Flash Macro Daily

Flash: Area euro. L’inflazione a marzo è attesa tornare indietro

Da seguire: Area Euro Germania. Le vendite al dettaglio sono in aumento di +1,8% m/m a febbraio e più che recuperano il calo dell’1,0% m/m del mese precedente………


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   Area euro. L’inflazione a marzo è attesa tornare indietro dopo la fiammata al 2% del mese scorso e assestarsi a 1,7%, frenata da un effetto statistico sfavorevole sui prezzi interni e stando ai dati tedeschi (v.sotto) da un calo dei prezzi degli alimentari nonché ancora del capitolo energia. Sul mese i prezzi sono visti in aumento di 0,9% m/m, grazie alla spinta della dinamica core (1,4% m/m) in parte controbilanciata dalla componente energia (-0,3%m/m) e alimentari. L’inflazione core dovrebbe risalire di solo un decimo all’1,0%. Un effetto base sfavorevole dei prezzi core dovrebbe frenare nuovamente l’inflazione euro zona verso l’1,1% a fine anno.

   Francia. La stima flash di marzo dovrebbe indicare che i prezzi al consumo sono aumentati di 0,6% m/m sull’indice nazionale e di 0,7% m/m su quello armonizzato da 0,1% m/m. L’inflazione dovrebbe invece rallentare di un decimo a 1,1% da 1,2% sulla misura nazionale e a 1,3% da 1,4% su quella armonizzata. L’inflazione potrebbe aver già toccato il picco annuo ed essere ora in una fase di rallentamento da qui a metà anno.

   Francia. La spesa per consumi a febbraio potrebbe avanzare solo di 0,3% m/m da 0,6% m/m per effetto di una stabilità del consumo di energia e per una nuova contrazione delle vendite di auto, stando ai dati sulle immatricolazioni. Se confermato, la variazione annua sarebbe pari a 1,3% da 1,4%, lasciando i consumi in rotta per un avanzamento di 0,3% t/t nel trimestre in corso da +0,9% t/t di fine anno. In media annua, i consumi sono attesi rallentare nel 2017 dal +1,8% del 2016.

   Italia. L’inflazione è vista stabile a marzo, all’1,6% su entrambi gli indici. I prezzi al consumo dovrebbero essere saliti di due decimi in base al NIC e di 2,1% m/m secondo l’indice armonizzato. Nel mese l’energia potrebbe aver dato un contributo negativo visto il calo dei prezzi dei carburanti. È attesa anche una moderazione dei prezzi alimentari dopo l’impennata dei mesi precedenti. L’inflazione core potrebbe salire di un decimo a 0,7%. A nostro avviso inflazione potrebbe toccare un picco ad aprile (all’1,9%), e arretrare lievemente nei mesi successivi.

   Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile a 5,9% per il terzo mese di fila. Il tasso di disoccupazione in Germania è quasi al NAIRU (4,7% secondo le stime OECD). L’occupazione totale continua crescere a ritmi sostenuti (1,4% a/a) e la creazione di posti di lavoro soggetti a contribuzione, i cosiddetti good jobs, viaggia ad un passo ben più sostenuto (2,2% a/a). La creazione di posti di lavoro è resa possibile dall’aumento della forza lavoro che nel 2016 è stata di circa 200 mila unità.

Stati Uniti

   La spesa personale a febbraio è prevista in aumento di 0,2%m/m, alla luce dei dati deboli delle vendite al dettaglio (+0,1%m/m); i servizi dovrebbero essere frenati da una domanda debole di utility per via del clima mite (ma meno che a gennaio). Il dato di gennaio dovrebbe essere rivisto al rialzo sulle indicazioni positive delle revisioni delle vendite al dettaglio (+0,8% m/m da 0,4% m/m della prima stima). Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,3%m/m, con una spinta solida dalle retribuzioni (+0,4% m/m). Il tasso di risparmio dovrebbe risalire a 5,7% da 5,5% di gennaio. Il deflatore dei consumi dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (2,1% a/a), mentre la variazione dell’indice core dovrebbe essere di 0,2% m/m (1,8% a/a), con indicazioni di trend sottostante dei prezzi in media intorno a 0,15% m/m.

   La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) dovrebbe essere poco variata a 97,8 da 97,6 della stima preliminare, confermandosi su livelli elevati. Sarà importante vedere se le aspettative di inflazione risaliranno dopo la correzione vista nella stima preliminare, a 2,2% sull’orizzonte a 5-10 anni, minimo della serie.

Ieri sui mercati

Mercati azionari in moderato e diffuso rialzo (S&P +0,3%, Dax +0,4%, FTSE MIB +0,5%), sulla scia di notizie positive sugli utili societari e sullo scenario macro.

Sui mercati obbligazionari, i rendimenti sono stati poco variati. Si rileva la buona tenuta dei periferici, nonostante l’ampia attività sul primario in Italia: il Tesoro ha collocato 9 mld di titoli a medio-lungo termine, con rendimenti in lieve calo.

Sui mercati valutari, l’euro perde terreno spinto verso il basso dai dati sull’inflazione tedesca, che contribuiscono a ridurre le aspettative di un riposizionamento più restrittivo della BCE. Lo yen è tornato a indebolirsi ieri, invertendo il trend di rafforzamento delle ultime due settimane e si è riportato in area 111,8.

