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Area euro. L’indagine di dicembre potrebbe mostrare l’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea in lieve correzione a 114,3 da 114,6 dopo sei mesi di aumenti. L’indice per l’industria potrebbe stabilizzarsi a 8,0 da 8,2 e quello per i servizi a 16,1 da 16,3. Il livello del morale potrebbe indicare una pausa a dicembre, pur rimanendo ben al di sopra della media storica.
Area euro. Le vendite al dettaglio sono attese rimbalzare dello 0,6% m/m a novembre, dopo il -1,1% m/m di ottobre. Il recupero lascerebbe comunque le vendite in rotta per una flessione nel 4° trimestre, la prima da due anni (-0,4% da +0,5% t/t). Ciò sarebbe coerente con un rallentamento congiunturale del PIL a fine anno.
Venerdì sui mercati
Il Tesoro ha annunciato per il 10 gennaio l’emissione di BOT annuali per 7,5 miliardi, a fronte di scadenze per 7,7 miliardi. Oggi è previsto la comunicazione relativa all’asta a medio/lungo termine dell’11 gennaio. Sul mercato secondario, i BTP hanno visto rendimenti in flessione a fronte di tassi in marginale rialzo sulla curva tedesca. Tassi in rialzo anche sulla curva UST. Chiusure nettamente positive per i listini azionari mondiali. Euro in flessione sui mercati valutari dopo aver toccato giovedì picchi a 1,208 contro dollaro.
Italia. L’inflazione è risultata poco variata e in linea con le attese a dicembre. La tendenza annua è risultata stabile allo 0,9% secondo l’indice nazionale e in calo di un decimo all’1% sulla misura armonizzata, con i prezzi in salita nel mese di quattro decimi sul NIC e di tre decimi sull’IPCA.
Area euro. La stima flash indica che a dicembre l’inflazione è rallentata di un decimo a 1,4% da 1,5% in linea con le attese del consenso.
Stati Uniti. L’employment report di dicembre registra un aumento di occupati non agricoli pari a 148 mila e una revisione netta di -9 mila posti per i due mesi precedenti; la media di nuovi occupati è di 205 mila negli ultimi tre mesi. Il tasso di disoccupazione è stabile a 4,1%, 6 decimi al di sotto del livello di fine 2016. I salari orari crescono di 0,3% m/m (2,5% a/a). Il mercato del lavoro è ormai al pieno impiego e il focus nel 2018 sarà sulla dinamica salariale, che dovrebbe rispondere al crescente eccesso di domanda.
Stati Uniti. L ’ISM non manifatturiero a dicembre corregge a 55,9 da 57,4 di novembre. L’indagine resta ampiamente positiva, nonostante la riduzione delle principali componenti, che rimangono comunque su livelli ampiamente espansivi.
Stati Uniti. Il deficit della bilancia commerciale a novembre si amplia a -50,5 mld di dollari da -48,9 mld di ottobre e punta a un ampio contributo negativo del canale estero alla crescita del 4° trimestre.
Stati Uniti. I primi discorsi del 2018 non modificano lo scenario per la politica monetaria. Williams (San Francisco Fed) ha ribadito l’opinione secondo cui è “ragionevole” prevedere 3 rialzi dei tassi nel 2018. Bullard (St Louis Fed) ha invece ripetuto che a suo avviso i tassi dovrebbero restare sui livelli attuali, nel nuovo contesto di bassa inflazione e baso tasso di interesse reale neutrale. Mester (Cleveland Fed) ha affermato che la banca centrale non ha molti strumenti per controllare la stabilità finanziaria, e in linea generale dovrebbe concentrare la sua azione sui due obiettivi macroeconomici di massima occupazione e stabilità dei prezzi.
Fonte: BondWorld.it
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