Flash: Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile

Da seguire: Il PMI manifatturiero HSBC per la Cina è stato rivisto a 50,7; la revisione di appena un decimo del dato preliminare conferma perciò i progressi rispetto a maggio. In crescita gli ordini (51,8) e la produzione: i dati finali confermano che l’incremento dovrebbe riguardare gli…


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  • ordini domestici, in quanto la misura degli ordini esteri è peggiorata. Anche il PMI ‘ufficiale’ è migliorato, in questo caso a 51,0.
  • Giappone. L’indice Tankan coincidente per le grandi imprese manifatturiere  cala a 12 dal 17 del 1° trimestre (consenso: 15). L’indice delle aspettative risale però a 15. Per le imprese non manifatturiere l’indice coincidente è a 19, in linea con il consenso (da 24 del 1° trim.) e quello delle aspettative a 19 da 13. Per quanto riguarda le ipotesi sul cambio, le imprese assumono un livello yen/dollaro circa stabile nell’anno fiscale 2014 a 100,2. Complessivamente, anche se l’indice principale è al di sotto delle attese di consenso, il messaggio dell’indagine è positivo.

Area Euro

  • Area euro. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile nella media area euro all’11,7% per il secondo mese consecutivo. Le indagini congiunturali hanno segnalato una stabilizzazione delle condizioni occupazionali ma prima che si veda una crescita più decisa dell’occupazione dovremmo attendere l’autunno dato l’usuale ritardo rispetto al ciclo.
  • Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile a 6,7% a giugno per il quarto mese consecutivo. Le indicazioni dalle indagini di clima sono per una crescita dell’occupazione di 0,1% t/t, ma difficilmente il tasso di disoccupazione si muoverà significativamente dai livelli recenti a meno di una crescita sostenuta della forza lavoro dal momento che la disoccupazione è ormai su livelli considerati strutturali.
  • Italia. Il tasso di disoccupazione è atteso invariato al 12,6% a maggio. Le indagini soprattutto dalle famiglie e in minor misura dalle imprese segnalano che difficilmente il tasso dei senza-lavoro salirà significativamente rispetto al picco di 12,7% visto nei primi due mesi dell’anno, anche se il mercato del lavoro rimane in una fase di grande debolezza.
  • La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero area euro circa stabile a giugno a 51,9. L’indice per la Germania dovrebbe essere confermato a 52,4, mentre non escludiamo una marginale revisione al rialzo dell’indice francese a 47,9, dal momento che l’indagine INSEE ha mostrato si un peggioramento delle condizioni di business ma meno marcato del PMI. Il dato per l’Irlanda, già pubblicato, è in aumento a 55,3 da 55,0.  Nel complesso l’indice PMI per il manifatturiero area euro nel 2° trimestre si è aggirato a 52,4, circa un punto al di sotto del livello del 1° trimestre.

Stati Uniti

  • L’ISM del settore manifatturiero a giugno è previsto in aumento a 56,5 da 55,4 di maggio. Le indagini regionali sono state positive a giugno, con incrementi diffusi e indicatori in espansione; anche la stima flash del PMI Markit ha registrato un nuovo rialzo. Prevediamo che nei prossimi mesi ci sia un nuovo consolidamento intorno a 56, con segnali di un ritmo di crescita stabilmente sopra il 3% t/t ann.
  • La spesa in costruzioni a maggio è attesa in aumento di 0,1% m/m dopo +0,2% m/m di aprile.
  • Le vendite di autoveicoli a giugno dovrebbero correggere modestamente a 16,4 mln di unità ann., dopo l’ampio rimbalzo di maggio a 16,7 mln. Il trend delle vendite per l’anno rimane positivo.

Ieri sui mercati

Persiste la debolezza del dollaro americano, cedente anche di fronte a dati che sembrano rafforzare, più che indebolire, le prospettive di futuri rialzi dei tassi. Questa notte si è rafforzato il dollaro australiano: la banca centrale ha sì ribadito che l’AUD è su livelli elevati nel confronto storico, ma ha anche sostenuto che i tassi di interesse sono abbastanza bassi da sostenere l’economia a fronte di un calo degli investimenti nel settore minerario – toni meno accomodanti di quelli attesi sui mercati. Tuttavia, anche l’euro ieri era salito da 1,364 a 1,369 dollari, lo yen aveva toccato il massimo a 101,2 e la sterlina a 1,7115.

Scarsi i movimenti delle curve, con marginali ribassi sui mercati tedesco e americano.

Sul fronte politico-militare, la tregua unilateralmente dichiarata dal governo ucraino è scaduta, e si attende una ripresa dell’offensiva.

Area Euro

La stima flash mostra l’inflazione invariata a 0,5% a/a a giugno, in linea con le attese. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,1% m/m per effetto di un contributo positivo dall’energia compensato da un calo dei prezzi degli alimentari. L’inflazione core è risalita a 0,8% a/a da 0,7% a/a. L’inflazione area euro potrebbe toccare un minimo in estate a 0,4% per poi risalire verso 0,8% a fine 2014.

A maggio l’aggregato M3 è cresciuto più delle attese a +1,0%. La media mobile a tre mesi scende in ogni caso a 0,9% da un precedente +1,0%. Tra le controparti di M3 la crescita dei prestiti al settore privato è stata più negativa rispetto ai mesi precedenti: -2,0% da un precedente -1,8% ad aprile. Tuttavia, correggendo per cessioni di crediti e  cartolarizzazioni, la contrazione degli impieghi rallenta a -1,4% da un precedente -1,6% a/a, per un aumento di 18 miliardi di euro tra aprile e maggio. Nei prossimi mesi ci aspettiamo un ritmo di crescita di M3 marginalmente più sostenuto.

Italia. Nuovo minimo dal 2009 per l’inflazione a giugno. I prezzi al consumo sono saliti di un decimo a giugno, dopo essere calati di altrettanto il mese precedente. Su base annua, l’inflazione è scesa ancora di due decimi, allo 0,3% in base all’indice NIC e allo 0,2% sulla misura armonizzata UE. Si tratta di un nuovo minimo dal 2009. A nostro avviso, il CPI risulterà poco variato rispetto agli attuali modestissimi livelli almeno sino a fine estate. In ogni caso, il calo dell’inflazione è dovuto non solo alla debolezza della domanda ma anche a fattori di offerta (variabili esogene e progresso tecnologico). I fattori di offerta dipendenti dalle quotazioni internazionali delle materie prime, misurabili dall’andamento di energia e alimentari freschi, hanno dato un contributo negativo di -0,4% all’inflazione annua a giugno; i fattori di offerta connessi all’evoluzione della tecnologia, visibili dal crollo dei prezzi delle comunicazioni, hanno contribuito per -0,2% alla variazione annua dell’indice generale negli ultimi 12 mesi. In altri termini, l’inflazione al netto delle variabili più strettamente classificabili come “fattori di offerta” (energia, alimentari freschi e comunicazioni) si situerebbe allo 0,9%, a giugno, contro lo 0,3% dell’indice generale. Ciò suggerisce che i rischi di un vero e proprio scenario deflattivo restano contenuti.

Stati Uniti

Il Chicago PMI a giugno cala a 62,6 da 65,5 di maggio.

I contratti di compravendita di case esistenti a maggio balzano di +6,1% m/m, segnando il terzo rialzo consecutivo, diffuso a tutte le aree geografiche.


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