Da seguire: Area Euro – Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è visto stabile a dicembre al 10,5%. Nel 2015 il miglioramento della disoccupazione è stato lento ma continuo facendo registrare un calo di circa
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- due decimi a trimestre, per una media annua al 10,9%, dall’11,6% del 2014. Nel corso del 2016 si dovrebbe registrare un ulteriore graduale calo fino al 10% a fine anno. In Germania, il tasso di disoccupazione è atteso invariato a gennaio a 6,3% per il terzo mese consecutivo: la diminuzione del numero dei senza lavoro sarà marginale intorno alle 6 mila unità. Infine, in Italia la disoccupazione potrebbe essere calata ancora a dicembre, a 11,2% dall’11,3% del mese precedente, sulla scia di un anticipo di assunzioni da parte delle imprese per godere appieno dell’esonero contributivo sui nuovi contratti a tempo indeterminato; l’accentuata volatilità su base mensile del tasso di attività aggiunge incertezza sulla previsione.
- Stati Uniti – Le vendite di autoveicoli a gennaio dovrebbero segnare una marginale correzione dovuta all’ondata di neve che ha colpito tutta la costa orientale, portando al blocco di trasporti e di attività in ampie aree. Le vendite dovrebbero attestarsi a 17,1 mln di unità ann., da 17,2 mln di dicembre. La previsione è che nei mesi successivi ci sia una moderata ripresa del trend positivo del comparto, anche se su ritmi più contenuti rispetto a quelli del 2015.
Ieri sui mercati
- In gennaio, il PMI manifatturiero globale è risalito da 50,7 a 50,9, con miglioramenti concentrati nella componente degli ordinativi. La risalita ha riguardato anche l’aggregato dei paesi emergenti (da 48,6 a 49,1).
- Il petrolio ha chiuso in netto ribasso a $34,24 sulla prima scadenza future. In gennaio la produzione russa ha raggiunto 10,88 mbpd, un record.
- Chiusura negativa per gli indici azionari europei, per l’S&P500 e questa mattina anche per l’indice giapponese Nikkei.
- Sui mercati valutari, il dollaro ridimensiona i guadagni sullo yen (120,57, da massimi di 121,68 venerdì) e arretra anche contro euro e sterlina.
- Curve governative in generalizzato rialzo nella giornata di lunedì. L’Italia ha annunciato il collocamento tramite sindacato di un nuovo BTP trentennale.
Area Euro
La seconda stima conferma il PMI manifatturiero in calo a 52.3 a gennaio da 53,2 come indicato dalla stima preliminare. In Italia, il PMI è calato a 53,2 da 55,6, mentre in Spagna l’industria tiene ancora e il PMI fa registrare un aumento a 55,45 da 53,0.
Alcuni membri del Consiglio hanno ieri ribadito che la BCE “potrebbe” rivedere il grado di stimolo monetario a marzo, ma invitando anche ad attese ragionevoli. Nowotny (Austria) ha ricordato che a dicembre “abbiamo visto una situazione in cui le aspettative di mercato sono diventate eccessive, e spero in un atteggiamento più razionale questa volta”. Coeuré e Draghi hanno chiesto il completamento dell’unione bancaria con l’introduzione di un’assicurazione unica sui depositi e un meccanismo fiscale comune di salvaguardia.
Stati Uniti
La spesa personale a dicembre è invariata in termini nominali e aumenta di +0,1% m/m in termini reali. Il reddito disponibile reale continua a crescere, con una variazione di 0,4% m/m. Il tasso di risparmio aumenta al 5,5%.
La spesa in costruzioni a dicembre aumenta di solo +0,1% m/m (consenso: +0,6% m/m) e il dato di novembre è rivisto verso il basso a -0,6% m/m.
L’ISM manifatturiero a dicembre aumenta marginalmente a 48,2 da 48 di novembre (rivisto da 48,2), restando sotto 50 per il quarto mese consecutivo.
Il processo per la nomina dei candidati alle elezioni presidenziali si è aperto ieri in Iowa. Per i repubblicani, la maggioranza dei voti è andata a T. Cruz (27,7%), seguito da Trump (24,3%) e da Rubio (23,1%). Per i democratici, Clinton ha battuto Sanders, come atteso.
Fischer (Board Fed) ) ha detto è difficile valutare l’impatto sull’economia USA della turbolenza sui mercati internazionali e l’incertezza sull’evoluzione in Cina e ha indicato che “se questi sviluppi porteranno a una persistente restrizione delle condizioni finanziarie, potrebbero segnalare un rallentamento dell’economia globale che potrebbe influenzare crescita e inflazione negli Stati Uniti”. Fischer ha detto di “non poter rispondere” a una domanda riguardo alle decisioni del FOMC a marzo.
Fonte: BondWorld.it
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