Flash: Ancora dati positivi dalla congiuntura americana

Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice IFO dovrebbe registrare il settimo aumento consecutivo portandosi a quota 109,5 da 109,3. Si tratterebbe di un nuovo massimo da quando esiste la serie nel 1991. Dovrebbe migliorare più ….


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la valutazione sulla situazione corrente (stimiamo a 112,8 da 112,3), che non le aspettative per i prossimi sei mesi (che vediamo stabili a 106,3). L’indicatore sulla situazione corrente toccherebbe così un massimo dal dicembre 2006, e l’indicatore sulle aspettative si riconfermerebbe al massimo storico da quando esiste la serie.

– Francia. A dicembre l’indice INSEE di fiducia delle imprese manifatturiere è salito a 103, dopo il calo inatteso del mese precedente. Il miglioramento è coerente con le indicazioni più recenti giunte sia dall’analoga survey della Banca di Francia sia dall’indagine PMI.

Ieri sui mercati

Si era capito che il Consiglio Europeo di dicembre non avrebbe portato a novità rivoluzionarie nella gestione di questa crisi, e il comunicato di ieri (v. sotto) ha confermato lo scetticismo della vigilia. Annunciato da Moody’s un declassamento dell’Irlanda da Aa2 a Baa1. Ieri spread per lo più in moderato allargamento, anche se i picchi di fine novembre rimangono lontani. Rendimenti in rialzo sul Bund (3,05%), in calo sugli UST. Euro in modesto rialzo dopo il tonfo di mercoledì.

Area euro

La prima stima dell’indice PMI Composito per l’area euro a dicembre ha mostrato una correzione a 55, dopo il balzo a 55,5 del mese precedente. Interessante il fatto che il morale sia migliorato nel settore manifatturiero (da 55,3 a 56,8, ai massimi da aprile), ancora trainato dagli ordini dall’estero e dalla Germania (il PMI Manifatturiero tedesco sale a 60,9 da 58,1); i Servizi, più correlati alla domanda interna, rallentano a 53,7 da 55,4 di novembre. Il livello del PMI è coerente con un’accelerazione del PIL a 0,5-0,6% a inizio 2011, confermando che il ciclo nel complesso dell’Eurozona continua a essere impostato positivamente e sembra scarsamente intaccato dalla crisi sul debito dei paesi periferici.

Nell’area euro l’inflazione è stata confermata all’1,9% a/a a novembre, così come ad ottobre. Nel mese i prezzi sono cresciuti di appena un decimo. I prezzi core sono scesi di un decimo, per un CPI al netto delle componenti più volatili fermo all’1,1% a/a. Visto il calo in corso del costo del lavoro (che ha toccato un nuovo minimo nei 15 anni di rilevazione della serie a 0,8% a/a nel 3° trimestre) la dinamica fondamentale dell’inflazione potrà rimanere assai contenuta ancora a lungo.

Il Consiglio Europeo ha finalizzato il testo dell’emendamento al trattato che crea i presupposti legali per la costituzione di un meccanismo permanente di risoluzione delle crisi. Le indicazioni emerse sul meccanismo di stabilità stesso non modificano il quadro già noto. Per quanto riguarda la gestione della crisi in corso, viene ribadita una generica “determinazione” a fare “ciò che deve essere fatto”, ma senza alcun passo concreto nella direzione di un impiego più attivo o un rafforzamento dell’EFSF. La strategia rimane la medesima: “responsabilità fiscale” e misure per stimolare la crescita negli Stati membri. Il contributo del Consiglio? Un nuovo round di stress tests nel sistema bancario e l’implementazione entro l’estate 2011 delle decisioni di ottobre su patto di stabilità e quadro di sorveglianza macroeconomica.

Stati Uniti

Ancora dati positivi dalla congiuntura americana. L’indice della Philadelphia Fed a dicembre aumenta a 24,3, da 22,5 di novembre, contro attese di un calo (consenso: 15). In miglioramento i nuovi ordini (a 14,6 da 10,4 di novembre), i tempi di consegna (a 8,5 da 2,1), gli ordini inevasi (a 6,5 da 3,7). Rallentano le consegne, a 7,3 da 16,8. Sul mercato del lavoro le informazioni sono miste con un aumento della settimana lavorativa (a 19,3 da 10,9) e un rallentamento dei nuovi occupati (a 5,1 da 13,3). Da segnalare un netto aumento delle componenti prezzi: prezzi pagati a 51,2 da 34, prezzi ricevuti a 10,7 da -2,1. Le aspettative a 6 mesi migliorano marginalmente (l’indice di attività sale a 50,5 da 49), ma lo spaccato dà un quadro più brillante, con ampi aumenti di tutte le componenti, incluse quelle di mercato del lavoro, spesa in conto capitale, prezzi pagati e ricevuti. I dati confermano l’aspettativa di un’accelerazione della crescita nel 4° trimestre e nella prima metà del 2011.

I cantieri a novembre aumentano a 555 mila da 519 mila di ottobre, circa in linea con le attese di consenso per un aumento a 550 mila. Le licenze tuttavia calano a 530 mila da 552 mila di ottobre (consenso: 560 mila). I dati, se pure deludenti per le licenze in calo, non modificano il quadro del settore che conferma una stabilizzazione su livelli di attività molto bassi, all’interno di un range circa invariato dalla fine degli incentivi fiscali per il settore immobiliare nella primavera di quest’anno. Nella migliore delle ipotesi il settore delle costruzioni residenziali sarà neutrale per la crescita nella prima metà del 2011, schiacciato ancora dal peso dei pignoramenti e delle scorte di case esistenti invendute.

I nuovi sussidi di disoccupazione confermano il trend in calo visto da agosto. I nuovi sussidi scendono a 420 mila nella settimana conclusa l’11 settembre da 423 mila della settimana precedente. I sussidi esistenti nella settimana conclusa il 4 dicembre aumentano di 22 mila a 4,135 milioni. I sussidi estesi con i fondi di emergenza nella settimana conclusa il 27 novembre aumentano di 321 mila a 4,831 milioni.

La Camera ha approvato il pacchetto di stimolo fiscale nella forma già passata al Senato. I Repubblicani hanno invece bloccato il passaggio della legge di spesa definita “omnibus” perché contiene finanziamento per progetti specifici individuati dai rappresentanti per il loro elettorato.


Certificazione degli analisti

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Comunicazioni importanti

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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