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Flash: Area Euro La seconda stima dovrebbe confermare il recupero del PMI manifatturiero

Da seguire: Giappone – L’indagine Tankan nel 3° trimestre delude le aspettative. L’indice delle grandi imprese manifatturiere è invariato a 6 (consenso: 7) e le aspettative a 3 mesi sono stabili………


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Per le grandi imprese non manifatturiere, l’indice coincidente cala a 18 da 19, e quello a 3 mesi corregge ulteriormente a 16.

   Giappone – L’indice PMI manifatturiero a settembre è circa stabile, a 50,4 da 50,3 di agosto, e dà informazioni analoghe a quelle del Tankan.

Area Euro

   La seconda stima dovrebbe confermare il recupero del PMI manifatturiero a 52,6 a settembre da 51,7 a luglio. L’indice è tornato su livello pre-voto britannico. Il miglioramento ha interessato sia Germania (+0,7 a 54,3) che Francia (+1,2 punti a 49,5). Il contributo dell’industria al PIL rimarrà in ogni caso contenuto anche a fine estate, data la debolezza della domanda mondiale. In Italia, la prima lettura del PMI manifatturiero potrebbe mostrare l’indice in recupero a 50,4 da 49,8.

Stati Uniti

   La spesa in costruzioni ad agosto dovrebbe registrare una correzione di -0,3% m/m, dopo una variazione nulla a luglio. Gli occupati ad agosto sono stati in calo nel settore non residenziale privato e la spesa in questo comparto dovrebbe calare, dopo tre aumenti consecutivi molto solidi. Per la componente residenziale privata la spesa dovrebbe essere in rialzo, anche se i nuovi cantieri nel mese sono calati: l’attività di costruzione residenziale rimane trainata dall’aumento dei nuovi cantieri aperti a luglio, anche se per ora il contributo del settore alla crescita del 3° trimestre è modestamente negativo. La componente pubblica dovrebbe essere in calo per il secondo mese consecutivo.

   L’ISM manifatturiero a settembre è previsto in aumento a 51,5 da 49,4 di agosto. Le indagini regionali di settembre hanno segnato miglioramenti con rialzi diffusi: Philly Fed a 12,8 da 2, Empire a -2 da -4,2, Kansas City Index a 6 da -4, Dallas Fed Index a -3,7 da -6,2, Richmond Fed a -8 da -11. Le indicazioni dovrebbero essere generalmente migliori rispetto alla débacle vista ad agosto dall’ISM, anche se difficilmente si vedranno segnali di forte ripresa dell’attività. Il rialzo dell’attività nel manifatturiero dovrebbe coincidere con la fine del ciclo negativo delle scorte visto nella prima metà dell’anno e con la svolta registrata nel settore estrattivo.

   Le vendite di autoveicoli a settembre dovrebbero aumentare a 17,7 mln di unità ann., da 16,9 mln di agosto, grazie anche a forti aumenti degli incentivi, su livelli record (stimati da J.D. Power a 3923 dollari per unità: il record precedente era 3753 dollari per unità a dicembre 2008). Le vendite di auto dovrebbero contribuire a sostenere i consumi di settembre, dopo il dato debole di agosto.

I market mover della settimana

Nell’area euro, i dati di produzione industriale di agosto dovrebbero mostrare un recupero di attività in Germania (+1,0% m/m dopo -1,5% m/m) e Francia (+1,3%m/m). In Spagna, invece, la produzione è attesa circa invariata. Il PMI manifatturiero dovrebbe essere confermato in recupero a settembre a 52,6 da 51,7, ci aspettiamo, invece una revisione al rialzo del PMI servizi a 52,3 e del PMI composito 52,8. Le vendite al dettaglio nella zona euro potrebbero correggere di 0,3% m/m ad agosto dopo il forte aumento del mese precedente. I verbali della riunione BCE dell’8 settembre potrebbero offrire indizi sulle posizioni interne al Consiglio su un possibile aumento dello stimolo monetario.

La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti. Per settembre, gli indicatori dovrebbero essere positivi, con dati buoni per il mercato del lavoro (crescita solida degli occupati, calo del tasso di disoccupazione aumento dei salari orari), risalita degli indici ISM manifatturiero e non manifatturiero, vendite di autoveicoli in rialzo. La spesa in costruzioni di agosto dovrebbe essere frenata dalla correzione nel comparto non residenziale, mentre per il segmento residenziale si dovrebbe registrare un moderato aumento.

Ieri sui mercati

Area Euro

Spagna – Il segretario del PSOE, Sànchez, si è dimesso dopo essere stato sfiduciato dalla direzione del partito. La clamorosa svolta dovrebbe aprire la strada ad un governo di minoranza PP-C’s, in quanto ora il PSOE potrebbe astenersi in occasione del voto di fiducia, ponendo quindi condizioni per consentire l’approvazione parlamentare dei provvedimenti futuri, come il budget 2017. C’è tempo fino al 31 ottobre per evitare la fine anticipata della legislatura.

Area euro. I prezzi al consumo sono cresciuti di 0,4% m/m a settembre su spinta del rialzo dell’indice energia +1,0%m/m. Di riflesso, l’inflazione è salita di due decimi a 0,4% a/a da un precedente 0,2%a/a, in linea con le stime di consenso. Al netto di energia e alimentari i prezzi al consumo, sono cresciuti di 0,5% m/m, meno di quanto la dinamica stagionale avrebbe suggerito. L’inflazione core è pertanto rimasta invariata a 0,8% a/a mentre le stime erano per un aumento a 0,9% a/a. I prezzi dei servizi sono accelerati di un decimo su base annua all’1,2% a/a, mentre i prezzi dei beni sono invariati a 0,3% a/a. Nei prossimi mesi, l’inflazione core dovrebbe risalire fino a 1,2% a/a a febbraio prossimo, su spinta di un effetto base favorevole.

