Stati Uniti I nuovi cantieri ad aprile dovrebbero aumentare a 995 mila, da 946 mila di marzo, segnando un’accelerazione del trend di rialzo della serie che era stato frenato dal clima rigido dei primi mesi dell’anno e chiudendo in gran parte il gap che si è aperto con le licenze……
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- Le licenze sono previste in aumento moderato, a 1,010 mln, da 997 mila di marzo. Il settore dell’edilizia residenziale dovrebbe segnare una modesta crescita positiva nel 2° trimestre, dopo 2 trimestri consecutivi di correzioni.
- La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (prel.) è prevista in modesto rialzo a 84,5 da 84,1 di marzo. Il trend della fiducia è in ripresa, dopo la correzione vista nell’autunno, in concomitanza con la crisi politica. Il miglioramento del mercato del lavoro, la fine della restrizione fiscale e la buona tenuta del mercato azionario rendono probabile il proseguimento della tendenza al rialzo della fiducia e dell’espansione dei consumi.
Ieri sui mercati
La giornata si è contraddistinta per l’elevata volatilità e la violenta correzione delle tendenze delle settimane precedenti. Cercare una ‘causa’ specifica è un esercizio sterile, anche se il bisogno di razionalizzare sulla base di qualche evento prossimo ha additato come responsabili il PIL italiano, i risultati di WalMart, e perfino una fantomatica imposta retroattiva della Grecia sui capital gains dei non residenti; nel crescendo di assurdità, anche il MEF ha dovuto smentire di avere in progetto qualcosa del genere. Quello che è sicuro è che tanti erano pronti a farsi convincere che una correzione era matura.
Le caratteristiche generali del movimento sono da flight to quality: arretramento degli indici di borsa, più forte per la periferia europea; violento aumento dei rendimenti sui titoli di stato di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia; netto ribasso dei rendimenti per gli emittenti ad alto rating, in particolare Germania. Sui mercati valutari si è rafforzato lo yen (101,5), mentre l’euro è tornato nel pomeriggio dove era partito (1,37) dopo essere temporaneamente sceso a 1,365.
Area Euro
I dati sulla crescita del PIL nei mesi invernali sono stati nel complesso deludenti ed evidenziano che la ripresa rimane incerta e modesta, fatta eccezione per la Germania. Il PIL dell’Eurozona è cresciuto di solo 0,2% t/t (0.9% a/a), stesso ritmo di fine 2013, mentre le attese erano per un’accelerazione a +0,3% t/t. In Germania i dati mostrano un’accelerazione a +0,8% t/t da un precedente +0,4% t/t, sostenuta dalla domanda interna e da fattori transitori (clima). In Francia il PIL è rimasto invariato a inizio 2014 e se non fosse stato per un forte contributo positivo delle scorte sarebbe calato di 0,6% t/t. I dati di Italia, Olanda e Portogallo, dove il PIL è tornato a scendere, sono più sorprendenti e in contrasto con le indicazioni dalle indagini congiunturali. Per Olanda (-1,4% t/t) e Portogallo (-0,7% t/t) hanno inciso fattori transitori. Nel caso italiano (v. Focus), l’inattesa contrazione di -0,1% t/t è più difficile da comprendere.
Area euro. La seconda stima conferma l’inflazione area euro in aumento a +0,7% a/a ad aprile da un precedente +0,5% a/a. L’inflazione al netto di energia alimentari e tabacchi è stabile all’1,0% a/a. Il minimo per l’inflazione area euro dovrebbe essere alle spalle ma le sorprese verso il basso a gennaio, marzo e aprile lasciano la media 2014 a 0,8%. Ci aspettiamo un aumento assai graduale dell’inflazione fino all’1,5% per fine 2015. Le nostre stime sono allineate con le stime più recenti dell’indagine dei professional forecasters pubblicate dalla BCE con il bollettino di maggio (v.sotto).
Il bollettino mensile BCE include i risultati dell’indagine di professional forecasters, che mostra una revisione al ribasso delle stime di inflazione 2014-16. I previsori intervistati dalla BCE si aspettano l’inflazione i media a 0,9% nel 2014 all’1,3% nel 2015 e all’1,5% nel 2016, in linea con le stime di consenso di aprile. Le attese a 5 anni scivolano ulteriormente e ora sono all’1,84%. Constancio non esclude nuove misure di stimolo. Secondo Mersch la BCE sta lavorando ad un set di strumenti che “potrebbero stupire le menti più fertili degli analisti economici finanziari”.
