Da seguire: – Aste – Abbondante offerta di carta a breve termine da paesi tripla A: 8,5 miliardi di BTF in Francia, 3-6 miliardi di DTC in Olanda, 2 miliardi di Bubills in Germania…
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Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti a febbraio sono previste in calo a 5,0 milioni di unità ann., da 5,36 milioni, dopo tre mesi di aumenti. I dati recenti dei contratti di compravendita (pending home sales) hanno registrato due cali consecutivi e segnalano una probabile correzione delle vendite effettive di case esistenti. Il settore non dà segnali di inizio di un trend verso l’alto, e il recente rialzo dei tassi sui mutui (che si è riflesso in un calo delle domande di nuovi prestiti) dà supporto all’aspettativa di prosecuzione della debolezza del settore immobiliare residenziale.
I market mover della settimana
Nell’area euro è in calendario la tornata di indagini congiunturali relative al mese di marzo: gli indicatori (IFO, INSEE, BNB, Commissione UE) dovrebbero mostrare una stabilizzazione della fiducia su livelli storicamente elevati. I dati relativi a M3 dovrebbero confermare che la crescita degli aggregati monetari e creditizi, seppur in recupero, resta ancora molto lontana da livelli “normali”.
I dati negli Stati Uniti non dovrebbero modificare il quadro congiunturale. Gli ordini di beni durevoli di febbraio dovrebbero essere in aumento, confermando il trend positivo nel settore manifatturiero. Le vendite di case nuove ed esistenti a febbraio dovrebbero rimanere all’interno dell’intervallo di fluttuazione degli ultimi sei mesi. La fiducia dei consumatori dovrebbe risalire a marzo. La terza revisione del PIL del 4° trimestre dovrebbe essere modestamente positiva.
Venerdì sui mercati
L’avvio delle operazioni militari in Libia non ha avuto effetti sconvolgenti sulle quotazioni petrolifere. Il Brent Crude era sceso venerdì da 115,5 a 113,9 e questa mattina è in risalita a 115,79. L’Euro ha toccato un massimo di 1,4184 dollari, replicato nelle ultime ore. Il dollaro è significativamente arretrato dai massimi di 81,98 JPY toccati durante la fase di interventi coordinati, assestandosi a 80,7-81,0 JPY. Rendimenti in lieve rialzo per Bund e UST, in un contesto di netto restringimento per gli spread dei periferici: Italia -6pb a 150pb, Spagna -7pb, Portogallo -24pb, Grecia -13pb. Chiusura in rialzo per i principali indici azionari.
Area Euro
Italia. A gennaio, gli ordini all’industria si sono contratti di -0,3% m/m dopo il +5,4% m/m di dicembre. Il calo è stato più contenuto rispetto a quanto previsto dalle attese di consenso e risulta piuttosto fisiologico dopo il boom del mese precedente. Su base annua, le commesse corrette per i giorni lavorativi hanno accelerato di un decimo a 17,5% a/a. A determinare il calo su base mensile è stata la discesa degli ordinativi domestici (-1,4% m/m, peraltro cresciuti del 5,9% il mese precedente) a fronte di un aumento di pari entità degli ordini dall’estero. Il fatturato industriale è aumentato dell’1% m/m dopo il calo di -0,2% m/m a gennaio. La variazione annua calcolata sulla serie corretta per i giorni lavorativi ha rallentato a 8% da 8,5%. Sono cresciuti circa in egual misura il fatturato domestico (+1% m/m) ed estero (+0,9% m/m). Tra le principali tipologie di beni si nota il balzo di beni intermedi (+3,4% m/m) e beni strumentali (+2% m/m). Viceversa, risultano in calo il comparto energia (-3,5% m/m) e i beni di consumo (-1,2% m/m, sulla scia di un crollo nei beni durevoli -3,7% m/m). In sintesi, dopo il vistoso calo della produzione nello stesso mese, i dati su ordini e fatturato risultano piuttosto confortanti circa il mantenimento di un trend di ripresa nell’industria.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
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Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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