Da seguire: Dati contrastanti dall’Asia: in Giappone, il PMI manifatturiero è salito da 50,1 a 51,2 (due decimi meno della stima preliminare di 51,4), con segnali positivi sul fronte degli ordinativi domestici ed..
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esteri. In Cina, invece, il PMI manifatturiero Caixin/Markit è calato da 49,4 a 47,8, cinque decimi meno della stima preliminare; sia gli ordinativi, sia la produzione corrente sono sotto la soglia di 50.
Area Euro
- La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero area euro in calo a 52,2 da 52,5, per effetto di una moderazione di ordini e produzione corrente. Il PMI manifatturiero tedesco dovrebbe essere confermato in flessione a 51,5 da 51,9. In Francia, il PMI manifatturiero è atteso in calo a 49,6, come da stime preliminari. In Italia, il PMI manifatturiero è atteso in calo a 53,5 a luglio, in rallentamento dal 54,1 di giugno ma ancora su terreno ampiamente espansivo.
Stati Uniti
- La spesa personale a giugno è prevista in aumento di 0,2% m/m. Le vendite al dettaglio di giugno hanno deluso, con un calo di -0,3% m/m, sulla scia di una correzione non solo nel comparto auto, ma anche in altri segmenti, dopo i dati forti di maggio. In termini reali, la spesa dovrebbe essere invariata, dopo +0,6% m/m a maggio. Il reddito personale dovrebbe essere in rialzo di 0,3% m/m, alla luce dell’incremento degli occupati rilevato con l’Employment Report di giugno, pur in presenza di debolezza della dinamica salariale; dall’autunno 2014, la crescita del reddito personale è stata sostenuta e a giugno la variazione tendenziale dovrebbe essere pari a 4,3% a/a. Il tasso di risparmio dovrebbe risalire a 5,2% da 5,1% di maggio, mantenendosi al di sopra del 5% per il 6° mese consecutivo. Il deflatore a giugno dovrebbe ancora una volta aumentare meno del CPI, registrando una variazione di 0,2% m/m (0,2% a/a); il deflatore core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,2% a/a). I dati comunque dovrebbero mantenere ampiamente positivo il quadro di consumi; se le previsioni di stabilità della spesa reale saranno confermate, la crescita dei consumi nel 2° trimestre sarebbe di poco superiore al 3% t/t ann. , in accelerazione rispetto a +2,1% t/t ann. del 1° trimestre.
- La spesa in costruzioni a giugno è attesa in crescita di 1,1% m/m, dopo 0,8% m/m a maggio. Le indicazioni dei cantieri e delle unità completate nei primi mesi del trimestre puntano a un altro rialzo solido nel segmento della spesa residenziale, rafforzato anche dalla dinamica sempre positiva dei prezzi. Anche il comparto non residenziale la variazione mensile dovrebbe essere positiva: i prestiti per l’edilizia commerciale restano positivi, mentre si sta esaurendo la correzione nel comparto estrattivo.
- L’ISM manifatturiero a luglio dovrebbe aumentare a 54,5 da 53,5 di giugno. L’indagine a giugno aveva registrato un incremento dei nuovi ordini (a 56) e della produzione (a 54,5). A luglio l’attività nel manifatturiero è tipicamente volatile per via della chiusura degli stabilimenti automobilistici per manutenzione e per il riattrezzamento in vista della produzione dei nuovi modelli. Per ora le case produttrici segnalano minori interruzioni a luglio, per fare fronte all’aumento della domanda in alcuni segmenti (SUV). Pertanto, l’indagine dovrebbe riportare crescita dell’output più rapida e stabilizzazione su livelli elevati degli ordini, in linea con le informazioni delle indagini regionali.
- Le vendite di autoveicoli a luglio sono attese in rialzo a 17,5 mln, da 17,1 di giugno. Dopo la frenata invernale, il trend delle vendite di auto rimane in rialzo, al di là della volatilità mensile; le buone prospettive del settore sono confermate anche dalla crescita solida dei prestiti per l’acquisto di auto. I livelli elevati delle vendite di auto nel 2° trimestre danno indicazioni solide per i consumi.
