Flash Macro Daily

Flash: Area euro. Il tasso di disoccupazione è visto stabile a gennaio

Area euro. Il tasso di disoccupazione è visto stabile a gennaio dopo il calo inatteso di due decimi a 9,6% a dicembre.….


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…La dinamica occupazionale dovrebbe essere sostenuta dall’accelerazione ciclica nei prossimi mesi stando alle indicazioni dalle indagini di fiducia. In Italia, il tasso dei senza-lavoro è atteso in calo a 11,9% da 12% di dicembre.

Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un aumento dei prezzi al consumo di 0,3% a febbraio, in larga misura per la spinta dei prezzi interni. L’inflazione è attesa in aumento di un decimo al 1,9%. L’accelerazione dell’inflazione a 1,9% è dovuta per lo più al rimbalzo della componente energia; nei prossimi mesi la dinamica annua sarà sostenuta da un effetto base favorevole sui prezzi core, che però verrà meno in estate. Confermiamo la nostra stima di inflazione all’1,7% nel 2017.

IIeri sui mercati

L’assestamento delle aspettative sui tassi ufficiali americani è continuato ieri, portando questa volta a un irripidimento della curva UST, con rialzi dei tassi a 10 e 30 anni di oltre 6pb. Una mossa a marzo è ormai scontata con una probabilità del 70%. Il dollaro ha continuato a rafforzarsi, ma resta sotto i livelli del dicembre scorso. Gli indici azionari continuano a non risentirne, sostenuti dall’aspettativa di misure fiscali con impatti positivi sulla redditività delle aziende.

Sui mercati europei, il differenziale OAT-Bund è calato a 62pb; in netto calo anche lo spread Btp-Bund (185pb). Infatti, l’aumento dei tassi è stato più marcato sulla curva tedesca, salita di 6pb sulle scadenze corte e di 8-9pb su quelle lunghe.

Area euro

Area Euro. La seconda lettura corregge al margine il PMI manifatturiero dell’eurozona di febbraio a 55,4 da 55,5 e da 55,2 di gennaio. Sia il dato tedesco sia quello francese vengono rivisti al ribasso, rispettivamente a 56,8 da 57,0 e a 52,2 da 52,3. La prima lettura del PMI italiano stupisce al rialzo a 55,0 da 53,0 (un massimo da dicembre 2015). La media per il primo trimestre si porta a 55,3 da 54,0 del precedente, confermando che il comparto è in espansione a inizio 2017 e contribuirà al PIL in misura maggiore a quanto visto a fine 2016.

Germania. La disoccupazione a febbraio, in linea con le attese di consenso, è rimasta stabile a 5,9% dopo il calo di gennaio, ai minimi. Le prospettive occupazionali sono in ulteriore miglioramento da inizio anno, in linea con l’accelerazione economica in corso. Nel corso dell’anno la disoccupazione dovrebbe migliorare di altri tre decimi a 5,9% dal 6,1% del 2016.

Germania. I dati flash dai Länder mostrano, in linea con il consenso, che i prezzi al consumo sono rimbalzati a febbraio di +0,6% m/m da -0,6% m/m sull’indice nazionale e di +0,7% m/m da -0,8% m/m su quello armonizzato in larga parte per effetto della stagionalità dei prezzi interni. L’inflazione ha accelerato un decimo più del previsto a 2,2% da 1,9% sulla entrambe le misure, un massimo da settembre 2012. Già da marzo ci aspettiamo che il CPI tedesco rallenti per stabilizzarsi nel corso dell’anno attorno a 1,6-1,7% e l’indice core attorno a 1,5%.

Francia. Dopo la diffusione della notizia della sua convocazione dal giudice istruttore prevista per il 15 marzo, Fillon si è visto costretto a indire una conferenza stampa dell’ultimo minuto in cui ha fatto sapere che, sebbene non obbligato dalla legge (in quanto gode dell’immunità parlamentare), si recherà dai giudici che lo hanno messo sotto indagine. Ha altresì dichiarato che intende continuare la campagna elettorale, accusando duramente i giudici e lamentando una violazione del processo democratico. La sua popolarità è stata duramente colpita negli ultimi due mesi, facendolo scivolare dal primo al terzo posto nei sondaggi dopo Macron e Le Pen. 

