Da seguire: Area Euro: Francia. L’indice di fiducia dei consumatori a giugno ha segnato un lieve miglioramento a 86 (in linea con le nostre attese, ma sopra il…
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consenso che prevedeva un dato invariato), dopo essere rimasto stabile nei due mesi precedenti. Il morale dei consumatori rimane comunque piuttosto depresso e al di sotto della media di lungo periodo (100).
Stati Uniti
- La spesa personale a maggio è prevista in aumento di 0,4% m/m. Le vendite al dettaglio nel mese hanno deluso, registrando un aumento di solo +0,3% m/m, e al netto delle auto di un modesto 0,1% m/m, nonostante informazioni solide dai dati dei concessionari. E’ possibile che i dati di maggio vengano rivisti verso l’alto. Nel frattempo, comunque, anche la stima dei consumi dovrebbe essere in aumento moderato in termini reali e ancora concentrata sul comparto dei servizi. Il reddito personale è atteso in rialzo di 0,4% m/m (3,6% a/a), sulla base dell’aumento delle ore lavorate e dei salari rilevati con l’employment report. Il tasso di risparmio dovrebbe essere stabile al 4%. Il deflatore dei consumi dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,7% a/a). L’indice core dovrebbe segnare una variazione di 0,2% m/m (1,5% a/a) per il terzo mese consecutivo. I prezzi sembrano avere ritrovato un trend verso l’alto, in linea anche con le indicazioni delle indagini che mostrano un graduale aumento del pricing power delle imprese.
Ieri sui mercati
I mercati americani hanno digerito con relativa leggerezza i pessimi dati del PIL USA del 1° trimestre (v. sotto), e hanno chiuso in positivo con una ripresa sostenuta da informazioni solide dal PMI dei servizi di giugno. In Europa invece il peso dei dati americani e le tensioni geopolitiche hanno prevalso, lasciando sul terreno una scia di correzioni. Sui mercati obbligazionari la reazione è stata analoga: riduzione più marcata dei rendimenti in Europa, dove pesano anche informazioni generalmente deboli delle indagini congiunturali, negli USA, riduzione più contenuta dei rendimenti in chiusura, dopo una discreta volatilità infra-giornaliera. I dati del PIL USA hanno anche alimentato un indebolimento del dollaro, con l’euro e lo yen in moderato rafforzamento. I mercati guarderanno oggi i dati dei consumi e dell’inflazione americani di maggio per avere maggiori informazioni sul probabile rimbalzo del PIL nel 2° trimestre, ma il tono generale resterà cauto per via della turbolenza in Iraq e in Ucraina.
Area Euro
BCE – Weidmann ha indicato che l’area euro non è in una spirale deflazionistica e che i tassi non dovrebbero rimanere bassi troppo a lungo. I toni di Weidmann come sempre sono meno accomodanti di quelli di altri membri del Consiglio, ultimo Nowotny (Austria), che si è detto preoccupato della deflazione.
Italia. Correzione “fisiologica” per la fiducia dei consumatori a giugno (e segnali di moderato ottimismo dai dati sulle vendite al dettaglio di aprile). La fiducia dei consumatori è tornata a calare a giugno, a 105,7 da 106,2 di maggio. La flessione non ci stupisce in quanto, in controtendenza rispetto al consenso, ci attendevamo una correzione “fisiologica” dopo l’impennata vista tra marzo e maggio, che aveva portato l’indice ai massimi da oltre quattro anni. Il livello resta comunque superiore alla media di lungo termine (103,9). In sintesi, la correzione di giugno della fiducia dei consumatori è “fisiologica” e a nostro avviso non cambia il trend di ripresa del morale delle famiglie, coerente con un recupero della spesa per consumi. Anche i dati sulle vendite al dettaglio di aprile (+0,4% m/m: massimo dal gennaio del 2012; +2,6% a/a: record da tre anni), sebbene viziati dalla Pasqua nel mese, introducono qualche elemento di maggiore ottimismo sulle prospettive per i consumi. Occorrerà aspettare i dati di maggio e giugno per quantificare quanto abbia contato l’effetto-Pasqua sui numeri di aprile, e soprattutto verificare l’eventuale impatto del bonus Irpef sulla spesa delle famiglie.
Stati Uniti
La revisione finale del PIL del 1° trimestre è molto più negativa delle attese: il PIL si contrae di -2,9% t/t ann. (consenso: -1,8% t/t ann.), un netto peggioramento rispetto alla seconda stima che vedeva un calo di -1% t/t ann. Come atteso, gran parte della revisione è da attribuire ai consumi delle famiglie: il contributo dei consumi alla crescita cala così a 0,7pp da 2,1pp della seconda stima. Il rallentamento della dinamica dei consumi rispetto a quanto visto nel 4° trimestre 2013 (+3,3% t/t ann.) dovrebbe essere in gran parte transitorio: sui servizi pesa un aggiustamento concentrato nel settore della sanità legato probabilmente all’entrata in vigore della riforma sanitaria, i beni dovrebbero essere stati frenati dagli effetti del maltempo. L’altra voce negativa per la nuova stima è il canale estero: le esportazioni sono riviste verso il basso (a -8,9% t/t ann. da -6% t/t ann.) e le importazioni verso l’alto ( a +1,8% t/t ann. da +0,7% t/t ann.), con un contributo alla crescita che passa da -1pp a -1,5pp). Per quanto riguarda gli investimenti fissi delle imprese, si registra invece una modesta revisione verso l’alto (a -1,8% t/t ann., da -2,3% t/t ann.). Anche gli investimenti residenziali sono rivisti verso l’alto a -4,2% t/t ann. da -5% t/t ann. I dati determinano un’ampia revisione verso il basso alla crescita annua per il 2014, ma manteniamo la previsione di espansione solida dal 2° trimestre in poi, intorno al 3,7% t/t ann. nel 2° trimestre vicina a 3,2% t/ ann. nel 3° e nel 4° trimestre.
Gli ordini di beni durevoli a maggio sorprendono verso il basso, con una contrazione di -1% m/m (consenso: 0); al netto dei trasporti gli ordino calano di -0,1% m/m. I dati sono in realtà meno negativi di quanto appaia dall’aggregato totale. Come atteso, gran parte della debolezza negli ordini di maggio è dovuta a un’ampia contrazione della difesa, che segue tre mesi di crescita a 2 cifre, ed è concentrata nel comparto dell’aeronautica. Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e aerei sono in aumento di 0,7% m/m, e danno indicazioni positive per l’andamento degli investimenti nel 3° trimestre. Anche le consegne di beni capitali al netto di difesa e aerei sono in crescita (+0,4% m/m) e insieme ai dati dei mesi precedenti segnalano un probabile ritorno a crescita positiva degli investimenti fissi delle imprese nel 2° trimestre dopo la contrazione vista nel 1° trimestre.
I dati solidi del PMI flash dei servizi e del PMI composito di giugno controbilanciano la negatività della revisione del PIL del 1° trimestre. Il PMI dei servizi sale a 61,1 da 58,4 di maggio, e l’indice composito aumenta a 61,2 da 58,1 di maggio. Nell’indagine dei servizi, lo spaccato è omogeneamente positivo: l’occupazione aumenta a 55,4 da 53,1 e gli ordini a 61,6 da 58,7. I dati danno supporto alla previsione di un ampio rimbalzo della crescita nel 2° trimestre.
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