Flash: Area Euro: La BCE pubblica l’indagine sul credito relativa al 3° trimestre del 2013

Da seguire: Area Euro: La BCE pubblica l’indagine sul credito relativa al 3° trimestre del 2013, sarà interessante verificare…


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se la politica monetaria accomodante comincia ad avere effetto non solo sulle condizioni al credito ma anche sulla dinamica della domanda di prestiti da parte di famiglie e imprese.

Spagna. La stima preliminare dovrebbe mostrare che il PIL è tornato a crescere nei mesi estivi di 0,1% t/t dopo nove trimestri consecutivi di calo a filo di piombo. Su base annua il PIL è atteso in calo ad un ritmo meno severo che nel trimestre precedente -1,2% t/t dopo -1,7% t/t. Ci aspettiamo che la graduale ripresa dell’economia spagnola sia ancora trainata dall’accelerazione dell’export, la domanda interna dovrebbe continuare a contrarsi anche nella prima parte del 2014. In media annua il PIL è stimato calare di 1,3% quest’anno e di crescere di 0,5% nel 2014.

Germania. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile dopo l’aumento del mese scorso, a 6,9%. E’ possibile che si veda ancora un lieve aumento della disoccupazione da qui a dicembre per effetto ritardato del rallentamento ciclico. L’occupazione potrebbe crescere ad un ritmo più blando di quello osservato in media negli ultimi dodici mesi, +0,7%, dal momento che le imprese hanno assunto forza lavoro qualificata, in arrivo dall’Est Europa, anche durante la crisi.

Germania. I dati dai Länder dovrebbero essere coerenti con un calo dei prezzi al consumo di 0,1% m/m a ottobre in parte per effetto del calo dei prezzi delle benzine e di una stagionalità favorevole. Su base annua, l’inflazione è attesa in calo di un decimo a 1,3% sulla misura nazionale e all’1,5% sulla misura armonizzata. L’inflazione tedesca dovrebbe mantenersi circa sui livelli attuali fino a marzo 2014.

Spagna. Dopo il calo di settembre, dovuto al venir meno dal confronto annuale dell’aumento IVA di settembre 2012, ci aspettiamo che l’inflazione spagnola risalga a 0,4% da un precedente 0,3% sulla misura nazionale e rimanga stabile  allo 0,5% sulla misura armonizzata. Ci aspettiamo che l’inflazione spagnola rimanga in media a 0,9% nel 2014 dall’1,5% del 2013, dal momento che le pressioni sulla dinamica sottostante rimarranno frenate ancora a lungo dall’ampio eccesso di offerta nell’economia.

Area euro. L’indice di fiducia elaborato dalla Commissione UE dovrebbe confermare che la ripresa rimane molto lenta; ci aspettiamo solo un lieve aumento dell’indice sintetico a 97,3 da un precedente 96,9, ancora al di sotto di 100. In particolare dovrebbe vedersi un aumento della fiducia nell’industria a -6.3 da un precedente -6,7, ma un ritracciamento dell’indice per i servizi a -3,8 da un precedente -3,3. La fiducia dei consumatori dovrebbe essere confermata ancora in lieve recupero. Nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio ci aspettiamo una stabilizzazione o solo un aumento contenuto dopo il miglioramento del mese precedente.

Stati Uniti

Il CPI di settembre viene pubblicato con ritardo per via del blocco del governo. L’indice generale è previsto in aumento di 0,2% m/m (1,2% a/a); il core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,8% a/a). Sull’indice totale ci dovrebbe essere un modesto contributo positivo della benzina dovuto a fattori stagionali; per quanto riguarda il core, l’abbigliamento dovrebbe vedere una variazione molto contenuta, come ad agosto, dopo due mesi di variazioni ampie a giugno e luglio; c’è incertezza sulla voce sanità che negli ultimi 3 mesi ha accelerato dopo un periodo di particolare moderazione. Il trend dell’inflazione rimane estremamente contenuto, ma non segnala rischi di eccessiva disinflazione.

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è attesa dal consenso a 160mila a ottobre. Il dato sarà modestamente influenzato dalla chiusura del governo, visto che è riferito ai dipendenti privati. Il possibile calo di occupati privati come conseguenza del blocco del governo riguarda dipendenti di imprese che hanno contratti con il governo federale (in particolare difesa, ma anche ricerca e sanità). La parte più consistente della correzione si vedrà solo con i dati dell’employment report di ottobre, che verranno pubblicati in ritardo (l’8 novembre invece che il 1° novembre), e la cui affidabilità sarà in parte minata dal fatto che l’indagine non è stata condotta nella settimana regolare di rilevamento. 

La riunione del FOMC del 29-30 ottobre avrà un esito facilmente prevedibile: nessuna variazione al programma di acquisti. Il comunicato dovrebbe segnalare l’incertezza sull’evoluzione del quadro macroeconomico durante e dopo la crisi fiscale, con dati pubblicati in ritardo e viziati dagli effetti della chiusura del governo e dello scontro sul limite del debito. Una Fed “dati-dipendente” non può muoversi senza dati attendibili e verrà dichiarata una pausa di riflessione in attesa di nuove informazioni. Diversi fattori influenzeranno le decisioni di dicembre e gennaio: non solo i dati macroeconomici, ma anche il passaggio di consegne ai vertici della Fed e il possibile ripetersi di una crisi fiscale fra fine 2013 e inizio 2014. A meno di dati straordinariamente forti a novembre, per il momento prevediamo che la riduzione degli acquisti sia rimandata a inizio 2014.

