– Cina. L’inflazione dei prezzi al consumo è salita a 2,3% in agosto da 2,1% in luglio, spinta al rialzo soprattutto dall’aumento….
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dei prezzi degli alimentari (+0,7 m/m), e in parte di affitti e utenze domestiche, nonché dei medicinali.
L’inflazione al netto di alimentari ed energia è salita a 2% dopo tre mesi all’1,9%, tornando sui livelli di aprile, mentre al netto dei soli alimentari è salita fino al 2,5% in agosto dal minimo del 2,1% in aprile.
L’inflazione dei prezzi alla produzione è invece scesa a 4,1% da 4,6% nel mese precedente.
– Cina. I dati di commercio estero sembrano ancora aver poco risentito delle sanzioni.
Nonostante la volatilità dei dati mensili, che hanno registrato un netto rallentamento delle esportazioni (+9,8% a/a in agosto da 12,2% a/a in luglio) e delle importazioni ( +20% a/a in agosto da + 27,3% in luglio) la media trimestrale registra una sostanziale stabilità delle esportazioni (+11,1% 3m a/a in agosto vs 11,8% 3m a/a sia in luglio sia in giugno) e un rallentamento delle importazioni (+20,3% 3m a/a in agosto da 22,4% 3m a/a in luglio), più marcato dall’Area Euro e dagli USA rispetto alle altre aree.
– Nessun altro evento di rilievo in agenda
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus dovrebbe essere sulla riunione BCE, che però dovrebbe rivelarsi del tutto interlocutoria.
Le nuove stime dello staff dovrebbero confermare lo scenario di espansione moderata e graduale aumento dei prezzi, con marginali revisioni al ribasso rispetto alle stime di crescita 2018-2019.
Sul fronte dei dati, l’indice ZEW sulle attese potrebbe ritracciare parte del forte aumento del mese precedente e calare a -20 da -13,7, data la correzione dell’azionario.
La produzione industriale a luglio dovrebbe recuperare parte del calo del mese precedente nell’eurozona e viceversa correggere dopo gli incrementi dei due mesi precedenti in Italia.
Le seconde stime dovrebbero confermare l’inflazione sulla misura armonizzata stabile in Germania (al 2,1%), in Francia (2,6%) ma in calo di un decimo in Italia all’1,7% e in Spagna al 2,2%.
La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti.
Il focus sarà sui prezzi di agosto: mentre il PPI e i prezzi all’import dovrebbero mostrare una dinamica moderata, il CPI dovrebbe mostrare una variazione di 0,3% m/m per l’indice headline e una compresa fra 0,2 e 0,3% m/m per quello core , confermando un trend positivo per l’inflazione mensile.
Sempre per agosto, la produzione industriale dovrebbe essere in rialzo solido; anche le vendite al dettaglio dovrebbero segnare un aumento soddisfacente, in parte però gonfiato dai prezzi.
Il Beige Book dovrebbe confermare il quadro di espansione diffusa e mercato del lavoro al pieno impiego.
Ieri sui mercati
Area euro Confermata la crescita di 0,4% t/t del PIL euro zona nei mesi primaverili (2,2% a/a).
Il ritmo di espansione su base congiunturale è invariato rispetto al 1° trimestre dell’anno ma più debole del ritmo medio del 2017 (0,7% t/t).
Il dettaglio mostra che la crescita continua ad essere trainata dalla domanda interna che ha fornito un apporto di 0,4% t/t grazie alla ri-accelerazione degli investimenti aziendali 1,2% t/t dopo il 0,5% t/t di inizio anno su cui avevano pesato effetti di calendario ed altri fattori one off (fine degli incentivi fiscali in Italia).
Altresì i consumi delle famiglie sono rallentati a 0,2% t/t da 0,5% t/t.
Le importazioni recuperano 0,6% t/t dopo -0,7% t/t ma le importazioni crescono a ritmo più sostenuto 1,1% t/t dopo -0,3% t/t, di riflesso il commercio estero ha pesato, per -0,2% t/t sulla dinamica trimestrale della crescita.
Nei prossimi trimestri ci aspettiamo una crescita tra 0,35% t/t e 0,4% t/t.
Il picco di questo ciclo è alle spalle e la crescita dovrebbe stabilizzarsi appena al di sopra del trend su base congiunturale (0,3% t/t).
La nostra stima media per il 2018 è del 2,0%mentre per il prossimo anno ci aspettiamo una crescita dell’1,7% ancora al di sopra del potenziale.
Italia. Le vendite al dettaglio in valore sono calate di un decimo a luglio, come già accaduto il mese precedente.
