Flash: Area Euro: La seconda stima del PMI composito area euro dovrebbe segnare un leggero calo

Da seguire: Area Euro: La seconda stima del PMI composito area euro dovrebbe segnare un leggero calo a maggio a 53,8 da 53,9 della prima lettura e da 54,0 di aprile. L’indice tedesco potrebbe correggere a 55,8 ….


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  • da 56,1, mentre l’indice francese dovrebbe essere confermato in calo a 49,3. La seconda stima dell’indice dei servizi dell’Eurozona dovrebbe confermare il miglioramento a 53,5 da 53,1 di aprile. La prima lettura del PMI servizi italiano dovrebbe vedere una correzione a 50,3 da 51,1.
  • La stima dettagliata dovrebbe confermare che il PIL area euro è cresciuto di solo 0,2% t/t nei mesi invernali dopo il +0,3% t/t di fine 2013. Su base annua, la crescita del PIL passa a +0,9% da un precedente +0,5%. I dati da Spagna, Francia e Germania suggeriscono che la crescita dovrebbe essere sostenuta dalla domanda interna ed in particolare da un recupero degli investimenti aziendali e consumi. Altresì le esportazioni dovrebbero aver frenato rispetto ai mesi finali del 2013, a fronte di un aumento dell’import. Le indagini congiunturali segnalano una crescita di 0,3% t/t nei mesi primaverili. In media 2014 il PIL area euro è visto in aumento dell’1,0%.

Stati Uniti

  • La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a maggio è attesa dal consenso a 210mila, dopo 220mila di aprile.
  • Il deficit della bilancia commerciale dovrebbe essere poco variato ad aprile a -40,5 miliardi da -40,4 miliardi di marzo. I prezzi all’export sono calati di -1% m/m e quelli all’import di -0,4% m/m ad aprile, dando indicazioni per pressioni verso un deficit più ampio. I dati del traffico commerciale nei principali porti del Pacifico segnalano un’accelerazione dell’import a fronte di una dinamica più contenuta dell’export, ma sempre positiva (primi dati di export di maggio in crescita verso il Giappone). 
  • La produttività del settore non agricolo nel 1° trimestre è attesa in calo di -3,1% t/t, una correzione verso il basso rispetto alla stima preliminare di -1,7% t/t, dopo la revisione del PIL del 1° trimestre.
  • L’ISM del settore non manifatturiero a maggio è previsto a 55,4 (da 55,2 di aprile). L’indagine di aprile era ampiamente positiva, con un aumento dell’indice composito di 0,9 punti, sostenuto da una forte accelerazione dell’attività (a 60,9) e degli ordini (a 58,2; forti anche gli ordini dall’estero). A maggio l’indice di attività dovrebbe tornare su livelli più bassi, con la normalizzazione dell’attività dopo i mesi volatili del 1° trimestre ma ordini e occupazione dovrebbero rimanere solidi.
  • La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC del 16 giugno. Il rapporto dovrebbe confermare la ripresa dell’attività dopo la frenata del 1° trimestre e riportare accelerazione diffusa a gran parte delle aree e dei settori. Sarà importante vedere la valutazione dello scenario di prezzi e mercato del lavoro. Sui prezzi ci potrebbero essere indicazioni di rialzi nel comparto alimentare, dove si fa sentire la siccità record in California. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, già ad aprile si erano visti segnali di difficoltà a reperire manodopera specializzata e indicazioni di rialzi salariali nel comparto: la diffusione dei rialzi salariali è un elemento cruciale per la tempistica dell’uscita dalla politica monetaria super-espansiva della Fed.

Ieri sui mercati

I rendimenti dei titoli di stato europei hanno continuato a seguire al rialzo quelli degli UST, seppure con variazioni meno accentuate. Il rendimento della T-Note decennale è tornato fra 2,58-2,60%, dopo aver toccato un minimo di 2,40% il 29/5. Poco significativi i movimenti dei premi al rischio. Molto contenute le oscillazioni del cambio euro/dollaro: massimo infragiornaliero a 1,3636 in tarda mattinata, nonostante i dati negativi del mattino, poi discesa faticosa verso 1,361. Yen debole, in calo contro dollaro per il terzo giorno di fila. La tendenza dei cambi effettivi rimane verso l’alto per il dollaro; l’euro ha recuperato lo 0,4% dai minimi del 28/5, ma resta l’1,2% sotto i livelli precedenti la riunione BCE di maggio.

