Da seguire: Area euro: – A febbraio, l’indicatore sulla fiducia dei consumatori elaborato dalla Commissione Europea potrebbe rimanere stabile a quota -11. Negli ultimi 15 mesi si è registrata una marcata divergenza tra Paesi periferici e core (molto più evidente rispetto alle altre sottocomponenti dell’indagine). L’indicatore …
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varia da quota 9 in Germania a -72 in Grecia e -49 in Portogallo; tale trend è destinato a proseguire anche nei prossimi mesi. In ogni caso, il livello della fiducia per l’intera Eurozona è coerente con un ulteriore miglioramento dei consumi delle famiglie, oltre a quello (a dire il vero assai modesto) visto sinora.
– Aste – La Spagna riapre due obbligazioni a lungo termine (la 4,85% 10/2020 e la 4,20% 01/2037) per 3,0-4,0 miliardi di euro. In Francia, riapertura per 3 BTAN con scadenze comprese fra il 2013 e il 2016 per un ammontare obiettivo di 7,0-8,5 mld. La Slovacchia potrebbe oggi collocare attraverso sindacato un’altra tranche del suo 3,50% 24/02/2016, che sul secondario viene quotato a circa 85pb sopra swap (spread con il Bund: 130pb).
Stati Uniti
– Il CPI a gennaio dovrebbe registrare un altro ampio aumento per l’indice headline, +0,3% m/m da 0,4% m/m in dicembre (dato rivisto al ribasso di un decimo). L’indice core dovrebbe aumentare di +0,1% m/m, con rischi verso l’alto. Sull’indice headline peseranno ancora gli aumenti dell’energia, con incrementi della benzina più contenuti che a dicembre, ma con una dinamica più forte del gas. Attesa un’accelerazione dei prezzi degli alimentari. L’indice core dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m della componente abitazione, ancora sulla scia di aumenti in ripresa degli affitti e di una modesta dinamica positiva degli affitti figurativi. Più sostenuti istruzione e sanità, ancora debole l’abbigliamento.
– L’indice della Philadelphia Fed a febbraio è previsto in aumento a 24, da 19,3 di gennaio. Per l’indagine della Philadelphia Fed vale la stessa valutazione relativa all’Empire. Ha continuato ad ampliarsi un anomalo differenziale con l’ISM, e lo spaccato dell’indagine a gennaio è stato molto più positivo di quanto non fosse l’indice di attività. Pertanto, prevediamo un ampio rimbalzo per febbraio.
Ieri sui mercati
Il Portogallo ha collocato un miliardo di BT con scadenza 17/02/2012 a un rendimento medio di 3,987%, 28pb più elevato rispetto all’asta del 2 febbraio. Modestissimo, invece, l’ammontare di obbligazioni rimborsate attraverso l’operazione di buy-back: appena 215 milioni su un totale in essere di 9,5 miliardi, di cui 190 milioni sulla OT 3,2% 04/2011. Se l’obiettivo era quello di dimostrare che gli investitori non sono soverchiamente preoccupati dalla capacità del paese di far fronte alle scadenze di aprile e giugno, dovrebbe essere stato raggiunto; tuttavia, gli spread sul secondario non ne hanno tratto beneficio e sono rimasti quasi stabili a 423pb sulla scadenza decennale. La Germania ha piazzato 3,37 miliardi del 2,5% 01/2021 a un rendimento medio di 3,28%; la quota dell’emissione trattenuta dalla Bundesbank è stata bassa (15,7%). Rendimenti in netto calo su tutta la curva. Quotazioni del Brent Crude sempre sostenute dalle turbolenze politiche in Medio Oriente ($104,1 sulla scadenza di aprile, ben 19 dollari sopra il contratto americano equivalente sul Light Crude). Chiusura in rialzo per i principali indici azionari mondiali.
Area euro
Spagna. La seconda lettura sulla crescita del PIL nel 4° trimestre 2010 ha confermato la stima preliminare di 0,2% t/t dopo la stagnazione dei tre mesi estivi. Su base annua la crescita ha accelerato a 0,6% da un precedente 0,2%.
Stati Uniti
I cantieri a gennaio sono aumentati più di quanto atteso, salendo a 596 mila da 520 mila (rivisto da 529 mila) di dicembre e toccando il livello più alto da settembre 2010. Le licenze sono calate a 562 mila da 627 mila di dicembre (-10,4% m/m), con un calo del 23,8% m/m delle unità multifamiliari e del 4,8% delle unità mono-familiari.
Il PPI a gennaio registra un aumento di 0,8% m/m, mentre l’aggregato core balza di +0,5% m/m (contro attese di +0,2% m/m). Il trend dell’inflazione per il PPI aggregato rimane verso l’alto, mentre per l’indice core l’accelerazione di gennaio non dovrebbe essere permanente.
La produzione industriale a gennaio cala di -0,1% m/m, dopo 1,2% m/m a dicembre (rivisto da 0,8% m/m). L’output nel settore Manifatturiero è in crescita di 0,3% m/m, con un ampio incremento nel segmento Auto (+3,2% m/m); la dinamica positiva è diffusa a tutto il settore e il dato di dicembre è stato rivisto ampiamente verso l’alto a +0,9% m/m. Le indicazioni delle indagini restano coerenti con una dinamica espansiva dell’output nel settore Manifatturiero nei prossimi mesi.
I verbali della riunione del FOMC del 24-25 gennaio mostrano un modesto aumento di ottimismo sullo scenario macroeconomico, ma non modificano le prospettive della politica monetaria. Si confermano la distribuzione di opinioni già emersa con i discorsi recenti e la previsione di mantenimento della politica monetaria attuale nei prossimi trimestri, con la conclusione del programma di acquisti. Il dibattito si farà più acceso nella parte centrale dell’anno quando potrebbe essere ridiscussa la politica di reinvestimento dei rimborsi e delle scadenze.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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