Federated Hermes: Sebbene oggi la BCE non abbia intrapreso alcuna azione, l’esito della riunione odierna ha avuto un tono decisamente da falco.
A cura di Silvia Dall’Angelo, Senior Economist, Federated Hermes
Il Consiglio direttivo ha ritenuto che le condizioni necessarie per avviare un ciclo di rialzi si siano verificate e ha aggiornato la propria forward guidance per definire la normalizzazione della politica nei prossimi mesi. Gli acquisti netti di asset termineranno all’inizio di luglio, aprendo la strada al rialzo dei tassi nel corso del mese. In primo piano le preoccupazioni per l’inflazione. Pur avendo preannunciato la portata del rialzo di luglio (0,25%), la BCE ha lasciato aperta la porta a un aumento dei tassi più consistente a settembre se le prospettive di inflazione a medio termine non dovessero migliorare.
Nel complesso, è ragionevole che la BCE intraprenda un percorso di normalizzazione graduale. I dati più recenti – in particolare gli indicatori PMI – suggeriscono che la ripresa è proseguita, nonostante lo shock della guerra. L’inflazione ha sistematicamente sorpreso al rialzo negli ultimi mesi; il dato sull’ inflazione headline ha toccato un nuovo record dell’8,1% a maggio, e anche l’inflazione core ha superato di gran lunga l’obiettivo del 2%. La ripresa del mercato del lavoro è proseguita a ritmo sostenuto e ha portato a una solida negoziazione dei salari nel primo trimestre di quest’anno, mettendo in guardia dal rischio di effetti di secondo impatto. Tuttavia, è improbabile che il ciclo di inasprimento della BCE sia una passeggiata.
La banca centrale dovrà muoversi su una linea sottile in presenza di un trade-off crescita-inflazione sfavorevole e in continua evoluzione. Sebbene l’inflazione possa rivelarsi più rigida e pervasiva del previsto, richiedendo una risposta più aggressiva da parte della banca centrale, i rischi al ribasso dominano ancora il quadro economico. La guerra in Ucraina è ancora in corso e potrebbero verificarsi escalation, con conseguente interruzione della fornitura di gas e razionamento dell’energia. Inoltre, con l’aumento dei tassi di interesse, è probabile che emerga una frammentazione del mercato, che sottoporrebbe le obbligazioni sovrane periferiche a ulteriori pressioni.
La flessibilità dei reinvestimenti del PEPP sembra uno strumento insufficiente per affrontare questi problemi e la progettazione di uno specifico strumento anti-frammentazione è un compito impegnativo, che si sta svolgendo a porte chiuse. In generale, lo straordinario grado di incertezza che circonda un panorama complicato rappresenta una sfida per la forward guidance della BCE, apparentemente semplice. L’opzionalità, la dipendenza dai dati, la gradualità e la flessibilità rimarranno infatti fondamentali nel corso del processo di normalizzazione della BCE.
Fonte: BondWorld.it
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