Da seguire: Area euro: – Francia. Sia sulla misura nazionale, che sull’armonizzato, i prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,2% m/m ad ottobre, dopo lo 0,1% m/m del mese precedente. Il dato sarebbe coerente ….
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con un’inflazione ferma all’1,6% a/a sulla misura nazionale e all’1,8% a/a sull’armonizzato. L’incremento dei prezzi sarebbe dovuto principalmente ai rincari nel comparto energia, mentre al netto delle componenti più volatili i prezzi dovrebbero rimanere stabili sul mese per un’inflazione core ferma allo 0,8% a/a. Per i prossimi mesi l’inflazione headline è vista circa stabile fino a febbraio-marzo 2011, quando potrebbe tornare a calare.
– Aste – Offerta di carta a breve termine da parte di Francia (6 miliardi), Germania (2 miliardi) e Olanda.
I market mover della settimana
Nell’area euro si apre la tornata di indagini congiunturali relative al mese di dicembre (ZEW, IFO, PMI e INSEE), che si confermeranno su livelli ampiamente espansivi. La produzione industriale nell’area euro rimbalzerà ad ottobre dopo il calo di settembre, anche se il recupero è dovuto interamente alla Germania. I dati di CPI in Francia e nell’area euro, in generale, dovrebbero mostrare una stabilità dell’inflazione sia headline che core. Tra giovedì e venerdì si riunisce anche il Consiglio Europeo, che potrebbe assumere la decisione finale sul meccanismo di gestione delle crisi.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore Manifatturiero a dicembre dovrebbero essere coerenti con il proseguimento dell’espansione dell’attività. I dati di novembre dovrebbero confermare il trend positivo delle vendite, la stabilizzazione del CPI e una modesta ripresa del PPI, la crescita positiva della produzione industriale e l’assenza di trend nel settore delle costruzioni residenziali. La riunione del FOMC si dovrebbe concludere senza novità di rilievo.
Venerdì sui mercati
Nuovi massimi per i rendimenti dei titoli di stato americani, che sono cresciuti da un minimo di 1 a un massimo di 11pb. Sulla scadenza decennale si è arrivati ormai al 3,35%, un livello ben 95pb sopra il minimo di ottobre. In moderato rialzo sono stati anche i tassi impliciti nei futures sull’eurodollaro. Dopo gli annunci di politica monetaria e fiscale, il mercato ha iniziato a incorporare uno scenario più favorevole di crescita economica nel 2011. Moderato riallargamento degli spread sovrani nella zona euro, che però ha interessato soltanto marginalmente il debito italiano. L’asta BOT si è chiusa con rendimenti in sensibile rialzo rispetto a un mese fa (2,01% contro 1,778%), ma anche con segnali di domanda abbastanza robusta (2x l’offerta). Marginale arretramento del cambio euro/dollaro, scambiato venerdì fra 1,3177 e 1,3282 e oggi oscillante intorno a 1,32; il dollaro è vicino ai massimi del mese contro yen (84,1).
Area euro
Italia. La produzione industriale ha deluso le attese, calando di -0,1% m/m ad ottobre dopo il crollo (-2,1% m/m) di settembre. La crescita annua ha rallentato al 2,9% dal 4,4% a/a. Il calo nel mese ha riguardato tutti i comparti, eccezion fatta per energia (+2,3% m/m) e beni intermedi (+0,6% m/m). Sulla base di questo dato, vi è un concreto rischio di crescita-zero del PIL nel 4° trimestre dell’anno, ma l’economia potrebbe tornare a crescere a inizio 2011.
Italia. La lettura definitiva sulla crescita del PIL nel 3° trimestre ha visto una revisione al rialzo di un decimo della crescita sia congiunturale (a 0,3% t/t, comunque in rallentamento dallo 0,5% t/t del trimestre primaverile), che tendenziale (a 1,1%, da 1,3% a/a precedente). La sorpresa del dettaglio è stata una migliore tenuta degli investimenti. Stupisce in positivo anche l’export (+2,8% t/t), ma a sorpresa il commercio con l’estero contribuisce negativamente (-0,6% t/t, specularmente rispetto al contributo positivo del trimestre precedente) a causa di un’impennata dell’import (+4,7% t/t, massimo da fine ’99). Lievemente migliori del previsto anche i consumi (+0,3% t/t). Infine, la spesa pubblica è scesa a sorpresa di -0,2% t/t. In sintesi, la revisione al rialzo del PIL e il dettaglio delle componenti è per certi versi confortante. Tuttavia, sulla base dei dati di produzione industriale è probabile che nel 4° trimestre si sia verificata una sostanziale stagnazione dell’attività economica, che non sposta la crescita da noi stimata per il 2010 (1%) ma introduce qualche elemento di rischio sul 2011.
In Francia, il ministro delle finanze ha stimato la crescita 2010 a 1,6%, affermando che 1,7% “sarebbe una sorpresa”; per il 2011, confermata la proiezione di 2,0%, ben 0,5 punti sopra la media del consenso e 0,4 punti sopra la previsione della Commissione Europea.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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