I market mover della settimana
Nell’area euro i dati di giugno dovrebbero mostrare un aumento di produzione in Germania e in Francia, una stabilizzazione in Spagna e una correzione dopo il balzo del mese precedente in Italia. Il trend resta comunque positivo un po’ ovunque. Il saldo di bilancia commerciale tedesco dovrebbe stringere a giugno per effetto del calo dell’export dopo due mesi in forte aumento. Le vendite al dettaglio area euro sono attese in crescita di 0,2% m/m a giugno come nel mese precedente. Per il mercato dei titoli di stato continua il periodo di stagionalità favorevole, caratterizzato da emissioni inferiori alle scadenze, in particolare per l’Italia (-16 miliardi di emissioni nette in agosto).
La settimana ha molti dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti. I dati dovrebbero essere complessivamente positivi. L’Employment Report dovrebbe riportare una crescita di occupati di 230mila, in linea con quanto visto nei mesi recenti, una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 5,3% e un moderato rialzo della partecipazione e dei salari orari. Gli indici ISM di luglio dovrebbero essere modestamente più elevati che a giugno, confermando espansione dell’attività su ritmi moderati. Le vendite di auto di luglio sono previste in rialzo contenuto su un trend positivo, dopo la volatilità degli ultimi mesi. Anche i dati di giugno dovrebbero confermare un quadro positivo, con incrementi di spesa in costruzioni e di spesa e reddito personale.
Ieri sui mercati
- L’euro ha chiuso una giornata piuttosto volatile (range 1,0920-1,1113) in ascesa sul dollaro a 1,0987, ma comunque poco sopra i livelli di inizio settimana; l’euro ha recuperato anche sulla sterlina, ma nel bilancio della settimana è arretrato da 0,7075 a 0,7028; contro franco svizzero venerdì ha chiuso a 1,0615, un po’ sopra lo 1,0569 di lunedì. Pressoché invariato rispetto a inizio settimana il cambio dollaro/yen.
- Il rendimento dei BTP decennali ha registrato un nuovo calo, che ha portato la variazione cumulata della settimana a -13pb, contro i -5pb del Bund. Il calo dei rendimenti ha interessato anche le scadenze intermedie e, in misura minore, anche quelle corte.
- Nuova flessione delle quotazioni petrolifere. Il Brent Crude è sceso a $52,21, contro i $54,45 di inizio settimana, e metà del calo si è verificato nella giornata di venerdì.
Area euro
La disoccupazione a giugno è rimasta ferma a 11,1% di maggio per il terzo mese consecutivo, mentre le attese erano per un lieve calo. Il numero dei senza lavoro è di circa 17,7 milioni di individui, 31mila in più rispetto a maggio. La disoccupazione dovrebbe continuare a calare lentamente per portarsi in media annua sotto l’11% nel 2016.
La stima flash conferma il consenso e mostra che l’inflazione è rimasta stabile allo 0,2% a luglio dopo il calo del mese precedente. L’inflazione core invece ha accelerato di un paio di decimi, passando a 1,0% a/a da 0,8% a/a e toccando il massimo da un anno a questa parte. L’inflazione nell’eurozona è attesa accelerare a partire dall’autunno per risalire verso l’1,5% a fine anno.
Stati Uniti
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. del Michigan (finale) cala leggermente a 93,1 da 93,3 a luglio. Negli scorsi otto mesi, comunque, l’indice era sempre rimasto sopra il livello di 90 . L’indagine è complesso soddisfacente per le prospettive dei consumi nei prossimi mesi.
L’Employment Cost Index (ECI), un indicatore guardato con attenzione dal FOMC, registra una brusca frenata per il 2° trimestre a 0,2% t/t da 0,7% t/t. Si tratta di un minimo storico. La variazione annua è rallentata a 2% da 2,6% precedente.
Focus Italia – Risalgono i disoccupati, nuovo massimo tra i giovani. Poco variata l’inflazione
- La disoccupazione è risalita a sorpresa a giugno, al 12,7% dal 12,5% di maggio (rivisto al rialzo da 12,4% della prima stima). Si tratta del valore più alto dallo scorso mese di novembre, quando era stato toccato il massimo storico dell’indagine (al 13%). I disoccupati sono 3 milioni 233 mila.
- I dati sull’inflazione non hanno invece apportato sostanziali novità allo scenario congiunturale. I prezzi al consumo a luglio sono calati di un decimo secondo l’indice nazionale e di -1,9% m/m in base all’armonizzato Ue (da +0,2% m/m a giugno). L’inflazione annua è rimasta invariata secondo il NIC (a +0,2%) ed è invece salita (a +0,4% da +0,2%) in base all’IAPC.
Fonte: BondWorld.it
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