Italia. Nel 2016 il PIL è cresciuto di 1,6% ai prezzi di mercato e di 0,9% in volume. Quest’ultimo dato è coerente con quello comunicato dall’Istat in occasione della diffusione della stima preliminare sul 4° trimestre dell’anno. Lo 0,9% è la crescita in termini grezzi, che appare coerente con un 1% dopo la correzione per i giorni lavorativi (che nel 2016 sono stati due in meno che nel 2015). Il rapporto deficit/PIL è stato pari al 2,4%, in linea con lo scenario programmatico del governo e in miglioramento rispetto al 2,7% del 2015. Si tratta anzi del miglior dato dal 2007. Il rapporto debito/PIL è salito al 132,6%, dal 132% del 2015. Tuttavia, il dato è inferiore rispetto all’obiettivo governativo (132,8%). In prospettiva, per il 2017 ci aspettiamo una crescita del PIL circa in linea con il 2016 (0,9% in termini grezzi e 1% corretto per i giorni lavorativi). Deficit e debito potrebbero risultare a nostro avviso in lieve salita (al 2,5% e al 132,9% del PIL, rispettivamente).

Stati Uniti

La spesa personale a gennaio aumenta a un ritmo modesto, +0,2% m/m, dopo +0,5% m/m a dicembre. In termini reali. Il reddito personale è in rialzo di 0,4% m/m e stabile in termini reali; il reddito disponibile reale cala di -0,2% m/m. Il tasso di risparmio sale a 5,5% da 5,4% di dicembre. Il deflatore aumenta di 0,4% m/m (1,9% a/a) e l’indice core segna un incremento di 0,3% m/m (1,7% a/a, stabile rispetto a dicembre), la variazione più ampia da gennaio 2016. Le indagini delle imprese non danno indicazioni di accelerazione della dinamica dei prezzi di vendita, e per ora riteniamo che la variazione di 0,3% m/m dell’indice core non sia il nuovo trend sottostante.

L’ISM manifatturiero a febbraio aumenta a 57,7 da 56 di gennaio, sul massimo da agosto 2014, con segnali di accelerazione della crescita in linea con i risultati delle indagini regionali.

La spesa in costruzioni a gennaio corregge di -1% m/m (consenso: +0,6% m/m, per via di un’ampia correzione della componente pubblica. I dati della spesa in costruzioni rappresentano un freno alla crescita attesa nel 1° trimestre. 

Il Beige Book riporta crescita diffusa, fra settori e aree, in modo omogeneo, con il mercato del lavoro al pieno impiego e senza particolari pressioni sui prezzi. Lo scenario è in linea con una rimozione graduale dello stimolo monetario, senza particolare urgenza.

Brainard (Board Fed), tipicamente dal lato delle colombe nel FOMC, ha detto che la Fed è ormai vicina agli obiettivi del suo mandato, la crescita globale sta accelerando e i rischi per lo scenario non sono stati così vicini all’equilibrio da diverso tempo. Pertanto, secondo Brainard, “presto sarà probabilmente appropriato rimuovere stimolo addizionale”. Brainard si unisce quindi ai suoi colleghi del FOMC, segnalando l’arrivo di un rialzo a e aprendo ulteriormente la porta a una mossa a marzo, indipendentemente dalle informazioni sulla politica fiscale. Ci sono ancora 6 discorsi (di cui 5 domani) prima del silenzio pre-riunione, fra cui quelli di Yellen e Fischer. Ci aspettiamo che anche Yellen e Fischer segnalino che un rialzo dovrebbe arrivare “piuttosto presto”, senza modificare quindi l’aspettativa di una mossa a marzo, scontata ora dal mercato all’84% (stima Bloomberg). L’ago della bilancia nel Comitato appare ormai spostato nel campo del rialzo a marzo.       

Fonte: BondWorld.it


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