Oggi si riunisce per la prima volta il Budget Conference Committee (BCC) per porre le basi dei negoziati sul budget che dovrebbero portare a una proposta bipartisan entro metà dicembre. Un elemento distensivo è comparso ieri con indicazioni da parte della Casa Bianca, riportate dal WSJ, riguardo al sentiero delle imposte. In un incontro fra Obama e i repubblicani al Senato, il presidente avrebbe segnalato di essere disponibile a discutere della rimodulazione dei tagli di spesa discrezionale del “sequestro” senza richiedere in cambio rialzi di imposte. È ancora da vedere se i rappresentanti democratici nel BCC seguiranno la posizione della Casa Bianca: la co-presidente del Comitato ha detto che occorrerà analizzare le entrate in modo trovare modi “responsabili” per ridurre i tagli discrezionali.

Ieri sui mercati

Pur in assenza di notizie positive, il dollaro ha recuperato un po’ di terreno, sospingendo l’euro a 1,374 e lo yen a 98,2: troppo poco per pensare a un’inversione di tendenza. Tassi in marginale calo sui Treasuries e sul Bund. Spagna e Italia vedono calare per il secondo giorno di fila i premi al rischio: sulla scadenza decennale, la Spagna ha segnato il minimo dell’anno, sotto 230pb, mentre l’Italia non ha riassorbito che in parte il rimbalzo del 23-25 ottobre. Bene l’asta per il BOT 30/04/2014, che ha visto collocati tutti gli 8 miliardi previsti a un tasso medio di 0,629% con richiesta pari a 1,82x; grazie alla performance positiva del mercato sono state completamente assegnate anche le riaperture per gli specialisti del CTZ 06/2015 (337 milioni) e del BTPei 09/2023 (112 milioni).

Area Euro

Francia. La fiducia dei consumatori rimane stabile a ottobre a 85. L’indice rimane al di sotto della media di lungo periodo (99), ma il morale dei consumatori è andato gradualmente migliorando dopo i minimi di maggio e giugno. Il graduale miglioramento ciclico e il calo dell’inflazione dovrebbero sostenere il lento recupero del morale per i prossimi mesi.

Italia. Nel corso delle audizioni in Senato sulla Legge di Stabilità, il ministro dell’economia Saccomanni ha comunicato che il governo ha rivisto al ribasso di un decimo (da -1,7% a -1,8%) la stima sul PIL 2013, e viceversa al rialzo le previsioni per il 2014 (da 1% a 1,1%). La nostra stima sul PIL 2014 (0,5%) è meno ottimistica di quella del governo. Saccomanni ha anche comunicato una revisione al ribasso di un decimo sulla stima di debito/PIL per il 2014, a 132,7% dal 132,8% contenuto nella Nota di Aggiornamento al DEF. Intanto, il governo ha comunicato che al 28 ottobre sono stati pagati ai creditori 13,8 miliardi di debiti arretrati (dagli 11,3 del precedente aggiornamento del 24 settembre) ovvero il 69% dei 20 miliardi teoricamente stanziati.

Stati Uniti

L’indice dei prezzi alla produzione a sorpresa cala a settembre di 0,1% m/m a fronte di stime di consenso che lo davano in aumento di 0,2% m/m. Su base annua il PPI cresce di 0,3% a/a in netto rallentamento rispetto al +1,4% a/a del mese precedente. Il calo è spiegato da una frenata più brusca del previsto della componente alimentari (-1,0%). L’indice core difatti è salito di 0,1% m/m in linea con le attese.

Le vendite al dettaglio calano a sorpresa di -0,1% m/m a settembre dopo il +0,2% m/m di agosto. È il primo calo dallo scorso mese di marzo. Il dato è spiegato dal contributo negativo delle auto (-2,2% m/m), causato da effetti di calendario legati al Labor Day. Le vendite al netto delle auto invece accelerano come previsto a 0,4% m/m da 0,1% m/m precedente. Anche al netto di auto e benzina le vendite mostrano una accelerazione a 0,4%; ancora superiore (0,5%) l’incremento dell’aggregato (al netto di auto, benzina e materiali da costruzione) più correlato ai consumi di contabilità nazionale.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è scesa più del previsto a ottobre, a 71,2 da 80,2 (rivisto al rialzo di mezzo punto) di settembre. Sulla fiducia sembra aver pesato il blocco del governo; infatti, sebbene esso si sia concluso prima della fine della raccolta dei dati presso le famiglie, è plausibile che il morale delle famiglie continui a risentirne ancora per qualche settimana.

Giappone

La produzione industriale a settembre aumenta di 1,5% m/m, dopo due cali consecutivi a luglio e agosto. Le previsioni del METI per i prossimi mesi sono mediamente positive, con un aumento di 4,7% m/m a ottobre e un calo di -1,2% m/m.


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