Exane Macro: Un sentiment migliore negli USA

I timori sulla crescita dell’Eurozona messi in discussione dai dati pubblicati la scorsa settimana. Gli investitori USA voglio scommettere sul deprezzamento dell’EUR/USD. La ricerca del rendimento: un tema (ancora!) valido per il 2015?…

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Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas


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La scorsa settimana, insieme a David Finch del nostro Ideas Team, ho incontrato, viaggiando da Des Moines fino in California, numerosi investitori americani. Essendo abituato al rigido autunno francese, devo ammettere che mi sono sentito un po’ a disagio nell’indossare cappotto e sciarpa, in particolare a Santa Fe dove la temperatura era di 29°C. Ma in un certo senso, ciò rappresenta il divario tra gli investitori europei e quelli americani. Ho lasciato l’Europa con un sentiment molto pessimista degli investitori del Vecchio Continente ed ho invece scoperto che negli USA gli investitori sono sempre più propensi ad avere una posizione LONG sulle azioni europee.

Lo scarto temporale di una settimana, cioè il tempo intercorso tra i due meeting, puo’ forse  spiegare questa differenza di vedute. Due settimane fa il mood era, infatti, estremamente pessimistico ma il rimbalzo dei mercati e la pubblicazione degli indici PMI europei su livelli migliori rispetto alle attese hanno cambiato il sentiment degli investitori. Il primo argomento di discussione negli Stati Uniti è stato la presenza di timori sulle  prospettive economiche europee. Sebbene riteniamo che l’inflazione sarà ancora bassa, continuiamo a credere che il consensus sulle prospettive di crescita europee sia eccessivamente negativo in un contesto caratterizzato da un calo del prezzo del petrolio, dei tassi e dell’Euro.

Il miglioramento del PMI tedesco di questo mese ci ha sorpreso positivamente dato che ci aspettavamo una stabilizzazione sui livelli del mese precedente. Al contrario, il PMI francese è sceso ulteriormente, ma l’indagine sulle aziende condotta dall’INSEE, che negli ultimi anni si è rivelata più affidabile del PMI nello stimare la crescita del paese, evidenzia un miglioramento. I dati economici continueranno a migliorare in Europa? Sebbene non ci sia ancora una piena concordanza fra le opinioni degli analisti, riteniamo che l’economia dell’Eurozona accelererà nel 2015.

Il secondo argomento di cui abbiamo discusso è stato il deprezzamento del cambio EUR/USD. Un tema molto importante per gli investitori USA, in cerca della migliore strategia per scommettere su tale trend. L’inconveniente è che le aziende neutralizzano l’impatto sui risultati derivante dall’andamento del tasso di cambio. Questo è, ad esempio, il caso di Airbus. Per questo motivo, l’analisi di David sui titoli azionari europei che beneficerebbero di un deprezzamento dell’Euro è stata considerata molto interessante dagli investitori americani.

L’ultimo argomento di cui abbiamo discusso è stato il basso livello dei tassi e dell’inflazione nell’attuale fase di mercato. Abbiamo insistito parecchio sul fatto che l’eccesso di risparmio a livello globale dovrebbe mantenere i tassi mondiali su un livello inferiore alle attese. In particolare, nonostante una certa volatilità attesa nel breve termine, ci aspettiamo per il 2015 un’ulteriore contrazione dello spread nei paesi periferici dell’Eurozona alla luce del surplus dei bilanci correnti e dell’espansione del bilancio della BCE.

Fatto ancor più importante, i bassi rendimenti potrebbero stimolare la ricerca di rendimento a livello mondiale. In particolare per quanto riguarda l’Europa, David ha sottolineato che i problemi di rifinanziamento dei fondi pensione britannici e lo switch da prodotti di risparmio europei a reddito fisso a prodotti unit-linked che danno ai risparmiatori la possibilità di esporsi ad una componente azionaria (adottati soprattutto in Francia) potrebbero rendere la domanda sull’equity più robusta. Anche se non crediamo al mito della grande rotazione dai mercati obbligazionari a quelli azionari, David ritiene che questi due fattori potrebbero portare ad ulteriori acquisti di titoli azionari europei.

Qualora i dati europei dovessero registrare ulteriori miglioramenti, il momentum in USA dovesse restare robusto ed i dati economici della Cina buoni, non ci saranno cambiamenti rispetto alla view che il consenso aveva prima dell’ultimo sell-off. Dal punto di vista di politica economica, la BCE è stata chiara sui prossimi passi da compiere mentre i dettagli sul piano di investimenti proposto da Juncker non dovrebbero rappresentare una grossa sorpresa rispetto alle informazioni già diffuse. In un tal contesto, il sentiment degli investitori guiderà i mercati nei prossimi mesi. Tenuto conto del pessimismo di 2 settimane fa e delle speranze della scorsa settimane, possiamo affermare che il sentiment può cambiare molto rapidamente da un senso all’altro !

Fonte: BONDWorld.it

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