Da seguire: In Cina, il PMI dei servizi è al massimo degli ultimi 15 mesi: 53,1, contro 50,7 in maggio. La tornata di giugno dei PMI ha finora evidenziato a livello globale un rafforzamento dell’attività economica, anche per il contributo degli indici dei paesi emergenti….
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- Secondo Reuters, Ucraina, Russia e i separatisti sono più vicini a concordare una tregua stabile e duratura.
Area Euro
- BCE. La riunione di giugno dovrebbe essere di natura prevalentemente tecnica: la BCE fornirà maggiori dettagli sulle operazioni di rifinanziamento a quattro anni (TLTRO), la prima delle quali si terrà a settembre. Nella conferenza stampa, Draghi manterrà toni ancora ampiamente accomodanti e confermerà la disponibilità ad adottare altre misure in caso di sorprese verso il basso rispetto alle ultime stime di crescita e inflazione dello staff. Nulla negli ultimi dati giustificherebbe toni più ottimistici. Vediamo come probabile l’annuncio di un programma di acquisto di ABS di qui a fine anno, ma pensiamo che la probabilità di un QE sia ancora bassa in parte date le divisioni interne al Consiglio.
- L’indice PMI composito area euro dovrebbe essere confermato in calo a 52,8 da un precedente 53,5 sulla scia di un calo dell’indice per i servizi di quattro decimi a 52,8. Nonostante il calo di maggio e giugno l’indice PMI composito nel 2° trimestre si è aggirato in media al di sopra del livello dei primi tre mesi dell’anno. Rimaniamo, quindi, dell’idea che la ripresa nell’Eurozona procederà in linea con le nostre stime (0,3%-0,4% t/t nella seconda metà di quest’anno). Tuttavia un ulteriore calo dei PMI e indici di fiducia a luglio solleverebbe preoccupazioni sulla velocità della ripresa.
- Area euro. Le vendite al dettaglio potrebbero aumentare per il quinto mese consecutivo a maggio, pur rallentando a 0,2% dopo lo 0,4% m/m di aprile. Come per il mese precedente, le vendite sono calate in Germania e aumentate in Francia. Se confermato, il dato lascerebbe le vendite in rotta per un incremento di 0,7% t/t nel trimestre primaverile, stabile rispetto ai tre mesi invernali e coerente con una spesa per consumi di contabilità nazionale in area 0,1-0,2% t/t.
Stati Uniti
- L’employment report a giugno dovrebbe dare ancora una volta informazioni positive per l’aggiustamento del mercato del lavoro. I nuovi occupati non agricoli sono previsti in aumento di +230 mila, dopo +217 mila a maggio. Il tasso di disoccupazione dovrebbe calare a 6,2% dopo due mesi di stabilità a 6,3%. La forza lavoro dovrebbe aumentare anche a giugno, per il terzo mese consecutivo, ma a un ritmo più contenuto rispetto a quello dei nuovi occupati, determinando il calo previsto per il tasso di disoccupazione. Con un tasso di partecipazione a 62,9% (da 62,8% di maggio) e una crescita di occupati pari a 230 mila al mese (media ultimi 3 mesi: 234 mila), il tasso di disoccupazione toccherebbe il 5,8% a dicembre 2014. I salari orari sono previsti in aumento di 0,2% m/m, come a maggio. I dati dovrebbero dare supporto alla previsione di un tasso di disoccupazione già sotto il 6% entro fine 2014: il FOMC prevede per ora il tasso di disoccupazione fra il 6 e il 6,1% a dicembre 2014, e stima il tasso di più lungo termine fra 5,2 e 5,5%. Sarà importante vedere se la dinamica salariale mantiene il recente ritmo di 0,2% m/m, o se accelera: il FOMC ritiene un po’ di inflazione salariale necessaria per indicare la riduzione strutturale delle risorse inutilizzate. Prevediamo che il ritmo di aumenti dei salari si porti su un graduale trend verso l’alto nella seconda metà del 2014.
- Il deficit della bilancia commerciale a maggio dovrebbe ridursi a 45 mld di dollari, da 47,2 mld di aprile. I prezzi di importazioni ed esportazioni sono stati moderati a maggio, con incrementi di 0,1% m/m. Le importazioni dovrebbero vedere però un significativo contributo dal petrolio, il cui prezzo è salito di 1,1% m/m, mentre gli alimentari hanno visto un calo di -0,8% m/m. Ad aprile, il forte aumento dell’import (+1,2% m/m) si è accompagnato a una debolezza dell’export (-0,2% m/m). A maggio le esportazioni dovrebbero riprendersi, e le importazioni, pur restando in crescita, dovrebbero vedere una dinamica più contenuta. Vista la necessità delle imprese americane di ricostituire le scorte e di alimentare l’ampio rimbalzo dell’attività dopo la contrazione invernale, è probabile che il canale estero dia un ampio contributo negativo alla crescita nel 2° trimestre.
- L’ISM del settore non manifatturiero a giugno dovrebbe aumentare a 56,8 da 56,3 di maggio, dopo tre rialzi consecutivi. L’indagine a maggio è stata ampiamente positiva, con aumenti di occupazione e ordini. A giugno si dovrebbe vedere una stabilizzazione del ritmo di espansione: l’indice di attività è sui massimi da dicembre 2010 e le imprese riportavano prospettive di crescita solida.
Ieri sui mercati
Anche la Fed si è espressa ieri a favore di una separazione di ruoli fra gestione dei tassi ufficiali e strumenti macro-prudenziali, come già la Banca d’Inghilterra e la BCE. Gli strumenti ‘ordinari’ rimangono focalizzati sugli obiettivi macroeconomici della stabilità dei prezzi e della piena occupazione. Proprio su questo fronte, i dati ADP di ieri hanno indotto a una rivalutazione delle aspettative sui tassi: la curva UST si è mossa al rialzo di 4pb sulla scadenza quinquennale e di 6pb su quelle più lunghe; in rialzo anche i tassi impliciti nei futures e il dollaro. I mercati europei hanno seguito quello americano, almeno sulle scadenze medie e lunghe: i rendimenti del Bund sono saliti di 1-3pb, quelli dei BTP di 4-5pb.
A parte il modesto rafforzamento del dollaro (0,2-0,3% come cambio effettivo), da segnalare il netto movimento correttivo del dollaro australiano, che ha riassorbito tutti i guadagni di fine giugno.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a giugno sorprende verso l’alto con una variazione di 281 mila posti, dopo +205 mila a maggio. Manteniamo la previsione che l’employment report di giugno mostri 230 mila nuovi posti totali, e 225 mila posti nel settore privato.
In un discorso su politiche monetarie e stabilità finanziaria al FMI, J. Yellen ha detto che l’obiettivo della stabilità finanziaria è un complemento del mandato duale della Fed su piena occupazione e inflazione al 2%. Tuttavia secondo Yellen la stabilità finanziaria non può avere lo status di obiettivo in sé: la politica monetaria e la determinazione dei tassi ufficiali non possono essere determinati per difendere la stabilità finanziaria. Il discorso di Yellen segnala che la posizione della Fed sui rischi finanziari sistemici ancora una volta consiste al massimo in un monitoraggio verbale, e si astiene dall’introduzione di misure attive, anche nel campo delle politiche macro-prudenziali considerate efficaci per il controllo della stabilità finanziaria.
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