Si vogliono cogliere le opportunità offerte dal deprezzamento dell’EUR/USD; Domande sulle sorprese potenziali delle banche della zona Euro; Riflettori nuovamente puntati sul settore dell’M&A e sull’ottimizzazione finanziaria per le imprese dell’Eurozona…
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente
Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas
{loadposition notizie}
Nel corso delle ultime settimane, viaggiando per tutta Europa, ho avuto l’occasione di incontrare numerosi investitori che mi sono sembrati molto cauti sulle prospettive economiche della zona Euro e del mercato azionario europeo per i prossimi mesi.
A nostro avviso, permane un pessimismo eccessivo sulle prospettive economiche dell’Eurozona. Nonostante si debba riconoscere che ottobre potrebbe continuare ad esser caratterizzato da dati economici abbastanza deboli per l’Eurozona, gli investitori europei si sono dimostrati particolarmente interessati anche al nostro punto di vista, divergente da quello della maggior parte degli analisti, sulla ripresa, nel corso del prossimo anno, del credito concesso alle aziende dell’area Euro, con i paesi periferici come l’Italia che ne beneficerebbero maggiormente. Con il prezzo del petrolio in calo, il deprezzamento dell’Euro ed i rendimenti reali ancora in ribasso, l’economia dell’Eurozona dovrebbe trovare un nuovo slancio il prossimo anno.
Nel corso dei miei incontri sono emersi anche altri tre temi.
Va, innanzitutto, ammesso che scegliere i temi giusti è stato fondamentale per tenere il passo con la rapida rotazione settoriale avvenuta quest’anno. E anche il deprezzamento del cambio EUR/USD è diventato un argomento condiviso fra gli investitori europei. Quasi tutti gli investitori europei che ho incontrato sono alla ricerca di strategie per esporsi a tale trend. Da un punto di vista macro, continuiamo a credere fortemente che nel corso dei prossimi 12 mesi assisteremo ad un ulteriore calo dell’Euro favorito dal rafforzamento della Draghi put e dall’inevitabile inasprimento della politica monetaria da parte della FED.
Molti investitori, pur rimanendo molto cauti per quanto riguarda l’investimento in banche europee, si interrogano, inoltre, sulla capacità del sistema bancario a fornire buone notizie. Sebbene il nostro team di analisti del settore bancario abbia portato a BUY il giudizio su diverse banche europee, il team continua a mantenere una view prevalentemente NEUTRAL sul settore. Alcuni investitori sottolineano il rischio di eventuali esigenze di capitale entro la fine di quest’anno. Tuttavia, la posizione in capitale potrebbe rivelarsi migliore del previsto: molte banche hanno infatti dato una bella ripulita ai propri bilanci. Alla luce della probabile minore incertezza sulle prospettive economiche e monetarie dell’Eurozona, le banche potrebbero restare un tema molto caldo nei prossimi mesi.
Infine, il terzo tema oggetto di discussione è stato la ricerca del rendimento, tema che, a dire il vero, non abbiamo mai messo completamente in disparte. Dato che le prospettive di una politica maggiormente hawkish da parte della Fed per il prossimo anno diventano sempre più concrete e che i tassi americani registreranno un rialzo, gli investitori potrebbero essere maggiormente interessati alla detenzione di strumenti monetari a breve termine. Ma gli investitori europei ritengono che sia ancora troppo presto per scommettere su questo tema ed attualmente non vogliono detenere eccessiva liquidità nei loro portafogli. Perciò, in un contesto caratterizzato dalla ricerca di rendimento, i mercati azionari rappresentano ancora l’opzione migliore per la maggior parte degli investitori europei. Dobbiamo tuttavia sottolineare che alcuni quest’anno hanno anche beneficiato del prosieguo della contrazione degli spread nei paesi periferici e riteniamo che lo spread a 10 anni fra i titoli sovrani spagnoli e italiani rispetto a quelli tedeschi possa scendere di 80bp nei prossimi 12 mesi.
La nostra idea circa l’eccesso di negatività fra gli investitori europei sulle prospettive economiche e monetarie dell’Eurozona per il prossimo anno è stata confermata. Ho anche avuto l’occasione di partecipare ad un’interessante conferenza a Ginevra in cui gli investitori svizzeri si sono particolarmente interessati alla crescita della leva finanziaria delle società statunitensi al fine di riacquistare azioni. Più della metà dell’aumento degli EPS US dal 2010 è infatti spiegabile con l’ottimizzazione finanziaria delle società. Tuttavia tra le società operanti nell’area Euro non si sono ancora avuti molti riacquisti azionari. Rendimenti molto bassi ed un contesto di crescita debole hanno già contribuito all’impennata dell’attività di M&A quest’anno nell’Eurozona, così come era avvenuto in USA nel 2010. Uno dei punti chiave sarà capire se ciò sarà seguito da un’ulteriore ottimizzazione finanziaria, come avvenuto negli Stati Uniti, al fine di slegare il valore delle imprese dalla crescita economica sottostante.
Fonte: BONDWorld.it
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it