Area euro L’indice di fiducia economica ESI elaborato della Commissione UE è rimasto circa invariato a marzo in a 107,9 da un precedente 108,0, in linea con le nostre previsioni. Ricordiamo che una lettura di 100 per l’indice ESI corrisponde ad una crescita del PIL euro zona di circa 1,0% -1,3% a/a secondo stime recenti della Commissione UE[1]. La fiducia è al di sopra della media di lungo termine in tutti i settori. Il quadro è di espansione solida dell’economia euro zona, estesa ai principali paesi membri e sostenuta in particolare dall’industria mentre per servizi e commercio al dettaglio il picco dovrebbe essere alle spalle. L’indice ESI è migliorato in modo marcato tra settembre (104,8) e dicembre (107,8), ma nel 1° trimestre si è discostato di poco dal livello di fine 2016. Il PMI composito euro zona, invece, ha visto un miglioramento in particolare nei mesi invernali passando da una media di 53,9 del 4° trimestre a 55,7. Le indagini sono coerenti con una crescita del PIL di 0,5% t/t nei primi mesi del 2017 e a inizio Primavera in accelerazione rispetto allo 0,4% t/t della seconda metà del 2016 con moderati rischi verso l’alto.

   In Germania, i prezzi al consumo sono cresciuti di solo 0,1% m/m ben al di sotto delle attese che erano per un aumento di 0,5% m/m., Di riflesso l’inflazione tedesca è tornata indietro a marzo a 1,5% da 2,2% sulla misura armonizzata (all’1,6% sull’indice nazionale) ben oltre il previsto. La dinamica mensile è stata frenata dai prezzi dei prodotti alimentari e dal calo dei prezzi dei trasporti stando alle indicazioni dai dati dai Laender. Le componenti volatili dovrebbero aver più che compensato la stagionalità positiva dei prezzi interni. Nei prossimi mesi, l’inflazione tedesca potrebbe ancora calare a causa di un effetto base sfavorevole dai prezzi core. Il dato di marzo lascia la stima per l’inflazione tedesca a 1,3% da un precedente 1,7%.

Stati Uniti. La terza stima del PIL del 4° trimestre registra una revisione verso l’alto a 2,1% t/t ann., da 1,9% t/t ann. della seconda stima, spinta in primo luogo da una crescita dei consumi di 3,5% t/t ann., da 3% t/t ann. e marginalmente dal contributo delle scorte (+1 pp da 0,9 pp). La previsione è che nel 1° semestre la crescita resti mediamente intorno al 2% t/t ann.

Stati Uniti. Mester (Cleveland Fed) ha implicitamente dato supporto alla previsione di altri due rialzi nel 2017, dicendo che il ritmo dei rialzi deve essere più veloce rispetto al 2015-2016 (1 all’anno), ma meno rapido rispetto a un sentiero con una mossa ogni trimestre. Dudley (NY Fed) ha detto che, pur in presenza di ampia incertezza, le aspettative sulla politica fiscale pongono rischi verso l’alto sullo scenario economico, sia per la crescita sia per l’inflazione. Sulla politica di reinvestimento dei titoli, Dudley ritiene che occorra avere ancora un po’ di spazio dal limite dei tassi a zero prima di ridurre il bilancio e, quando si inizierà, sarà opportuno procedere in modo trasparente e prevedibile, oltre che graduale. Inoltre, quando si inizierà a ridurre la dimensione del bilancio, occorrerà anche aggiustare il sentiero dei tassi. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che a suo avviso tre rialzi nel 2017 sono una “base” ragionevole. A suo avviso la Fed dovrà annunciare le proprie intenzioni sulla politica di reinvestimento mentre procede con la normalizzazione dei tassi. Williams (San Francisco Fed) ha detto che la Fed sta generando “molto stimolo”, che deve essere gradualmente rimosso: a suo avviso 3 rialzi nel 2017 sono circa appropriati, in attesa di cominciare a ridurre la dimensione del bilancio nel prossimo anno.

Trump update. Flynn, ex national security adviser di Trump, ha offerto di testimoniare di fornte all’FBI e alle commissioni di indagine della Camera e del Senato sulle ingerenze russe in cambio dell’immunità. Trump ha segnalato ai membri del Freedom Caucus che, se non si allineeranno alla sua agenda, saranno attivamente penalizzati nella loro campagna per le elezioni midterm.

Giappone

La produzione industriale a febbraio (stima preliminare) sorprende verso l’alto con una variazione di +2% m/m, dopo la correzione di -0,4% m/m di gennaio. Le proiezioni del METI vedono un calo di -2% m/m a marzo seguito da un aumento di +8,3% m/m ad aprile. Le indicazioni per il 1° e il 2° trimestre sono positive.

Il tasso di disoccupazione a febbraio cala a 2,8% da 3% e segna il minimo da giugno 1994, con segnali di eccesso di domanda sul mercato del lavoro particolarmente marcato nel manifatturiero.

L’inflazione aumenta a 0,3% a/a a febbraio, da 0,2% a/a a gennaio. L’indice al netto degli alimentari freschi sale a 0,2% a/a da 0,1% a/a di gennaio. Più preoccupante è la nuova correzione dell’indice al netto di alimentari freschi ed energia, che torna a calare a 0,1% m/m, dopo il rialzo a 0,2% m/m di gennaio, che aveva seguito un trend in calo per gran parte del 2016. Le indicazioni per febbraio dalle misure di prezzo rilevate a Tokio sono di ulteriore debolezza.

I consumi delle famiglie a febbraio calano di -3,8% a/a in termini reali. Tuttavia la variazione mensile è incoraggiante, a +2,5% m/m, dopo +0,5% m/m a gennaio. Anche il reddito disponibile dà informazioni positive, con un rialzo di +1,7% a/a in termini reali.

Fonte: BondWorld.it


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