Flash: BCE Continuano ad arrivare commenti dai membri del Consiglio BCE

Da seguire: Nessun dato di rilievo in agenda oggi. Ieri sui mercati: La giornata di oggi è ancora scarna in termini di informazioni macro, a parte i dati sul mercato del lavoro inglese che dovrebbero essere positivi e mostrare un ulteriore calo dei disoccupati a maggio. Maggiori..


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informazioni sull’evoluzione congiunturale sono in arrivo domani con le vendite al dettaglio USA di maggio e la produzione industriale dell’area euro. Ieri le chiusure dei mercati azionari sono state poco variate negli USA, in modesto rialzo in Europa e in Giappone. L’intonazione di fondo resta positiva, con i principali indici che rimangono non lontani dai massimi toccati nelle precedenti giornate. Politiche monetarie accomodanti, nuove operazioni straordinarie societarie e dati macro generalmente positivi restano i driver fondamentali per il sostegno ai mercati. Il debito sovrano dell’area euro ha stornato ieri, in particolare nei paesi periferici. Lo spread BTP-Bund risale di 4pb e si riporta in area 137pb. Le vendite sul debito domestico sono anche probabilmente appesantite dalla tornata di aste di metà mese: dopo l’annuncio di offerta nell’asta di giovedì tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di titoli, incluso un nuovo titolo di riferimento a 7 anni, il mercato attende oggi l’offerta di 6,5 miliardi di BOT a 12 mesi, contro 7 in scadenza.

Area Euro

BCE Continuano ad arrivare commenti dai membri del Consiglio BCE. Liikanen (Finlandia) ha indicato che le misure adottate dalla BCE alla riunione di giugno dovrebbero influire direttamente sul canale di trasmissione della politica monetaria. Makuch (Slovacchia) ha indicato che vi è spazio per ulteriori ritocchi al corridoio di oscillazione dei tassi BCE e che in ogni caso i tassi resteranno bassi per un periodo esteso di tempo. Coeure (Board BCE)  ha indicato che la ripresa rimane assai fragile ma che la BCE non è più in una situazione di emergenza e che a questo punto può solo annunciare un programma di acquisto di ABS.

Francia. La produzione industriale aumenta secondo le attese di 0,3% ad aprile da -0,4% m/m (rivisto al rialzo da -0,7% m/m). Nonostante l’esiguità del miglioramento, è l’aumento più forte da novembre scorso. Il comparto manifatturiero avanza di 0,3% m/m da -0,4% m/m, mentre la produzione di energia rimbalza a +0,8% m/m da -0,8% m/m di marzo. La variazione annua peggiora a -2,0% da -0,5%. Il dato di aprile lascia la produzione industriale in rotta per una semi stagnazione (+0,1% t/t) nel secondo trimestre dopo essere calata di -0,4% t/t a marzo. Continua a deludere il settore industriale francese, con le indagini di fiducia che suggeriscono una prosecuzione di questa semi stagnazione per i prossimi mesi, con un contribuito che ci attendiamo assai scarso alla formazione del PIL.

Italia. Dopo il calo a sorpresa di marzo (di -0,4% m/m, dato rivisto al rialzo di un decimo rispetto alla stima del mese scorso), la produzione industriale è rimbalzata più del previsto ad aprile, di 0,7% m/m. E’ il primo rialzo mensile dopo quello di gennaio. Su base annua, l’output in termini grezzi è rallentato a 0,1%, ma è salito a 1,6% se corretto per gli effetti di calendario. Si tratta del dato migliore da quasi tre anni. In sintesi, il dato è confortante e ricompone in parte la “frattura” che si era creata nei mesi di febbraio e marzo tra andamento della fiducia delle imprese manifatturiere in miglioramento e produzione industriale in caduta. Il fatto che sia i macro settori che i comparti industriali si siano mossi nella maggior parte dei casi specularmente rispetto al mese precedente segnala che il bimestre marzo-aprile può essere stato viziato da effetti “anomali” delle procedure di destagionalizzazione probabilmente legati a una Pasqua particolarmente alta. La tendenza su base annua resta in miglioramento, sia pur molto lento. In ogni caso, il quadro per settore resta molto differenziato, il che conferma come la ripresa non sia ancora diffusa e resti perciò fragile.

Italia. Il PIL è stato confermato in calo di -0,1% t/t nel 1° trimestre (dopo il +0,1% t/t di fine 2013) e di -0,5% a/a (da -0,9% precedente). La flessione, che aveva largamente sorpreso gli economisti, è il risultato del contributo negativo di: 1) scorte (-0,2% t/t, dopo il già notevole -0,4% di fine 2013); 2) costruzioni (-0,1% t/t); 3) investimenti in mezzi di trasporto (la cui correzione, di -7,7% t/t dopo il balzo “anomalo” di +14,1% precedente, implica un contributo negativo al PIL di un altro -0,1% t/t). Viceversa, un contributo positivo viene da: 1) scambi con l’estero (+0,2% t/t, grazie a una crescita di 0,8% dell’export contro lo 0,3% t/t dell’import); 2) spesa pubblica (+0,1% t/t). In sintesi, il contributo negativo da scorte e mezzi di trasporto potrebbe quantomeno azzerarsi nel trimestre in corso, quando la domanda domestica per consumi e investimenti è attesa accentuare i segnali di ripresa visti a inizio anno. Ciò è coerente con rimbalzo significativo dell’attività economica, che potrebbe anche arrivare in area 0,3/0,4% t/t.

Stati Uniti

L’indagine di fiducia delle piccole imprese condotta dalla National Federation of Independent Business dà indicazioni positive sull’attività corrente e attesa. L’indice di ottimismo segna il 4° incremento consecutivo, salendo a 96,6 a maggio (massimo da settembre 2007), da 94,2 di aprile. Anche lo spaccato dell’indagine è generalmente positivo. Tutte le componenti dell’indagine sono su livelli espansivi, anche se al di sotto di quelli tipicamente associati con il picco dei cicli del passato. Il trend è in aumento e dà supporto alla previsione di consolidamento della ripresa. 


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