Da seguire: Area Euro: Nell’Eurozona la produzione industriale a dicembre potrebbe calare dello 0,6% m/m da 1,8% m/m di novembre. La variazione annua passerebbe così a 1,4% da 3,0% del mese precedente. Se confermato il dato lascerebbe comunque….
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l’output nel 3° trimestre in aumento dello 0,4% t/t dopo aver stagnato a settembre, contribuendo così per poco più di un decimo alla crescita del PIL nell’Eurozona. Le indagini PMI hanno indicato una nuova accelerazione dell’output a gennaio.
Ieri sui mercati
Seduta positiva per le borse europee sulla scia del recupero di Wall Street e delle Piazze Asiatiche. Tra gli indici si segnala la decisa sovraperfromance del Dax, mentre risultano leggermente sottotono i periferici. Ancora una giornata priva di spunti sul mercato dei titoli di Stato europei che non mostrano variazioni di rilievo. L’unico spunto rilevante arriva dal primario, mercato sul quale la carta periferica continua a raccogliere un ottimo interesse: il Portogallo ha riaperto oggi via sindacato l’emissione del decennale di riferimento febbraio 2014 puntando a raccogliere 3 miliardi di euro e incontrando molte richieste (domande finali per 8 miliardi di euro). Oltreoceano impatto marginalmente negativo sul mercato dei titoli di Stato USA dalle attese parole del nuovo presidente della FED Janet Yellen. Sul mercato dei cambi prosegue la debolezza del dollaro, che registra un nuovo minimo da inizio mese nei confronti dell’euro, tornando sopra la soglia di 1,365, violando importanti livelli tecnici. Il biglietto verde risente da un lato di un ritorno dell’appetito al rischio sui mercati che penalizza le valute maggiormente difensive e dall’altro probabilmente di una generale riallocazione dei portafogli.
Area Euro
Francia. La Corte dei Conti ha fatto sapere nel suo rapporto annuale 2014 che sussiste un “rischio significativo” che il debito pubblico sfori l’obiettivo già rimaneggiato del 4,1% nel 2013, mentre per il 2014 l’obiettivo del 3,6% “appare incerto poiché non esiste alcun margine di manovra in caso di spese impreviste”. Dal rapporto si evince che nonostante l’obiettivo 2013 sia stato abbassato dal 3,0% originario della legge di programmazione 2012, la crescita deludente sperimentata lo scorso anno (rispetto allo 0,8% inizialmente stimato) potrebbe ostacolarne il raggiungimento, viste anche le previsioni troppo ottimiste sulle entrate fiscali, in particolare per quanto riguarda le imposte sulle società e quelle sul reddito. Le entrate complessive potrebbero alla fine essere inferiori alle attese per circa 3,5 mld di euro (pari a poco meno dello 0,2% del PIL). Più in generale la Corte sottolinea che sussistono “dubbi consistenti su numerosi elementi dei conti dell’amministrazione pubblica” sulla base dei conti previsionali della spesa pubblica di dicembre 2013, anche se non sono ancora stati ispezionati in dettaglio dalla Corte. Il dato finale sul rapporto deficit/PIL sarà pubblicato dall’INSEE a fine marzo prossimo.
Stati Uniti
J. Yellen, nel testo dell’audizione alla Commissione Servizi Finanziari della Camera, non offre sorprese, sottolineando continuità con la gestione di Bernanke e ripetendo le indicazioni dei comunicati delle ultime riunioni. Yellen dà una valutazione positiva della congiuntura americana, sottolineando l’accelerazione della crescita e il conseguente ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro nella seconda metà del 2013. Per quanto riguarda la politica monetaria, Yellen sottolinea che c’è “un notevole grado di continuità nell’approccio del FOMC”. Il tapering proseguirà. E’ cruciale rilevare che Yellen esplicitamente “si impegna a raggiungere entrambe le parti del mandato” della Fed. In conclusione, Yellen intende guidare la Fed all’insegna di continuità, collegialità e raggiungimento congiunto di massima occupazione e stabilità dei prezzi. L’audizione di Yellen non modifica le previsioni per la politica monetaria della Fed: manteniamo la previsione che alla riunione di marzo sia probabile un ammorbidimento della forward guidance con maggior peso dato all’inflazione e a diversi indicatori del mercato del lavoro oltre alla disoccupazione.
La Camera ha approvato un disegno di legge (221-201) per l’estensione del limite del debito che dovrebbe permettere al Tesoro di continuare a emettere fino al 16 marzo 2015. Il disegno di legge non ha nessuna condizione su spesa o tasse collegata al rialzo del limite. Il Senato dovrebbe approvare a breve il disegno di legge, ma per ora non è stata fissata una data per la discussione in aula.
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