Flash i dati importanti della giornata

Flash: Area euro. Ripiega la produzione industriale ancora a febbraio

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan ad aprile (prel.) dovrebbe stabilizzarsi a 101 (da 101,4 di marzo), sui massimi dal 2004…….

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Ieri sui mercati

Area euro

Francia. La stima finale conferma che a marzo l’inflazione ha accelerato di quattro decimi a 1,6% da 1,2% di febbraio sull’indice nazionale e di un decimo a 1,8% da 1,7% su quello armonizzato. Nel mese i prezzi al consumo sono saliti dell’1,0% m/m (1,1% m/m in termini armonizzati). In media annua l’inflazione francese è attesa all’1,6% nel 2018.

Area euro. Ripiega la produzione industriale ancora a febbraio. Il rallentamento dovrebbe essere temporaneo, ma vi sono rischi che la crescita del Pil nel 1° trimestre si assesti intorno a 0,45% t/t.

Stati Uniti. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 7 aprile calano a 233 mila da 242 mila della settimana precedente. Per ora, non ci sono segnali di inversione del trend di continua riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.

Stati Uniti. I prezzi all’import a marzo sono invariati su base mensile., dopo +0,3% m/m di febbraio (rivisto da 0,4% m/m).. Al netto del petrolio, i prezzi sono in aumento di 0,1% m/m, e i beni di consumo registrano una variazione di -0,1% m/m. Le pressioni sui prezzi domestici rimane estremamente contenuta nonostante l’ampio deprezzamento del cambio del secondo semestre 2017.

Stati Uniti. Kashkari (Minneapolis Fed) ha dato una valutazione positiva dello scenario economico e affermato che gli Stati Uniti devono evitare una guerra commerciale, che sarebbe “enormemente negativa”. 

Stati Uniti. Nuova recrudescenza delle tensioni sul commercio con la Cina: la Casa Bianca ha segnalato che la prossima settimana verranno dai i dettagli riguardo ai beni su cui verrebbero imposti i nuovi dazi del 25%, per un controvalore di importazioni di 100 mld di dollari (oltre a quelli già specificati per i primi 50 mld di dollari e a quelli su alluminio e acciaio). Secondo la Casa Bianca, i toni concilianti degli esponenti cinesi riguardo ai dazi segnalano che la strategia aggressiva adottata finora funziona. Inoltre, il Tesoro sta preparando misure per bloccare investimenti cinesi in aziende americane nel settore della tecnologia. Il presidente Trump ha anche richiesto ai consiglieri economici di vagliare la possibilità di negoziare un rientro degli Stati Uniti nella Trans Pacific Partnership (accordo commerciale fra tutti i paesi del Pacifico, senza la Cina). Anche se per ora la guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti si svolge solo a parole, i nuovi attacchi verbali del presidente sulla questione dei dazi alzano i rischi per lo scenario. 

Cina. Le esportazioni (in USD) sono scese del 2,7% a/a in marzo dopo il balzo del 44,1% in febbraio, mentre le importazioni sono salite del 14,4% rispetto a un aumento del 6,1% in febbraio e la bilancia commerciale ha registrato un deficit di 4,98 miliardi di USD. I dati di marzo sono ancora molto influenzati dalla stagionalità e da un effetto base negativo. I dati trimestrali, che permettono di superare l’effetto stagionale, registrano un’accelerazione sia delle sia delle importazioni.

Focus BCE. I verbali della riunione di marzo indicano che la prudenza non è mai troppa!

I verbali della riunione di marzo sono generalmente positivi sul ciclo ed evidenziano un maggior grado di fiducia nel ritorno dell’inflazione al target. La rimozione dell’easing bias sugli acquisti è indicata come un passo naturale a fronte dei miglioramenti ciclici. La decisione, si legge, è stata presa all’unanimità. Non si fa menzione alcuna sulla comunicazione sui tassi né sui tempi per le prossime decisioni. In generale il tono è cauto e prudente e non emerge un’urgenza di archiviare il programma di acquisto titoli. Le future mosse del Consiglio saranno ancora dettate dalla dinamica inflazionistica, dal grado di fiducia in un rialzo duraturo e auto sostenibile. Rimaniamo dell’idea che la BCE tra giugno e luglio annuncerà la fine del programma di acquisto titoli entro dicembre 2018. Il vero market mover rimane la comunicazione sui tassi, ma ci sembra poco probabile che il Consiglio voglia fornire chiarimenti su cosa intende per “tassi fermi ben oltre la fine degli acquisti” prima di settembre. Il nostro scenario centrale rimane di un primo rialzo del tasso sui depositi entro giugno 2019. Per la fine del mandato di Draghi, novembre 2019, il regime di tassi negativi dovrebbe essere archiviato. I tassi resteranno in ogni caso bassi anche nel 2020.

BCE. Se di tassi non si parla quasi nei verbali, ieri, Coeuré ha offerto spunti interessanti. Il membro del Comitato esecutivo ha dichiarato che il tasso di interesse neutrale per l’area euro potrebbe essere più elevato se la crescita potenziale si è ridotta meno durante la crisi rispetto a quanto generalmente assunto.  Le stime più recenti indicherebbe una crescita potenziale più vicina ll’1,5% che non all’1,3%. Le implicazioni di policy sono chiare: a fronte di una crescita potenziale più elevata il tasso di interesse naturale reale per la zona euro risulterebbe più elevato, (rispetto al range -1 e zero di stime recenti) e quindi anche i tassi di interesse potrebbero salire di più. Coeuré ha però ribadito che i tassi resteranno sui livelli attuali ancora per un periodo esteso di tempo e che l’orientamento attuale di politica monetaria è adeguato.

Fonte: BondWorld.it


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