Flash i dati importanti della giornata euro

Flash: – Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un lieve recupero

– Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un lieve recupero della fiducia dei consumatori a luglio a -0,3 da un precedente -0,5…..

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L’indicatore rimane al di sopra della media di lungo termine.

– Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a giugno sono previste a 5,45 mln di unità ann., da 5,43 mln di maggio. I contratti di compravendita sono su un trend debole da alcuni mesi, e le vendite di case esistenti dovrebbero essere circa stagnanti nel resto dell’anno, in gran parte per la mancanza di offerta e i prezzi elevati. La domanda rimane sostenuta dal mercato del lavoro forte e dalla crescita della formazione di unità familiari.

I market mover della settimana

Nell’area euro, il focus sarà sulla riunione BCE, che dovrebbe rivelarsi del tutto interlocutoria dopo gli annunci del mese scorso. Sul fronte dei dati, le indagini di fiducia di luglio dovrebbero confermare che il picco di questo ciclo è alle spalle. Il PMI composito è visto in lieve flessione a 54,5 da 54,9. L’indice IFO potrebbe registrare un calo più marcato a 101,4 da 101,8, data la maggior esposizione del manifatturiero tedesco alle condizioni di domanda globale e timori di un’introduzione di dazi su altre categorie merceologiche. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in marginale recupero sia in Francia (a 111 da 110) che in Italia (a 107,3 da 106,9). La Francia è il primo Paese a pubblicare la stima sulla crescita del PIL nei mesi primaverili: ci aspettiamo una crescita ancora di 0,2% t/t come nel primo quarto dell’anno. Mercoledì si terrà un incontro fra il presidente della Commissione Europea Juncker e Trump, con l’obiettivo (reputato comunque molto arduo da raggiungere) di trovare una via che consenta di evitare una nuova escalation della guerra tariffaria fra Stati Uniti ed Unione Europea.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe registrare una netta accelerazione rispetto a inizio anno, grazie alla ripresa dei consumi e all’ampio contributo di canale estero e scorte. I dati di giugno dovrebbero essere positivi: le vendite di case nuove ed esistenti dovrebbero mantenersi su un trend marginalmente positivo, il deficit commerciale dei beni dovrebbe essere contenuto dall’aumento di esportazioni precedente l’introduzione dei dazi con la Cina, gli ordini di beni durevoli dovrebbero rimbalzare dopo il calo di maggio. La fiducia dei consumatori a luglio dovrebbe mantenersi su livelli elevati. Venerdì sui mercati

Stati Uniti. J. Bullard (St Louis Fed) ha detto che un’inversione imminente della curva dei rendimenti è ormai una “reale possibilità”, se la Fed proseguirà sul sentiero previsto di rialzi dei tassi. Secondo Bullard, un’inversione della curva è un segnale negativo per l’economia, che va seguito con attenzione dai mercati e dalle autorità. Bullard ha ripetuto la sua opinione secondo cui, con le aspettative di inflazione ben ancorate, non è necessario portare la normalizzazione della politica monetaria fino all’inversione della curva. Bullard sottolinea che la Fed può evitare una situazione in cui i tassi a breve sono al di sopra di quelli a lungo termine essendo “cauta nell’alzare il tasso di policy”. Bullard ha anche aggiunto che la politica commerciale rende particolarmente incerto lo scenario economico e che un aumento di protezionismo sarebbe negativo. 

Stati Uniti. Trump è tornato ad attaccare la Fed sui rialzi dei tassi, affermando che la restrizione monetaria “danneggia tutto quello che abbiamo fatto”. Le dichiarazioni del presidente non avranno alcun effetto sulle decisioni della banca centrale, tuttavia il rischio associato all’intromissione politica nella gestione della politica monetaria è quello di delegittimazione della Fed fra il pubblico. Powell qualche settimana fa aveva agito in modo pre-emptive su questo fronte, rilasciando una lunga intervista (molto inusuale) mirata a spiegare a un pubblico non specializzato le sfide e il contesto economico delle decisioni della Fed. Trump ha anche violato la prassi delle amministrazioni precedenti che hanno sempre sostenuto che un dollaro forte è positivo per gli USA. Trump ha detto che la Cina, l’UE e altri paesi hanno manipolato le loro valute e dichiarato che un dollaro più forte riduce la competitività degli Stati Uniti.  

Giappone. I mercati sono stati scossi da voci su possibili modifiche al piano massiccio di acquisto di attività finanziarie della Banca del Giappone, che potrebbero essere decise già questa settimana. Le modifiche sarebbero orientate a rendere il programma più sostenibile, in quanto l’attuale dimensione del flusso di acquisti sta rendendo i mercati illiquidi.

Fonte: BONDWorld.it


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