Nessuno dato in uscita in Europa e negli Stati Uniti._ Aste – Offerta a breve termine in Francia (8,5 miliardi) e Germania (4 miliardi). Il Belgio riapre per 2,5-3,5 miliardi tre titoli, il 3,5% 03/2015, il 3,75% 09/2020 e infine il 4% 03/2022.Nuovo titolo 3,50% 02/2016 per la Slovacchia……
Nell’area euro, le indagini di clima di febbraio dovrebbero confermare la fase di graduale ripresa del manifatturiero, al di là della volatilità dei dati trimestrali esacerbata dalla dinamica delle scorte e dall’effetto fine incentivi a dicembre scorso. L’indice IFO (96,3 da 95,8) e l’indagine della Banca del Belgio (-6,5 da -7) sono visti guadagnare ulteriore quota rispetto alla media di lungo termine, mentre il clima rimarrà più depresso in Italia (83,7 da 83,2). L’indice di fiducia economica della Commissione UE è atteso a 96,2, da un precedente 95,7, ancora al di sotto di 100. La dinamica della massa monetaria M3 potrebbe risultare stabile a gennaio dopo due mesi in calo. L’inflazione tedesca è vista ancora in frenata a febbraio a 0,7% a/a da 0,9% a/a. La stima finale dovrebbe confermare l’inflazione area euro all’1,0% a/a a gennaio.
I dati in pubblicazione in settimana negli Stati Uniti non dovrebbero modificare il quadro congiunturale. La revisione della stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe essere modesta. La fiducia delle famiglie a febbraio dovrebbe rimanere sui livelli storicamente bassi degli ultimi mesi.
Le vendite immobiliari (case esistenti e nuove) dovrebbero aumentare in misura contenuta a gennaio. Gli ordini di beni durevoli dovrebbero proseguire sul trend al rialzo visto a fine 2009. Il Chicago PMI a febbraio è previsto ancora in territorio espansivo, se pure su livelli meno elevati rispetto al dato di gennaio. Di rilievo le audizioni alla Camera sulla politica economica: Bernanke presenta il Monetary Policy Report e Geithner testimonia sull’andamento della spesa pubblica nel2011.
Venerdì sui mercati
Ripresa dell’appetito per il rischio, stimolata anche da voci (peraltro smentite dal ministero delle finanze tedesco) di un piano da 20-25 miliardi di euro per sostenere la Grecia in caso di necessità. Bund debole, in calo fino a 122,56; spread sovrani in restringimento. Euro in ripresa da 1,3529 fino a 1,3630; nuovo calo della sterlina, che ha toccato anche 1,5445 dollari prima di assestarsi a 1,547. Il cambio effettivo del dollaro ha raggiunto il nuovo massimo dell’anno a 80,64, ma ciò non ha impedito al petrolio e ad altre materie prime di chiudere in rialzo.
Area Euro
La stima flash da il PMI composito area euro stabile a 53,7 e rimane coerente con una crescita positiva a inizio 2010 e più sostenuta che a fine dello scorso anno. Si noti che il PMI negli ultimi mesi è risultato più positivo di quanto non lo siano stati i dati effettivi al di là della volatilità trimestrale. L’indice della Commissione Europea, sebbene su di un trend di recupero da oltre 10 mesi, segnala un quadro di ripresa più modesta. Il PMI manifatturiero è salito a 54,1 (da 52,4) al traino del PMI tedesco che è balzato a 57,1 da un precedente 53,7. Sono gli ordini dall’estero in
Germania che stanno sostenendo l’industria area euro, un segnale moderatamente incoraggiante sulla tenuta della ripresa. In Francia, il manifatturiero sta attraversando una fase di pausa dopo la performance discreta durante e nel post crisi. L’indice PMI è calato a 54,6 da un precedente 55,4 anche l’indice INSEE è rimasto stabile (a 91 da un gennaio rivisto al ribasso) su livelli ancora al di sotto della media di lungo termine. Il calo del PMI servizi in Germania, Francia e area euro (52 da 52,5) non è un segnale particolarmente incoraggiante per il tanto indispensabile recupero della domanda interna.
Grecia – Secondo Financial Times Deutschland e Der Spiegel si starebbero consolidando i dettagli di un piano europeo di sostegno alla Grecia di 20-25 miliardi, di cui il 20% forniti dalla Germania attraverso KfW e Soffin. Il portavoce del ministero delle finanze tedesco ha però definito “speculazione infondata” tali voci. Anche secondo il FT la Grecia si appresta a collocare un’emissione decennale per un ammontare di 3-5 miliardi. Il primo ministro Papandreou ha dichiarato che le esigenze finanziarie sono coperte fino a metà marzo, affermando allo stesso tempo l’impegno ad adottare nuove misure correttive se ciò fosse necessario a garantire un taglio di 4 punti del rapporto deficit/PIL.
Stati Uniti
Il CPI a gennaio registra un aumento dello 0,2% m/m (2,6% a/a) per l’indice headline e un calo di -0,1% m/m (1,6% a/a) per l’indice core. Sull’indice headline pesa la componente energia che vede un aumento di 2,8% m/m (+19,1% a/a), con un aumento di 4,4% m/m per la benzina. Il calo dell’indice core è spiegato dal calo dei servizi, spiegato della componente abitazione (-0,3% m/m). All’interno del capitolo abitazione la contrazione è dovuta alla voce “shelter” che segna -0,5% m/m. Questo calo deriva da affitti figurativi (-0,1% m/m) e da “lodging away from home” (-2,1% m/m). Quest’ultima voce è molto volatile e probabilmente tornerà ad aumentare il mese successivo. In calo anche la componente abbigliamento (-0,1% m/m). In aumento, invece, i prezzi delle auto (+0,2% m/m, +5,3% a/a), la sanità (+0,5% m/m), che vede +0,7% m/m per i beni e +0,5% m/m per i servizi, l’istruzione, +0,3% m/m e il tabacco (+0,4% m/m). La pressione verso il basso sulla componente affitti e affitti figurativi potrebbe restare, ma gli altri servizi dovrebbero continuare a registrare aumenti significativi per via della necessità degli stati di chiudere i deficit. Nel complesso i dati confermano che il trend dell’inflazione core nel 2010 sarà verso il basso, ma non ci sono rischi di deflazione.
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