Flash: Cina. Il PIL è cresciuto di 7,7% a/a nel 2013.T4

Da seguire: Giappone. Il Primo Ministro Abe ha detto che entro l’anno annuncerà la decisione riguardo alla seconda tranche dell’aumento dell’imposta sui consumi, prendendo in considerazione le informazioni macroeconomiche relative al terzo trimestre…….


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La prima fase dell’aumento dell’imposta, dal 5% all’8%, sarà attuata ad aprile 2014; la seconda, prevista per ottobre 2015, dovrebbe portare l’aliquota da 8% a 10%. Abe ha sottolineato che la sostenibilità della ripresa è il primo obiettivo del governo; nel caso in cui i dati successivi all’attuazione del primo rialzo indicassero dubbi sul proseguimento della crescita, il secondo rialzo potrebbe essere posposto.

Cina. Il PIL è cresciuto di 7,7% a/a nel 2013.T4, contro il 7,8% del terzo trimestre. La variazione annua del PIL nel 2013 è stata indicata a 7,7%. La produzione industriale rallenta dal 10% a/a di novembre al 9,7% a/a dello scorso mese. In marginale rallentamento dal 13,7% al 13,6% a/a anche le vendite al dettaglio.

Area Euro

Germania. L’indice dei prezzi alla produzione dovrebbe essere invariato a dicembre, per una dinamica annua ancora in territorio negativo -0,6% dopo -0,8%. Le indicazioni dai PMI prezzi pagati suggeriscono una stabilizzazione sui livelli attuali nei prossimi mesi per effetto del cambio e delle minori pressioni dalla componente energia.

I market mover della settimana

Nell’area euro le prime indagini di fiducia dovrebbero confermare un quadro di graduale ripesa ciclica. L’indice PMI composito è atteso a 52,5 da un precedente 52,1, grazie a un miglioramento di mezzo punto dell’indice manifatturiero a 53,2 e di quattro decimi dell’indice per i servizi. Ci aspettiamo un modesto recupero dell’indice INSEE di fiducia presso le imprese francesi a 101 e dell’indice PMI francese a 48,3 da un precedente 47,8 un livello coerente con condizioni di business più depresse rispetto a quelle segnalate dall’indice nazionale. L’indice ZEW in Germania potrebbe fare una pausa dopo essere salito a 62 a dicembre, un massimo dal 2005. La fiducia delle famiglie è vista tornare alla media storica -13,3 da un precedente -13,6.

La settimana è scarna in termini di dati negli Stati Uniti. L’unico dato in uscita è quello delle vendite di case esistenti a dicembre, previste in modesto aumento dopo la correzione di novembre.

Venerdì sui mercati

I tassi sui titoli di stato americani hanno chiuso la settimana in moderato calo su tutte le scadenze. In flessione di 1-2pb anche i rendimenti del debito tedesco e francese, che consolidano il calo del giorno prima. I BTP hanno visto tassi invariati sulle scadenze corte, ma hanno seguito la tendenza generale sulle altre. Lo spread con il Bund decennale ha terminato la settimana senza variazioni significative, mentre quello con la Spagna ha chiuso la settimana in allargamento a -12pb. Moody’s ha alzato da Ba1 a Baa3 il rating dell’Irlanda, con outlook positivo.

Chiusura positiva per i listini azionari europei, dopo una giornata contrastata, mentre gli indici statunitensi hanno chiuso in moderato ribasso. Negativa anche la chiusura degli indici giapponesi.

Netto ribasso dell’euro contro dollaro, che venerdì sera era scambiato a 1,3525: si tratta del minimo da dicembre. L’euro è arretrato anche rispetto allo yen e alla sterlina, rispetto alla quale è scesa ai livelli di un anno fa. Si accentua la debolezza del rublo, che sta segnando minimi pluriennali contro dollaro. Accelera la discesa della lira turca, scambiata oggi a 2,2450 contro dollaro. Vicino ai minimi di periodo il peso messicano.

Area euro

Italia. La Banca d’Italia nel Bollettino economico trimestrale ha confermato la previsione di una crescita del PIL di 0,7% nell’anno in corso e ha indicato per l’anno prossimo un’accelerazione all’1%. Secondo la Banca d’Italia la ripresa è iniziata nel 4° trimestre dello scorso anno, che dovrebbe aver registrato una crescita “modesta”. Preoccupanti le previsioni sul tasso di disoccupazione, atteso aumentare al 12,8% quest’anno e al 12,9% l’anno prossimo. La Banca d’Italia ha anche rivisto al ribasso le previsioni di inflazione, dall’1,5% (sull’indice armonizzato) previsto a luglio all’attuale 1,1% (l’inflazione è vista poi salire solo lievemente nel 2015, all’1,4%);in ogni caso, anche la Banca d’Italia condivide la considerazione che il rischio deflazione resti modesto. Il Bollettino ricorda anche che gli investimenti esteri in titoli pubblici italiani sono tornati in positivo nei mesi più recenti (tra agosto e ottobre gli acquisti netti sono stati pari nel complesso a 1,5 miliardi e a 33,4 dall’inizio dell’anno).

Coeuré, membro del comitato esecutivo della BCE, ha indicato che le “facilities attualmente esistenti dovrebbero essere sufficienti a garantire un livello adeguato di liquidità”. La BCE deciderà in corso d’anno se il mercato monetario e, si specifica il mercato monetario, è in grado di smussare il salto di liquidità con operazioni settimanali o a tre mesi. Tali dichiarazioni fanno suppore che la BCE potrebbe non rinnovare le operazioni a medio lungo termine per far fronte alle esigenze di liquidità. Riguardo alla forward guidance, Coeuré ha indicato che “si sa troppo poco sui cambiamenti strutturali all’interno della zona euro e ciò aumenta l’incertezza sull’utilità di legare il corso futuro dei tassi di interesse a variabili di stato”.

Stati Uniti

I nuovi cantieri a dicembre calano a 999 mila da 1,027 mln di novembre (rivisto da 1,007 mln). Le licenze a dicembre calano a 986 mila, dopo 2 mesi sopra 1 milione (novembre a 1,1017 mln): i dati potrebbero essere temporaneamente frenati dal clima particolarmente rigido di dicembre. Le unità completate a dicembre calano a 744 mila, ma la media trimestrale è in solido aumento rispetto al 3° trimestre e dà indicazioni di un contributo significativo alla crescita del PIL del 4° trimestre.     

La produzione industriale a dicembre aumenta di 0,3% m/m, in linea con le attese di consenso; il dato di ottobre è rivisto marginalmente verso il basso a +1% m/mm da +1,1% m/m. Le indicazioni delle indagini sono coerenti con un’espansione più solida nel settore manifatturiero, che a dicembre e gennaio però potrebbe essere stata frenata da un clima particolarmente rigido. 

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a gennaio cala a 80,4 da 82,5 di dicembre, ritracciando solo una piccola parte del rialzo di 7,4 punti di dicembre.

Nel suo ultimo discorso pubblico da presidente della Fed, Bernanke ha detto che il maggior rischio  derivante dalle politiche ultra-espansive di questi anni è una possibile destabilizzazione del sistema finanziario, con la formazione di bolle. Tuttavia Bernanke ha anche sottolineato che al momento non ci sono segnali di potenziale instabilità.


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