Exane Macro: L’altalena delle valute

PUNTI CHIAVE: – La decisione inaspettata della BNS penalizza le strategie di carry-trade

– Il QE della BCE permetterà un’ulteriore riduzione dello spread dei paesi periferici…

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


a cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


{loadposition notizie}

– L’incertezza politica in Grecia dovrebbe proseguire

Giovedì scorso, il giorno dopo la dichiarazione favorevole alla BCE emanata dalla Corte di Giustizia europea, la BNS ha colto tutti di sorpresa abbandonando il floor sul tasso di cambio con l’Euro e tagliando i tassi. Secondo alcuni rumours in Svizzera, l’arrivo di capitali dalla Russia in cerca di un porto sicuro ha aggiunto ulteriore pressione alla BNS. Qualunque sia la ragione di questa decisione, è possibile notare come la volatilità nel mercato dei cambi sia in continuo aumento e come la BNS fosse preoccupata circa la sua capacità di mantenere il floor sul cambio con l’Euro.

Il significativo apprezzamento del franco svizzero rispetto all’euro è una conseguenza molto dolorosa per il bilancio della BNS: dall’introduzione del floor sul cambio EUR-CHF (settembre 2011), la BNS ha accumulato 168 mld di dollari di asset principalmente denominati in Euro. Gli investimenti in valuta estera costituiscono circa il 90% del bilancio della BNS. Questa decisione rappresenta una cattiva notizia anche per le società esportatrici svizzere in quanto il franco è ora chiaramente sopravvalutato. L’apprezzamento di giovedì è una pessima notizia anche per coloro che hanno implementato una strategia di carry trade in quanto la moneta elvetica è stata a lungo utilizzata per finanziarsi. Ciò potrebbe spingere al deprezzamento le valute con più alto rendimento ed invece all’apprezzamento quelle che vantano un rendimento inferiore come l’Euro e lo Yen.

La mossa della BNS è stata anche interpretata come un ulteriore segnale dell’avvicinarsi del lancio da parte della BCE di un QE sovrano. Essendo le aspettative per la riunione della BCE di giovedì prossimo sempre maggiori, è auspicabile che l’Eurotower sia il più possibile esplicito e credibile. In particolare, la duration degli asset che saranno acquistati dovrebbe essere lunga, la size del programma significativa e le condizioni non troppo restrittive.

Secondo me, un compromesso interessante sarebbe che le banche centrali nazionali detengano le obbligazioni sovrane acquistate nei rispettivi bilanci. Tale decisione potrebbe, tuttavia, inviare un segnalo negativo in quanto determinerebbe un’ulteriore frammentazione della politica monetaria ma avrebbe il vantaggio di raccogliere maggior consenso all’interno del consiglio direttivo della BCE. Inoltre, ciò aumenterebbe la flessibilità della BCE sulla size e la scadenza degli acquisti. Infine, questa soluzione comporterebbe una repentina e significativa contrazione degli spread sovrani dei paesi periferici in quanto farebbe aumentare le entrate monetarie dei paesi che pagano un interesse maggiore e migliorerebbe quindi la sostenibilità del loro debito sovrano.

A prescindere dall’esito della prossima riunione della BCE, i rischi politici in Europa rimarranno un motivo di preoccupazione per gli investitori. Le nuove elezioni parlamentari greche del 25 gennaio sono solo il primo step di un’agenda politica che quest’anno si preannuncia ricca di scadenze. La situazione in Grecia sarà probabilmente caratterizzata da incertezza politica anche dopo il 25 gennaio. Infatti è probabile che nessun partito sia in grado di formare un governo e si potrebbe quindi andare a nuove elezioni in febbraio. Inoltre, due banche greche (Alpha Bank ed Eurobank) hanno chiesto di attingere all’Emergency Liquidity Assistance (ELA) della Banca di Grecia a causa dell’uscita di depositi per circa 3mld di Euro avvenuta nel mese di dicembre.

Tuttavia, a nostro avviso, la probabilità di un’uscita della Grecia dall’Euro rimane estremamente bassa. Syriza ed il popolo greco non vogliono lasciare l’Eurozona. Essendo il 77% del debito sovrano ellenico detenuto dal settore pubblico, non rimangono molti margini per la Grecia per ridurre i pagamenti annuali degli interessi. Inoltre, se Syriza volesse formare una coalizione, dovrebbe ammorbidire alcune delle sue posizioni circa le misure sociali da intraprendere. È sicuro che la Troika non accetterà un abbassamento dell’età pensionabile o un forte aumento del salario minimo.

Per concludere, ho appena iniziato ad incontrare molti investitori europei. Direi che non c’è molto accordo su come si comporteranno i mercati nel corso della prima parte dell’anno. Gli investitori sono mediamente cauti e c’è un ampio consenso circa una crescente volatilità associata ad un’incertezza macroeconomica e politica. L’ultima mossa della BNS ci ricorda che dobbiamo sempre esser pronti a tutto …

Fonte: BONDWorld.it

Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.