La variazione tendenziale è tornata in rosso, a -0,6% (-1,8% in volume) da +1,4% di giugno.
La flessione sia nel mese che sull’anno è dovuta ai non alimentari (-0,3% m/m, -1% a/a).
L’unica forma distributiva a salvarsi dal calo tendenziale è il commercio elettronico (+13,6%), oltre ai discount di alimentari (+3,3%) e alla grande distribuzione non specializzata a prevalenza non alimentare (+2,2%).
Gli unici gruppi di prodotti a mostrare un progresso su base annua sono elettrodomestici, radio, tv e registratori (+5,1%), dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+1,5%) e utensileria per la casa e ferramenta (+0,6%), mentre il settore maggiormente in rosso si conferma quello della cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,1%).
Le vendite sono in rotta per una variazione di +0,2% t/t in valore e -0,1% t/t in volume nel trimestre estivo, circa in linea con quanto registrato nei tre mesi precedenti.
Italia. Il ministro dell’economia ha nuovamente ribadito che non saranno superati i limiti delle regole fiscali e ha prospettato un dimezzamento già dal 2019 del divario di crescita fra Italia e resto dell’Eurozona, con un’accelerazione all’1,6% il prossimo anno.
Il programma di governo sarà attuato con molta gradualità, e in parte riassorbendo risorse già destinate ad altri programmi.
Stati Uniti. L’employment report ad agosto riporta un aumento di occupati non agricoli di 201 mila, dopo +147 mila di luglio (media a 3 mesi: 185 mila).
La dinamica occupazionale è, come sempre, diffusa fra settori, anche se si registra un’inusuale correzione nel manifatturiero (-3 mila): +23 mila nelle costruzioni, +6 mila nell’estrattivo, +173 mila nei servizi privati (particolarmente solida nei servizi sanitari, nei trasporti e nei servizi alle imprese.
Nel settore pubblico gli occupati calano per il secondo mese consecutivo (-3 mila).
Gli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie, una misura molto volatile, cala di 423 mila e la forza lavoro, altrettanto volatile, corregge di -469 mila. Il tasso di partecipazione scende a 62,7%, da 62,9% di luglio.
Il tasso di disoccupazione è stabile a 3,9%.
La misura della disoccupazione allargata individui scoraggiati e occupati part-time per motivi economici cala ancora a 7,4% da 7,5%.
Le ore lavorate crescono di 0,2 % m/m e puntano a un incremento della produzione industriale.
La vera notizia è l’accelerazione della dinamica salariale: i salari orari sono in rialzo di 0,4% m/m, con un balzo della variazione annua a 2,9% a/a, e un segnale di aumenti più solidi rispetto a quanto visto finora.
Nel complesso, i dati sono positivi e descrivono un mercato del lavoro in cui le risorse inutilizzate continuano a diminuire, anche se la dinamica salariale resta contenuta, nonostante l’accelerazione vista in estate.
In termini reali, i salari sono appena positivi su base annua.
Le informazioni sui salari e l’andamento di occupati e disoccupazione danno sostegno al mantenimento di un sentiero di rialzi dei tassi graduali da parte della Fed.
Il mercato del lavoro è “caldo”, ma non si sta (ancora) surriscaldando: perciò lo scenario di due rialzi nel resto del 2018 è per ora confermato.
Stati Uniti. Trump ha detto che sono pronte misure per imporre dazi del 25% su altri 267 mld di dollari di importazioni dalla Cina, oltre a quelli su 50 mld già in vigore e a quelli del 10% su altri 200 mld di dollari di importazioni che potrebbero entrare in vigore a breve, dato che si è appena concluso il periodo concesso alle imprese per i loro commenti.
Giappone. La seconda stima del PIL del 2° trimestre registra una solida revisione verso l’alto, da +0,5% t/t (1,9% t/t ann.) a +0,7% t/t (3% t/t ann.).
La revisione è dovuta, come atteso, agli investimenti fissi delle imprese, in linea con i dati della spesa in conto capitale rilasciati dal MoF e aumentano di 3,1% t/t, da 1,3% t/t della prima stima.
I consumi sono invariati rispetto alla prima stima, in rialzo di 0,7% t/t, che più che compensa la correzione del 1° trimestre.
Le previsioni per il 3° trimestre sono di deciso rallentamento, nonostante il trend positivo di consumi e investimenti: le calamità naturali di agosto e settembre saranno un significativo freno all’attività: dopo le alluvioni di agosto, l’uragano e il terremoto a settembre potrebbero sottrarre 0,4-0,5 pp alla crescita estiva.
La variazione del PIL potrebbe essere appena positiva, per poi rimbalzare nel 4° trimestre.
Fonte: BONDWorld.it
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