Il PMI manifatturiero globale è salito da 51,9 a 52,2, sostenuto dalla ripresa della produzione e degli ordini. L’attività manifatturiera si è rafforzata rispetto ad aprile sia fra gli emergenti, sia fra i paesi avanzati.

Area Euro

La stima flash dell’inflazione area euro di maggio sorprende al ribasso rallentando di due decimi a 0,5% da 0,7%, a causa dell’inatteso calo del CPI tedesco. L’inflazione in Germania è calata  a 0,6% a maggio da 1,1% del mese precedente, toccando così il minimo da febbraio 2010. Calano in particolare i prezzi dei prodotti freschi, favoriti in ciò dall’inverno mite. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere rimasti stabili dopo essere aumentati di 0,2% m/m ad aprile. L’inflazione core al netto di alimentari alcol tabacchi ed energia cala a 0,7% da 1,0% di aprile. Le nostre stime sono per un’inflazione a 0,7% quest’anno e 1,3% il prossimo, ma i rischi sono verso il basso.

Italia. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile ad aprile, al 12,6% (il dato di marzo è stato rivisto al ribasso di un decimo dopo che già il mese scorso vi era stata una significativa revisione al ribasso dei dati dei primi due mesi dell’anno). La stabilità di aprile è il risultato di un calo dello 0,3% m/m degli occupati compensata da una flessione all’incirca della stessa entità delle forze di lavoro. Nuovo record per la disoccupazione giovanile, arrivata al 43,3% dal 42,9% (rivisto al rialzo di mezzo punto) di marzo. L’indagine sulle forze di lavoro ha mostrato che nel 1° trimestre 2014 il tasso di disoccupazione (in termini destagionalizzati) è salito di due decimi rispetto al trimestre precedente, al 12,7% (in linea con le attese). In termini non destagionalizzati, i disoccupati hanno toccato il record di 3 milioni 487 mila unità (pari al 13,6% della forza-lavoro). Nel 1° trimestre, comunque, si attenua il calo tendenziale dell’occupazione (da -1,7% di fine 2013 a -0,9%: è il dato migliore da cinque trimestri). In sintesi, il mercato del lavoro resta in una situazione di grande debolezza. Tuttavia, anche sul mercato del lavoro il peggio sembra passato, e, se l’incipiente ripresa congiunturale sarà confermata, difficilmente il tasso di disoccupazione salirà significativamente rispetto ai massimi toccati nei primi due mesi dell’anno.

Area euro. A maggio la disoccupazione cala inaspettatamente di un decimo a 11,7% dopo essere rimasta ferma all’11,8% da dicembre scorso. Ad aprile il numero dei senza lavoro ammontava a 18,7 milioni di persone nell’eurozona, 76mila in meno rispetto a marzo. All’interno dell’area però i livelli della disoccupazione si mantengono divaricati. In generale comunque non riteniamo che un calo considerevole della disoccupazione per l’Eurozona sia prossimo dato il consueto ritardo della dinamica occupazionale rispetto al ciclo.

Stati Uniti

Con l’avvicinarsi del momento in cui la Fed dovrà iniziare a ridurre lo stimolo monetario, le diverse visioni sul sentiero dell’uscita iniziano a farsi sentire con maggiore frequenza. Contrariamente alla maggioranza del comitato, George (Kansas City Fed) ha detto che a suo avviso prima di alzare i tassi bisognerebbe permettere al bilancio della Fed di sgonfiarsi in modo “passivo”, attraverso  le scadenze dei titoli e il mancato reinvestimento. Fisher (Dallas  Fed) ha detto che il programma di acquisti dovrebbe terminare a ottobre, e i rialzi dei tassi non dovrebbero iniziare prima del 2015. Dudley ha affermato in un discorso recente che la riduzione del portafoglio della Fed attraverso il mancato reinvestimento delle scadenze porterebbe a una riduzione di stimolo troppo ravvicinata e renderebbe difficile la comunicazione della svolta di policy.

Giappone

Il PMI Markit dei servizi aumenta a 49,3 a maggio da 46,4 di aprile.  L’indice composito a maggio  sale a 49,2 da 46,3 del mese precedente.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

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