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Flash: Area euro. La stima finale dovrebbe confermare che a marzo il PMI manifatturiero è calato

Germania. A febbraio, le vendite al dettaglio sono calate di -0,7% m/m, variazione che ha abbassato la crescita tendenziale a 1,3% a/a……

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Area euro. La stima finale dovrebbe confermare che a marzo il PMI manifatturiero è calato a 56,6 da 58,6 per effetto della correzione nel comparto registrata sia in Germania (a 58,4 da 60,6) sia in Francia (a 53,6 da 55,9). Se confermato, nel primo trimestre l’indice per il manifatturiero sarebbe sceso a 56,0 da 57,5, riflettendo una fisiologica correzione della produzione dopo i picchi di fine 2017.

Stati Uniti. La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati è prevista dal consenso a 200 mila, dopo 235 mila a febbraio.

Stati Uniti. Le vendite di autoveicoli a marzo dovrebbero essere poco variate, e restare vicine a 16,9 mln di unità ann. di febbraio, sulla scia del diffuso maltempo, del trend in rialzo dei tassi e della fine degli effetti sugli acquisti collegati agli uragani di fine estate.

I market movers della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sulla stima di inflazione per marzo. Ci aspettiamo un aumento della dinamica inflazionistica all’1,4% da un precedente 1,25, l’inflazione sottostante, al netto di energia e alimentari freschi, è vista in salita di un decimo all’1,3%. In Germania, ordini e produzione industriale dovrebbero recuperare parte dei cali dei mesi precedenti, ma il trend resta di rallentamento, da livelli assai elevati. Le vendite al dettaglio sono viste in crescita dell’1,0% m/m in Germania e di 0,6% m/m nella media area euro.

In settimana negli Stati Uniti vengono pubblicati i principali dati di marzo, che dovrebbero essere in linea con una crescita diffusa a tutti i settori. Le indagini ISM dovrebbero correggere modestamente, pur restando su livelli storicamente elevati; l’employment report dovrebbe confermare una dinamica occupazionale solida, anche se in fisiologico rallentamento rispetto a febbraio, un tasso di disoccupazione in calo a 4% e una modesta riaccelerazione della crescita salariale; le vendite di auto dovrebbero essere stabili. La spesa in costruzioni di febbraio è prevista in modesto rialzo.

I giorni scorsi sui mercati

Italia. A marzo, l’inflazione è salita più del previsto, di ben quattro decimi (a 0,9% secondo l’indice nazionale e a 1,1% sulla misura armonizzata). Anche inflazione di fondo, sui beni ad alta frequenza di acquisto e sul carrello della spesa sono salite. Pensiamo che ad aprile il CPI possa tornare a calare, per via dei ribassi delle tariffe energetiche. Tuttavia, il calo sarebbe transitorio in quanto da maggio dovrebbe riprendere un trend al rialzo che potrebbe riportare il CPI vicino al 2% negli ultimi mesi dell’anno.

Stati Uniti. L’ISM manifatturiero a marzo corregge a 59,3 da 60,8 di febbraio, poco al di sotto delle aspettative di consenso, tornando sui livelli di gennaio. Lo spaccato dell’indagine registra moderate flessioni delle variabili di attività, che restano comunque su livelli molto elevati: produzione a 61 da 62, ordini a 61,9 da 64,2, ordini all’export a 58,7 da 62,8, occupazione a 57,3 da 59,7. La componente prezzi pagati balza a 78,1 da 74,2, sui massimi da maggio 2011. Nell’indagine si riferiscono impatti dalle tariffe su acciaio e alluminio, ma sicuramente il deprezzamento del dollaro dell’ultimo anno influisce sulla dinamica dei costi dell’industria. L’indagine nel complesso non modifica la previsione di espansione solida del settore nel trimestre in corso.

Stati Uniti. La spesa in costruzioni a febbraio aumenta di 0,1% m/m, dopo una variazione nulla a gennaio. La spesa privata è in rialzo solido (+0,7% m/m), con una variazione marginale (+0,1% m/m) nel comparto residenziale e un netto rimbalzo in quello non residenziale (+1,5% m/m, dopo -1,7% m/m a gennaio). La spesa pubblica corregge di -2,1% m/m, compensando l’aumento del mese precedente. La stima nowcasting del PIL dell’Atlanta Fed dopo i dati del 2 aprile si sposta a 2,8% t/t ann., con una revisione verso l’alto della dinamica degli investimenti residenziali (+0,3% t/t ann., da stime precedenti sempre in territorio negativo).

Cina. L’indice PMI manifatturiero rilevato dall’Ufficio Statistico (NBS) è salito a 51,5 in marzo, riportandosi poco al di sopra del livello di gennaio (51,3), grazie al recupero della componente ordini, sia totali sia esteri, della produzione e delle scorte. Il PMI manifatturiero rilevato da Caixin Markit è invece sceso a 51 in marzo da 51,6 in febbraio, il minimo degli ultimi quattro mesi.

Cina. Il governo cinese ha annunciato l’introduzione di dazi su 128 prodotti americani, che rappresentano circa 3 miliardi di importazioni in Cina. Le misure sono state adottate come rappresaglia per i dazi annunciati dagli Stati Uniti sulle importazioni di alluminio e acciaio. Ulteriori misure di rappresaglia potrebbero essere annunciate in risposta ai dazi del 25% su un’ampia gamma di prodotti importati dalla Cina che sono stati preannunciati dal governo degli Stati Uniti.

Fonte: BondWorld.it


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