Stati Uniti
Il CPI ad aprile aumenta di 0,3%m/m (2% a/a), in linea con il consenso. L’indice core registra una variazione di 0,2% m/m (1,8% a/a), al di sopra del consenso. Sull’indice headline pesa il rialzo dei prezzi della benzina (+2,3% m/m). Per quanto riguarda il core, tutte le principali voci risultano in aumento. L’ampio rialzo dell’inflazione su base tendenziale è dovuto all’effetto confronto con aprile 2013; tuttavia il graduale spostamento verso l’alto delle variazioni mensili sono un segnale che l’inflazione si sta muovendo verso l’alto, dopo un anno di stabilità su livelli bassi. In media la variazione annua del deflatore dei consumi è di circa 0,3 pp inferiore a quella del CPI. Considerando la diversa composizione dei due indici, il rialzo del CPI core al 2% a/a non implica un livello analogo per il deflatore. Tuttavia, la svolta verso l’alto è un elemento importante per il quadro della politica monetaria della Fed.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 10 maggio calano di 24mila unità a 297mila, da 321mila della settimana precedente, toccando il minimo da maggio 2007.
L’indice Empire della NY Fed a maggio sale a 19,1, da 1,3 di aprile, ben al di sopra delle aspettative (6) e tocca il massimo da giugno 2010. Lo spaccato dell’indagine è positivo e dà ulteriori indicazioni a supporto di una previsione di forte accelerazione della crescita nel 2° trimestre (su ritmi compresi fra 3,5 e 4% t/t ann.) dopo la debolezza del 1° trimestre.
La produzione industriale ad aprile cala di -0,6% m/m, dopo + 0,9% m/m a marzo (rivisto da +0,7% m/m). La produzione nel manifatturiero cala a sorpresa di -0,4% m/m (dopo 2 mesi molto solidi, +0,7% m/m a marzo e +1,5% m/ a febbraio), con un aumento solo marginale nel comparto auto (+0,1% m/m). Le utility correggono ampiamente (-5,3% m/m) con la normalizzazione del clima; l’estrattivo registra la seconda variazione positiva consecutiva (+1,4% m/m, dopo +2% m/m a marzo).
I flussi netti di acquisti di titoli a lungo termine a marzo aumentano marginalmente (+4 mld di dollari). Gli acquisti netti di titoli di stato, inclusi quelli a breve, sono stati pari a +59,3 mld, con una contrazione delle posizioni delle autorità (-15,6 mld). Il maggiore detentore di titoli di stato USA rimane la Cina (1,272 tln) seguita dal Giappone (1,2 tln).
L’indice della Philadelphia Fed a maggio cala marginalmente a 15,4, da 16,6 di aprile. Lo spaccato dell’indagine resta positivo. Nelle domande speciali del mese, circa un terzo delle imprese riporta difficoltà di reclutamento sul mercato del lavoro, e circa un terzo riporta posizioni rimaste aperte per più di 90 giorni; il 34% delle imprese segnala aumenti salariali attuati per coprire le posizioni in cui è risultato difficile trovare candidati adeguati.
L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla National Association of Homebuilders a maggio cala a 45 (consenso: 49) da 46 di aprile (rivisto da 47). Il presidente della NAHB ha indicato che il settore dovrebbe proseguire su un trend di modesta espansione; le imprese del settore riportano aspettative di accelerazione delle vendite nei prossimi trimestri.
Focus: il PIL italiano torna in rosso a sorpresa a inizio 2014
Il PIL è tornato a calare nel 1° trimestre 2014, di -0,1% t/t, dopo il +0,1% t/t visto nel trimestre precedente. La variazione annua corretta per i giorni lavorativi recupera, ma meno delle attese: -0,5% da -0,9%. Il dato sul PIL conferma un preoccupante e inedito divario fra le indagini congiunturali e i dati reali. Il dato è molto sorprendente e segnala consistenti rischi di revisione verso il basso per le previsioni correnti sulla crescita 2014, anche i segnali di ripresa nei restanti trimestri rimangono convincenti.
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