Area Euro Germania. Gli ordini all’industria dovrebbero avanzare di 0,5% m/m a febbraio dopo il +1,0% di gennaio rivisto al ribasso da una stima preliminare di +1,2%. Le indagini congiunturali indicavano una buona tenuta degli ordini a febbraio ed una lieve flessione a marzo…..
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Stati Uniti
L’employment report di marzo dovrebbe registrare un ulteriore recupero della dinamica occupazionale, con la normalizzazione del clima. I nuovi occupati non agricoli sono previsti a +215 mila, con una transitoria accelerazione al di sopra della variazione mensile attesa per il 2014 (fra 180 e 200 mila nuovi posti). Il tasso di disoccupazione dovrebbe tornare a 6,6%, dopo il rialzo a 6,7% di febbraio, complici l’aumento degli occupati e un possibile calo della partecipazione legato alla fine dell’estensione federale dei sussidi di disoccupazione. La dinamica dei salari orari dovrebbe tornare sul trend dell’ultimo anno (+0,2% m/m mensile) dopo l’accelerazione di febbraio (+0,4% m/m), dovuta probabilmente al calo delle ore lavorate per via del clima, a fronte di un numero di occupati in aumento sostenuto. Il trend dei salari è uno degli elementi citati dalla Fed per la valutazione dei progressi del mercato del lavoro: gli altri indicatori da seguire sono il tasso di disoccupazione allargato (U-6), la percentuale di lavoratori part-time, il tasso di partecipazione. I dati complessivamente dovrebbero dare conferma del trend di miglioramento del mercato del lavoro e permettere al FOMC di proseguire con il tapering alla prossima riunione (fine aprile) che, essendo senza conferenza stampa, dovrebbe essere interlocutoria e senza novità di rilievo.
Ieri sui mercati
La credibile minaccia dell’uso di misure straordinarie ha sortito l’effetto di congelare i tassi di mercato e far arretrare l’euro – complice anche l’evidenza di una riaccelerazione dell’economia americana dopo la pausa invernale. Contro dollaro, il cambio è sceso marginalmente sotto 1,37, ma oggi si colloca appena sopra tale livello. L’altro effetto è stato quello di ridare slancio alla compressione dei premi al rischio sui mercati periferici. I rendimenti dei BTP sono scesi di 7-8pb sul tratto 3-5 anni, e di 5pb sulla scadenza decennale, cioè molto più dei corrispondenti benchmark tedeschi. Chiusura in rialzo per i listini azionari europei, dove spicca il +1,38% del FT MIB.
Area euro
Come atteso, la BCE non ha adottato alcuna misura concreta di politica monetaria. Tuttavia, Draghi ha enfatizzato che i Membri del Consiglio sono unanimemente d’accordo nell’utilizzare anche strumenti di politica monetaria non convenzionali, previsti dal mandato, per contrastare il rischio di un periodo troppo prolungato di inflazione bassa; e che ciò include anche acquisti di titoli. Il presidente della BCE ha precisato che ulteriori mosse dipenderanno ancora dall’evoluzione dello scenario ed in particolare dei rischi per la dinamica dei prezzi al consumo. In particolare, il Consiglio non ritiene che la stima di inflazione di marzo segnali rischi significativi per il profilo di inflazione atteso dalla BCE.
La conferenza stampa di aprile presenta alcuni elementi in comune con l’annuncio delle OMT fatto dallo stesso Draghi nel 2012: si tratta di una credibile minaccia, che potrebbe tradursi in realtà se lo scenario di riferimento per l’economia si rivelasse troppo ottimistico. Ma anche se l’arma non fosse usata, come già l’OMT potrebbe svolgere l’utile funzione di accelerare la correzione delle variabili finanziarie più disallineate (cambio) e di mantenere stabili le aspettative sui tassi.
Stati Uniti
Il deficit della bilancia commerciale a febbraio si è ampliato a -42,3 mld di dollari da -39,3 mld di gennaio, contro attese di consenso per una riduzione a 38,5 mld. I dati di febbraio potrebbero essere ancora influenzati dal maltempo. Il saldo reale tocca -50,1 mld da -48,5 mld di gennaio; il deficit nel 1° trimestre si amplierebbe di 5,7% rispetto al 4° trimestre, determinando un ampio contributo negativo alla crescita di inizio anno se marzo fosse in linea con febbraio. Tuttavia è prevedibile un netto rimbalzo delle esportazioni con la normalizzazione del clima.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 29 marzo salgono a 326 mila, da 310 mila della settimana precedente. I dati fra fine marzo e metà aprile potrebbero essere più volatili del normale per la difficoltà di destagionalizzazione legata alla settimana di Pasqua. Comunque i sussidi sono su livelli coerenti con un’espansione solida dell’occupazione.
L’ISM del settore non manifatturiero a marzo aumenta a 53,1 da 51,6 di febbraio. Lo spaccato dell’indagine è complessivamente positivo; ordini salgono a 53,4 da 51,3, l’occupazione aumenta a 53,6 dopo 47,5 di febbraio, confermando la normalizzazione dopo gli effetti del maltempo. L’attività corregge a 53,4 da 54,6, ma non modifica il quadro espansivo. Il PMI Markit dei servizi a marzo cala di 2 decimi a 55,3 rispetto alla stima flash di 55,5 e conferma le indicazioni dell’ISM.
Fisher (Dallas Fed) ha ricordato che all’attuale ritmo di riduzione degli acquisti. Il programma QE3 dovrebbe terminare a ottobre di quest’anno. Fisher ha anche paventato un ritorno dell’irrazionale esuberanza dei primi anni 2000.
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