Area Euro. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo per il 5° mese consecutivo al 10,1% ad agosto. Il tasso di disoccupazione scenderà molto lentamente nei prossimi mesi, in linea con l’andamento moderato del ciclo.

Italia. I prezzi al consumo sono calati di due decimi a settembre in base all’indice NIC (mentre sono saliti di 1,9% secondo l’armonizzato, che tiene conto delle variazioni temporanee di prezzo legate al rientro dei saldi estivi). Il dato è risultato in linea con le attese. Di conseguenza, l’inflazione annua, dopo 7 mesi in territorio negativo, è tornata sopra lo zero, a +0,1% (da -0,1% precedente) su entrambi gli indici. Il calo dei prezzi nel mese (in base all’indice nazionale) è dovuto alle ampie flessioni (che sono andate oltre la stagionalità tipica del mese) registrate dalle spese per tempo libero e cultura (-1,9% m/m) e trasporti (-1,3% m/m). L’inflazione core è salita a 0,5% da 0,4% a/a. In sintesi, settembre (come peraltro atteso) ha segnato l’uscita dal territorio deflattivo (anche se non abbiamo mai visto concreti rischi di uno scenario di autentica deflazione), per via soprattutto del rientro dell’effetto statistico di confronto con lo scorso anno sui prezzi delle materie prime energetiche (che si è riflesso in particolare sulla variazione annua della componente dei trasporti). In ogni caso, la risalita sarà assai lenta: stimiamo un CPI a 0,5% a fine anno e a 1% in media nel 2017.

Italia. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all’11,4% ad agosto. Si tratta di un minimo dal 2012. Nel mese, si nota un lieve rimbalzo degli occupati (+0,1% m/m ovvero +13 mila unità), dopo il calo registrato a luglio (-0,3% m/m, -66 mila unità). Su base annua, l’occupazione resta in crescita (+0,7% ossia +162 mila unità, con i dipendenti permanenti ancora trainanti: +1,7% ovvero +253 mila unità). Tuttavia, si nota un rallentamento dal picco toccato qualche mese fa (a maggio, con un +1,9% ovvero +420 mila unità a/a). In ogni caso, il tasso di occupazione (stabile a 57,3%) resta sui massimi storici (sebbene su livelli inferiori a quelli che si registrano negli altri Paesi sviluppati). In sintesi, il dato conferma i segnali di rallentamento del mercato del lavoro visti nei mesi estivi (con un trimestre di ritardo rispetto al PIL). In particolare, la flessione degli occupati indipendenti potrebbe essere un segnale anticipatore degli effetti del minor vigore del ciclo economico. Il trend per la disoccupazione resta a nostro avviso al ribasso, ma la discesa sarà lenta e irregolare. Stimiamo un calo solo modesto per il tasso dei senza-lavoro nel 2017, all’11,2%.

Stati Uniti

La spesa personale ad agosto è circa stabile (+0,05% m/m), dopo +0,4% m/m di luglio (rivisto da 0,3% m/m) e variazioni molto forti nel 2° trimestre. In termini reali, la spesa cala di -0,1% m/m, con una correzione di -0,6% m/m per i beni, diffusa sia ai durevoli (-1,2% m/m, per via del comparto auto), sia ai non durevoli (-0,3% m/m), mentrei servizi registrano un incremento di 0,15% m/m. a debolezza della crescita reale della spesa non preoccupa, perché segue diversi mesi di incrementi insostenibilmente forti, e perché i fondamentali dei bilanci delle famiglie sono solidi. Il reddito personale aumenta di 0,2% m/m (3,1% a/a), con una dinamica debole del reddito da lavoro (0,1% m/m) dopo molti mesi di variazioni molto forti. Il reddito disponibile reale aumenta di 0,1% m/m. Il tasso di risparmio sale a 5,7% da 5,6% di luglio, restando nell’intervallo visto da inizio anno (5,5-6%). Il deflatore dei consumi aumenta di 0,1% m/m (1% a/a). Il deflatore core è in rialzo di 0,2% m/m; su base tendenziale la variazione sale a 1,7% a/a, avvicinandosi all’obiettivo della Fed dopo alcuni mesi di quasi stabilità.

Il Chicago PMI a settembre aumenta a 54,2 da 51,5 di agosto, dando un segnale di miglioramento all’inizio del 4° trimestre per il settore manifatturiero, in linea con i risultati delle altre indagini regionali. I dati usciti finora puntano a una ripresa dell’ISM manifatturiero di settembre sopra 50 da 49,4 di agosto.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan aumenta a 91,2, segnando il secondo rialzo consecutivo. Le condizioni correnti migliorano a 104,2 da 103,5 e le aspettative sono in ripresa a 82,7 da 81,1. Anche le aspettative di inflazione sono in rialzo, a 2,4% sull’orizzonte a 1 anno e a 2,6% su quello a 5-10 anni. I dati indicano che la correzione estiva, interpretata da alcuni come un segnale di preoccupazione per l’incertezza elettorale, è stata un fenomeno transitorio.

Fonte: BondWorld.it


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