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Flash: Area euro: Il PMI dei servizi è stabile a 54,2 in dicembre

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini all’industria sono saliti di 1,5%m/m a novembre dopo il +1,7% m/m di ottobre, confermandosi in netto recupero dopo la debolezza dei mesi estivi….


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  • Germania. Le vendite al dettaglio sono in recupero di 0,2% m/m a novembre dopo il calo di -0,1% m/m del mese precedente.
  • Italia. Il tasso di disoccupazione è visto stabile all’11,5% a novembre, dopo il calo registrato negli ultimi quattro mesi. In effetti, la flessione del tasso dei senza-lavoro di settembre e ottobre si era accompagnata a una diminuzione degli occupati ed era causata solo dall’aumento degli inattivi. Il trend resta comunque quello di un calo della disoccupazione, che vediamo in media d’anno attorno all’11% nel 2016.
  • Area euro. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è visto in lieve flessione a dicembre a 105,8 da 106,1 dal momento che è probabile una moderazione nel commercio al dettaglio e nei servizi come segnalato dai dati nazionali e dai PMI. La seconda lettura della fiducia dei consumatori dovrebbe confermare la stima flash a -5,7.
  • Area euro. La disoccupazione area euro è vista stabile al 10,7% a novembre dopo il calo del mese precedente. La disoccupazione dovrebbe calare gradualmente nei prossimi mesi fino al 10% a fine anno.
  • Area euro. Le vendite al dettaglio sono viste in calo di 0,2% m/m dopo il calo di 0,1% m/m del mese precedente. Le vendite rimarrebbero in rotta per un calo di -0,3% t/t  a fine anno da +0,7% t/t. Le indicazioni sono di recupero da inizio 2016.

Ieri sui mercati

  • La prima scadenza del future sul Brent Crude Oil è calata questa mattina a $33,02. La chiusura di ieri era stata già in netto ribasso a $34,23. L’escalation dello scontro fra Iran e paesi arabi, non è stato in grado di compensare gli effetti generali della maggiore avversione al rischio sui mercati.
  • Le indagini PMI segnalano un rallentamento della crescita mondiale a dicembre che interessa sia i paesi emergenti, sia quelli avanzati. Il PMI manifatturiero globale è calato da 51,2 a 50,9.
  • La caduta degli indici azionari sta spingendo al ribasso i rendimenti dei titoli di stato. La flessione sulla scadenza decennale è stata ieri di 6 punti base sul mercato americano e di 3-5 pb su quelli europei. Nell’area dell’euro, i differenziali con la Germania hanno registrato incrementi non significativi.
  • Le monete di diversi paesi emergenti si sono indebolite. Il deprezzamento dello yuan renminbi ha subito una netta accelerazione a partire da ieri, con la salita dal 6,5258 di martedì al 6,5878 di oggi. La lira turca scambia a 3,009 contro dollaro, massimo da ottobre; il cambio contro dollaro del rublo è salito a 75,3, valore superato soltanto da un effimero picco infragiornaliero del 16 dicembre 2014. Più contenuto il cedimento del real brasiliano, che rimane sotto i massimi infragiornalieri del 4 gennaio (4,0387).

Area euro

Il PMI dei servizi è stabile a 54,2 in dicembre. Nel quarto trimestre, la media dell’indice è salita di due decimi rispetto al terzo; considerando che l’indice manifatturiero è aumentato di 6 decimi a 52,8, ciò indica che la crescita del PIL dovrebbe essere sostanzialmente invariata. In Francia, si registra attività stagnante (50 da 51,3) e aspettative meno ottimistiche sul futuro. In Germania, l’indice è pressoché stabile su livelli elevati (55,4 da 55,6) e le imprese sono ottimiste sul future. In Italia, l’attività è accelerata (55,3 da 53,4) e le attese sono molto ottimistiche (69,4). In Spagna l’indice è calato di 1,6 punti, ma rimane su livelli (55,1) coerenti con una robusta crescita e le aspettative sono molto positive (75,5).

I dati preliminari sull’inflazione di dicembre mostrano che la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta più debole delle attese anche nell’ultimo mese dell’anno nell’area euro, in Germania e in Italia. La stima preliminare dell’inflazione dell’eurozona rimane a 0,2% sul livello di novembre, contro un consenso che prevedeva un’accelerazione a 0,3%. Anche l’indicatore core rimane a 0,9%, come a novembre. La prima stima dell’inflazione in Germania ha deluso le attese di accelerazione, con i prezzi al consumo che sono anzi calati di -0,1% m/m da +0,1% m/m (a (0,3% a/a da 0,4% a/a) sull’indice nazionale e sono rimasti stabili da +0,1% m/m (a 0,2% a/a da 0,3% a/a) sull’indice armonizzato. Il dettaglio sarà diffuso con la stima finale, ma la componente energetica potrebbe aver dato un lieve contributo positivo controbilanciato da quello di alimentari e abbigliamento. Infine, in Italia, la stima preliminare ha mostrato che i prezzi al consumo a dicembre sono rimasti stabili sul Nic dopo essere calati di -0,4% m/m a novembre, lasciando l’inflazione allo stesso livello di novembre (0,1% a/a); sulla misura armonizzata l’HCPI ha visto un calo di -0,1% m/m da +0,4% m/m (0,1% a/a da 0,2% a/a). Da inizio anno potrebbe registrarsi una risalita del livello dei prezzi.

Germania. La disoccupazione a dicembre è rimasta ferma al 6,3% dopo essere calata di un decimo a novembre. Sul mese il numero dei disoccupati è diminuito di 14mila unità, stesso ritmo di novembre: i senza lavoro sono attualmente circa 2,76 milioni. La disoccupazione in Germania si è attestata al 6,4% nel 2015. Nel 2016 potrebbe calare di altri due decimi se la crescita dovesse accelerare.

Stati Uniti

L’ISM non manifatturiero a dicembre cala a 55,3 da 55,9 di novembre, restando ancora ampiamente in territorio espansivo. Le indagini ISM sono coerenti con le indicazioni dei PMI Markit finali di dicembre.

La bilancia commerciale di novembre ha registrato un miglioramento da -44,6 mld a -42,4 mld di dollari. I dati hanno sorpreso con un deficit inferiore a quello stimato con il dato advance di novembre.

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati di dicembre registra una variazione di 257 mila nuovi posti, in aumento rispetto a 217 mila del mese di novembre.  I dati sono ancora sorprendentemente forti e danno indicazioni solide per l’employment report di dicembre, in pubblicazione l’8 gennaio.

I verbali della riunione del  FOMC del 15-16 dicembre  sono in linea  con l’aspettativa  di un sentiero di rialzi graduali del tasso dei fed funds, soggetto all’evoluzione dei dati e in particolare all’andamento dell’inflazione. Il messaggio è generalmente “dovish” e mantiene il focus sull’evoluzione della dinamica dei prezzi e delle aspettative di inflazione.

Fonte: BondWorld.it


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