Da seguire: Area euro: – Aste – sulla scia del successo delle aste italiane di ieri, la Grecia colloca 300 milioni di T-Bills trimestrali e la Spagna..
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(che giovedì collocherà titoli a lungo termine) offre 5,5-6,5 miliardi di Letras a 12 e 18 mesi. Offerta di carta a breve termine anche in Belgio (3,0-3,5 mld sulle scadenze 3 e 12 mesi).
– È in calendario la lettura preliminare sulla crescita del PIL nel 4° trimestre in Germania, Francia, Italia e nell’area euro nel complesso. La Germania ha mostrato un rallentamento a 0,4% t/t dal +0,7% del 3° trimestre, per una variazione tendenziale di 4,0% a/a; secondo l’Ufficio federale di statistica la crescita è spiegata quasi esclusivamente dal commercio estero; i dati risultano negativamente influenzati dalle condizioni meteorologiche, peggiori della media stagionale. In Francia, la crescita del PIL si è fermata a 0,3% t/t, smentendo le attese di accelerazione; tuttavia, il rallentamento è imputabile al solo decumulo di scorte e, quindi, vi sono ottime probabilità di osservare una crescita più robusta nel 1° trimestre 2011. Stagnante potrebbe risultare la crescita in Italia dopo lo 0,3% t/t registrato nei mesi estivi, sulla scia di un rallentamento degli investimenti in macchinari e attrezzature (quest’ultimo anticipato dai dati sulla produzione industriale) e di una domanda per consumi quasi ferma. La stima per l’area euro dovrebbe mostrare una crescita dello 0,3% t/t come nel trimestre estivo. In ogni caso, il PIL area euro potrebbe tornare ad accelerare sensibilmente a inizio 2011.
– Germania. L’indice Zew sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca potrebbe crescere ancora a febbraio, a 19 da 15,4. Più contenuto dovrebbe risultare il miglioramento della valutazione sulla condizione corrente (già vicina ai massimi storici), a quota 83 da 82,8 di gennaio. Il calo degli indici di rischio sul debito sovrano e il buon andamento dei mercati azionari dovrebbero aver contribuito al miglioramento del morale.
Stati Uniti
– L’indice Empire della NY Fed a febbraio dovrebbe proseguire sul trend verso l’alto, ma con una significativa accelerazione, salendo a 21 da 11,9 di gennaio. L’Empire ha visto aprirsi un inusuale gap con l’ISM, serie molto meno volatile non soggetta a revisioni: sulla base dell’ultimo dato ISM (60,8 a gennaio, in aumento da 58,5 di dicembre), l’Empire sarebbe previsto a 30,8. Inoltre, l’indagine di dicembre rilevava ampi aumenti delle componenti, molto più di quanto sia emerso invece dall’indice di attività, aumentato di soli 2 punti a gennaio. Un elemento di incertezza sull’indagine deriva dal clima che nel periodo di rilevazione è stato straordinariamente avverso su gran parte del centro e del nord-est.
– I prezzi all’import a gennaio sono previsti in aumento dello 0,6% m/m, dopo +1,1% m/m. Gran parte dell’aumento sarà ancora spiegato dal rialzo dei prezzi del petrolio, ma in misura più contenuta rispetto a dicembre. I prezzi al netto del petrolio dovrebbero registrare una dinamica più sostenuta, spinti dai prezzi degli alimentari.
– Le vendite al dettaglio di gennaio dovrebbero crescere dello 0,4% m/m, dopo 5 mesi di aumenti molto forti (media +0,8%). Il dato di gennaio risentirà di alcuni effetti temporanei: le vendite di auto sono state poco variate, ma dovrebbero riprendere a crescere nei prossimi mesi e il clima particolarmente avverso dovrebbe avere frenato la spesa nella parte centrale del mese. Questo è evidenziato da una dinamica debole degli indici delle vendite settimanali. Al netto delle auto, le vendite dovrebbero aumentare dello 0,3% m/m. Le vendite di benzina dovrebbero registrare un aumento più ampio di quanto visto a dicembre, con un ampio effetto prezzo. Al netto di benzina, auto e materiali da costruzione, le vendite dovrebbero registrare un calo di 0,1% m/m.
– L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dall’indagine NAHB dovrebbe rimanere stabile a 16 a febbraio, sul livello dei tre mesi precedenti.
Ieri sui mercati
L’Italia ha collocato 3,5 miliardi di BTP quinquennali a un rendimento di 3,77% (10pb sopra il livello di un mese fa) e 2,7 miliardi di trentennali al 5,51% (+71pb rispetto al settembre 2010); la domanda è stata discreta, pari a 1,40x l’offerta sul quinquennale e a 2,06x l’offerta sul trentennale. Spread in generale rialzo sui Periferici, in particolare Grecia, Portogallo e Spagna. Rendimenti pressoché stabili sulla curva tedesca. La liquidità abbondante sta facendo nuovamente calare i tassi Euribor (1 mese: 0,911%, 3 mesi: 1,091%) e l’Eonia (0,827%). Dollaro in ripresa su euro (1,347), sterlina (1,601) e yen (83,6).
Area Euro
La produzione industriale nell’area euro è calata di un decimo a dicembre dopo essere cresciuta di quasi un punto percentuale e mezzo il mese precedente. In ogni caso l’output nell’ultimo trimestre del 2010 (trainato dagli incrementi di ottobre e novembre) ha accelerato a 1,7% da 1,1% t/t dei mesi estivi. Sull’anno la produzione corretta per i giorni lavorativi ha accelerato a 8% da un precedente 7,9% a/a.
Secondo fonti europee, i Ministri dell’Eurozona hanno scelto il belga Peter Praet per sostituire Gertrude Tumpel-Gugerell (il cui mandato scade il 31 maggio) nel Comitato Esecutivo della BCE (l’altra candidata era la slovacca Kohutikova). La decisione sarà formalizzata nella riunione Ecofin.
In un’intervista al Wall Street Journal il governatore della Banca d’Austria Nowotny (BCE) ha dichiarato che la Banca centrale non sta assolutamente diventando più “morbida” sull’inflazione. Nowotny ha aggiunto che i membri del Board sono preoccupati per l’aumento delle aspettative inflazionistiche registrato dall’ultima Survey of Professional Forecasters, e bisognerà valutare se tale aumento è temporaneo o permanente. Infine, secondo Nowotny è un’ipotesi assolutamente irrealistica che la BCE possa vendere i titoli acquistati nel quadro dell’SMP al fondo di salvataggio europeo.
L’Eurogruppo ha fissato in 500 miliardi la dimensione effettiva dell’ESM (European Stabilization Mechanism) che rimpiazzerà da metà 2013 l’attuale regime transitorio di gestione delle crisi. Juncker ha ammesso che si sono discusse ‘varie misure’ per rinforzare l’EFSF, ma che la riforma dell’EFSF fa parte di un pacchetto complessivo sul quale dovrà essere raggiunto l’accordo: “nulla sarà deciso finché tutto sarà deciso”.
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa con un voto unanime per condizioni di politica monetaria invariate. Nella valutazione dello scenario economico, la Banca centrale sottolinea il miglioramento congiunturale in corso, in parte trainato dall’accelerazione della domanda estera.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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