Da seguire: Nessun dato macro……
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Abbondante offerta di titoli di stato, questa settimana, con 32 mld complessivi di emissioni nell’Eurozona (netti 15 mld), di cui 20mld con scadenza di 10 o più anni. Si inizia oggi con il collocamento di carta a breve termine in Italia (BOT annuali), Francia, Germania.
I market mover della settimana
Nella zona euro le seconde stime dovrebbero confermare che l’inflazione, a febbraio, è calata di un decimo nell’eurozona (all’1,2%), di due decimi in Germania (all’1,2%) e in Francia (all’1,3%) e di mezzo punto in Italia (allo 0,7%), mentre è salita in Spagna (di mezzo punto all’1,2%). La produzione industriale nell’eurozona è prevista in calo di -0,2% m/m a gennaio, dopo il +0,4% m/m di dicembre.
La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. Le informazioni principali saranno quelle relative ai prezzi: tutti gli indici di febbraio dovrebbero registrare una dinamica contenuta, in rallentamento dopo un mese di gennaio particolarmente forte. In particolare, le variazioni del CPI e del CPI core dovrebbero essere di 0,1% m/m e 0,2% m/m, rispettivamente. Le vendite al dettaglio e la produzione industriale di febbraio dovrebbero essere in moderato rialzo, dopo le contrazioni di gennaio, mentre i nuovi cantieri sono attesi in calo, ma sempre su un trend positivo. Le prime indagini del manifatturiero di marzo dovrebbero confermare la prosecuzione di crescita solida del settore.
Venerdì sui mercati
I forti dati occupazionali statunitensi hanno avuto un impatto moderato sulla curva UST, che ha registrato aumenti da 1 a 4pb, con lieve irripidimento. Il future sui fed funds con scadenza dicembre 2018 sconta 2pb in più di rialzo rispetto a una settimana prima, di cui uno aggiunto venerdì. Nel complesso, dunque, la reazione è stata contenuta. Moderati rialzi hanno interessato anche le curve europee dei tassi. Netto rialzo degli indici azionari statunitensi, seguiti stamane da quelli asiatici.
Dollaro stabile sui mercati valutari, dopo il rafforzamento dell’8 marzo, malgrado i dati occupazionali e il movimento dei tassi teoricamente favorevole. L’euro ha oscillato intorno a 1,231. La scorsa settimana ha visto un ulteriore modesto ridimensionamento degli eccessi speculativi, con una riduzione del corto di yen e di franco svizzero, e del lungo di sterlina (che peraltro era già ampiamente nella norma). La situazione sull’euro è ancora lontana dalla normalità, con una prevalenza ancora notevole di lungo euro che resiste.
Francia. La produzione industriale crolla a gennaio oltre le attese, registrando un calo di -2,0% m/m dopo 0,2% m/m. Il comparto manifatturiero si contrae di -1,1% m/m. La produzione è ora impostata per una netta contrazione di -1,9% t/t da 1,6% t/t, con un potenziale contributo negativo alla formazione del PIL di oltre due decimi.
Stati Uniti. L’Employment report di febbraio dà notizie estremamente positive sul mercato del lavoro: crescita molto forte dell’occupazione, aumento della forza lavoro e della partecipazione e moderazione salariale. Gli occupati non-agricoli balzano di 313 mila. Il tasso di disoccupazione è stabile a 4,1%, per il quinto mese consecutivo. Il tasso di sotto-occupazione è stabile a 8,2%. A febbraio i salari orari sono in rialzo di 0,1% m/m, e rallentano da 2,8% a 2,6% a/a. Le ore lavorate sono in rialzo solido, +0,3% m/m. Se nel prossimo trimestre la crescita occupazionale non rallenterà rispetto alla media degli ultimi tre mesi (242 mila), il caso per un quarto rialzo dei fed funds nel 2018 si farà più convincente.
Stati Uniti. Evans (Chicago Fed) ha detto che lo stimolo fiscale spingerà la crescita quest’anno, forse fino al 3%, ma il mercato del lavoro non sta ancora generando pressioni sui salari. Evans resta preoccupato per la bassa inflazione e prevede fra 1 e 2 rialzi nel 2018.
Fonte: BondWorld.it
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