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Federated Hermes: il Natale anticipato di BCE, FED e BoE

Federated Hermes: É probabile che le tre principali banche centrali rimangano tutte in modalità di stretta monetaria in questa fase, in risposta all’inflazione ancora elevata e al rischio di effetti secondo round.

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A cura di Silvia Dall’Angelo, Senior Economist di Federated Hermes


Per tutte e tre le banche centrali – FED, BCE e BoE – è prevista una riduzione del ritmo di rialzo da 75 a 50 punti base, ma la Fed probabilmente non asseconderà i mercati che estrapolano un’imminente svolta dovish. La BCE e la Banca d’Inghilterra adotteranno probabilmente un tono più cauto, viste le sfide di crescita più evidenti e imminenti che le rispettive economie stanno fronteggiando. Nel complesso, i tassi di politica monetaria saranno probabilmente vicini ai loro picchi, ma i picchi saranno probabilmente mantenuti fino al 2023: non ci sarà alcun allentamento finché l’inflazione sarà al di sopra dell’obiettivo, salvo grandi incidenti di percorso.

La prossima settimana la Federal Reserve aumenterà probabilmente i tassi di 50 punti base, portandoli a un intervallo del 4,25-4,5%, giustificando un ritmo di rialzo leggermente più lento con la necessità di iniziare a valutare l’impatto sull’economia reale dell’ampia stretta che, complessivamente, ha avuto luogo da marzo di quest’anno. Tuttavia, la Fed sottolineerà di essere ancora lontana dall’aver compiuto la propria missione per quanto riguarda la lotta all’inflazione e che nei prossimi mesi seguiranno altri rialzi. Prevediamo che l’inflazione, pur diminuendo nel corso del 2023, rimarrà al di sopra dell’obiettivo, cosa che impedirà alla Fed di allentare la pressione il prossimo anno.

È probabile la BCE aumenti i tassi di 50 punti base, rispetto ai 75 delle due precedenti riunioni, portando il tasso depo al 2%, ai massimi dalla fine del 2008. Probabilmente sottolineeranno che la loro principale preoccupazione è l’inflazione in questa fase e che, di conseguenza, potrebbe essere necessario un ulteriore inasprimento in futuro. La nuova serie di previsioni economiche dovrà bilanciare alcuni dati retrospettivi migliori rispetto alle attese e l’impatto di una serie di ostacoli in futuro (in particolare i prezzi elevati dell’energia). È importante notare che la BCE fornirà anche dettagli sui propri piani di normalizzazione del bilancio; l’aggiunta della stretta quantitativa al quadro nei prossimi mesi potrebbe giustificare una pausa nel ciclo di rialzi. Nel nostro scenario di base, il tasso depo si attesterà al 2%, ma se l’inflazione sarà più solida (i negoziati in materia salariale saranno fondamentali) e la crescita reggerà meglio del previsto, sono possibili un paio di ulteriori rialzi più contenuti nel 2023, possibilmente fino a un picco vicino al 3%.

La Banca d’Inghilterra probabilmente aumenterà i tassi di 50 punti base al 3,5% la prossima settimana. Mentre l’inflazione ha continuato a sorprendere al rialzo, i dati recenti, sia hard che soft, suggeriscono come l’economia britannica sia probabilmente entrata in recessione nel terzo trimestre, una recessione che, secondo le previsioni della Banca stessa, sarà probabilmente prolungata. Nel nostro scenario di base, la manovra di dicembre sarà seguita da una pausa. Tuttavia, se il mercato del lavoro rimarrà rigido, sono possibili un paio di ulteriori rialzi più contenuti nel 2023, fino a un picco vicino al 4%.

Fonte: BondWorld.it


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