Da seguire:
Aste – L’Italia colloca BOT semestrali e CTZ biennali rispettivamente per 10 e 3 miliardi di euro. L’Olanda offre 2 miliardi di titoli ripartiti fra il DSL 2,5% 01/12 e il DSL 4% 07/16…
Area euro
Francia. L’indice dei prezzi al consumo è calo di -0,2% m/m a gennaio. L’inflazione headline (indice armonizzato) è risalita all’1,2% a/a da un precedente 1,0% a/a dato l’effetto base sfavorevole.
Francia. La spesa per consumi è scesa di -2,7% m/m, dopo il salto di +1,3% m/m di dicembre, peraltro ampiamente rivisto al ribasso rispetto alla stima iniziale.
Germania. L’indice IFO dovrebbe avanzare ulteriormente a febbraio a 96,3, da un precedente 95,8. L’indice sulle attese è visto circa stabile a 100,8 da un precedente 100,6, mentre ci attendiamo un recupero più deciso della valutazione sulla situazione corrente, a 91,6. L’indice IFO è ormai tornato in linea con la media di lungo termine (95,8), ma rimane ampiamente al di sotto dei valori di inizio 2008. Le indagini di clima sono coerenti con una crescita del PIL tedesco di 0,3% t/t a inizio anno, dopo lo stallo di fine 2009.
Belgio L’indice di fiducia della Banca del Belgio è visto in recupero a -6,5 da un precedente -7. L’indice sintetico è tornato ormai in linea con la media di lungo termine. Ci attendiamo un ulteriore recupero del manifatturiero a -6,8. Costruzioni e commercio al dettaglio potrebbero essere ancora penalizzati dal clima eccezionalmente rigido.
Italia. La fiducia dei consumatori è attesa recuperare parte del calo di gennaio risalendo a 112,4, da un precedente 111,7, marginalmente al di sopra della media di lungo termine. L’indice rimane sui massimi dal 2002, e, diversamente che nella maggior parte delle altre economie, al di sopra della media storica. E’ possibile che rimanga ancora preoccupazione sulla dinamica del mercato del lavoro.
Stati Uniti
La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board dovrebbe essere poco variata a febbraio, in calo a 55,5 da 55,9 di gennaio. L’indice di fiducia settimanale ABC ha fluttuato in un range ristretto nelle ultime 4 settimane (fra -48 e -49), l’indice del Michigan è sceso nella rilevazione preliminare di febbraio di 0,7 punti da 74,4 di gennaio. Quest’ultimo indicatore era salito più di quanto visto con il Conference Board, con un calo marcato delle aspettative e un aumento dell’indicatore coincidente. Nei dati del Conference Board a gennaio c’erano stati un ampio aumento della situazione corrente e un modesto incremento delle aspettative: a febbraio potrebbe esserci un calo di questa componente, che porterebbe a una modesta riduzione dell’indice complessivo.
Ieri sui mercati
Unione Europea e Germania hanno smentito le ultime voci riguardo un piano finanziario di sostegno alla Grecia. Secondo Bini-Smaghi, l’eventuale assistenza finanziaria presumibilmente sarebbe molto inferiore alle cifre di 20-25 miliardi circolate negli ultimi giorni; comunque al momento ciò che serve è che la Grecia si presenti con un piano credibile per riconquistare la fiducia dei mercati e che la UE adotti criteri più severi nel giudicare lo stato delle finanze pubbliche degli Stati membri. Mercati azionari asiatici in moderato calo e dollaro in regresso dai massimi del 19.02. L’euro si è portato sopra 1,3650. Prezzo del petrolio ancora in rialzo: il Light Crude è questa mattina a 80 dollari. Il vicepresidente della Banca Nazionale Svizzera, Jordan, ha affermato che è troppo presto per restringere la politica monetaria e che la Banca centrale è pronta a intervenire contro un eccessivo apprezzamento del franco; voci di intervento sul cross EUR/CHF, sceso sotto 1,47 dal 8 febbraio e ieri arrivato a 1,4616, sono circolate nella notte.
Stati Uniti
Yellen (San Francisco Fed) ha detto che il sentiero di ripresa dell’economia sarà “ben al di sotto del potenziale” sia quest’anno sia il prossimo. Pertanto restano necessari tassi bassi “per un periodo esteso” per sostenere la crescita e non è ancora il momento per rimuovere lo stimolo monetario. Nel breve termine, gli effetti sui tassi della fine del programma di acquisti di MBS sono incerti. La Fed è intenzionata a terminare il programma come annunciato, ma un “serio” cambiamento di scenario potrebbe portare a riaprire gli acquisti, e c’è la possibilità di “farne ancora”. Quando l’economia si sarà ripresa in modo sufficiente, la Fed avrà gli strumenti necessari per normalizzare la politica monetaria. Per quanto riguarda il tasso di sconto, non c’è la “presunzione” che il rialzo della settimana scorsa sia il primo di una serie di rialzi: la Fed valuterà man mano la situazione: l’attuale spread con i fed funds potrebbe essere “appropriato”. Secondo Yellen all’interno del FOMC c’è un “ragionevole” consenso sul processo di restrizione, quando la svolta sarà decisa. Secondo Yellen vendite di titoli dal portafoglio della Fed potrebbero avere effetti negativi sui mercati e sui tassi a lungo termine. Il “tasso di interesse pagato sulle riserve delle banche giocherà un ruolo centrale quando verrà il momento di restringere la politica monetaria”.
Il Senato ha approvato un pacchetto di stimolo per il mercato del lavoro da 15 miliardi di dollari. Il pacchetto era originariamente pari a 85 miliardi di dollari, ma le difficoltà della maggioranza hanno portato a ridurre drasticamente le misure. Il punto centrale del disegno di legge è un intervento che dovrebbe costare 13 miliardi di dollari, con cui si eliminano per un anno i contributi previdenziali pagati dal datore di lavoro (6,2% del salario) per ciascuna nuova assunzione di individui che siano stati disoccupati per almeno 60 giorni. Secondo il CBO questo intervento dovrebbe determinare un aumento occupazionale di almeno 234 mila unità. La Camera potrebbe approvare la versione del Senato nel giro di un paio di giorni, secondo il presidente della Camera Pelosi. La versione originariamente presentata in Senato includeva 31 miliardi di dollari per l’estensione dei sussidi di disoccupazione: questa parte del disegno è stata eliminata, ma inevitabilmente verrà riproposta: fra marzo e giugno 6 milioni di persone non potranno più percepire i sussidi estesi con varie leggi nell’ultimo anno.
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