertanto il messaggio lanciato dai mercati obbligazionari non è quello di farsi prendere dal panico dalle prospettive di crescita perché le condizioni finanziarie supporteranno l’attività economica. Allo stesso tempo, dato l’eccesso dell’offerta di lavoro a livello globale, l’accelerazione nel breve termine dell’attività economica globale non sarà in grado di innescare un aumento sostenuto del livello d’inflazione. Questo significa che alcune banche centrali, come la BCE, avranno ancora margine di manovra per fornire ulteriori stimoli nel breve periodo.

Data la conclusione prossima del QE, ciò di cui siamo maggiormente preoccupati è l’aumento sempre più probabile dei tassi USA. Riteniamo, infatti, che tale evento si possa già concretizzare nel Q3 e che verosimilmente i mercati finanziari mostreranno delle difficoltà ad accettare l’incremento dei rendimenti statunitensi. Con riferimento al mercato obbligazionario forward, il livello dei tassi USA a 10 anno atteso dovrebbe essere attorno al 2,6% a novembre. Questa stima ci sembra eccessivamente bassa. Di conseguenza, l’aumento dei rendimenti statunitensi potrebbe essere il vero trigger per l’incremento della volatilità previsto per il Q3 sui mercati obbligazionari periferici dell’Eurozona.

Oltre alla maggiore volatilità attesa sui mercati obbligazionari, per i prossimi 12 mesi stimiamo anche un’ulteriore contrazione degli spread italiani e spagnoli nella misura di circa 90bp. Infatti, i recenti commenti della BCE ci spingono ad adottare una view più bullish a 12 mesi sui mercati obbligazionari periferici. Un calo dei rendimenti è stato anche associato ad un potenziale miglioramento della sostenibilità del debito pubblico e, di conseguenza, la riduzione dei rendimenti obbligazionari nei paesi periferici è divenuta una profezia che si auto-realizzerà.

Ma quali sono i rischi reali per le prospettive macroeconomiche e dei mercati finanziari globali?

Sicuramente bisognerà tenere in considerazione le tensioni geopolitiche, sebbene le stesse sembrino essersi attenuate (almeno per il momento!). Inoltre, emergono due rischi macro dagli Stati Uniti e dalla Cina.

Per quanto riguarda gli USA, un’accelerazione del livello d’inflazione e delle prospettive di crescita potrebbero indurre gli investitori a ritenere che la Fed sia dietro la curva. Ciò potrebbe innescare un sell-off nei mercati obbligazionari, così come registrato nel maggio 2013.

Per quanto concerne la Cina, i paesi emergenti dovranno adeguarsi a minori trend di crescita nei prossimi anni, anche se l’aggiustamento potrebbe essere più rapido di quanto previsto, soprattutto in un paese come la Cina dove la concessione di  credito ai privati necessita una riduzione.

Al momento, nonostante ciò, possiamo goderci (finché dura) il tempo soleggiato di Londra e il miglioramento del ciclo economico globale.


Fonte: BONDWorld.it

Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.