Da seguire: Area Euro: La seconda stima potrebbe rivedere il PMI composito di tre decimi a 54,4 a marzo da una lettura preliminare di 54,1 e in aumento da 53,3 di febbraio. La revisione dovrebbe incorporare la seconda lettura del PMI manifatturiero a 52,2, da una stima preliminare di 51,9. L’indice..
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- per i servizi dovrebbe essere confermato a 54,3, in linea con la stima preliminare. Il netto recupero del PMI composito suggerisce che la ripresa dell’area euro sta prendendo velocità grazie al calo del prezzo del greggio, al deprezzamento del cambio e al clima di fiducia più disteso grazie agli effetti del QE BCE.
- I prezzi alla produzione dovrebbero essere cresciuti di 0,4% m/m a febbraio invertendo il trend discendente iniziato più di un anno fa. Il rimbalzo del prezzo del petrolio ed in minor misura il cambio spiegano l’inversione di tendenza. La dinamica annua è attesa risalire a -2,8% a/a da un precedente -3,4% a/a.
- BCE. Oltre ai consueti dati settimanali relativi all’EAPP, la banca centrale diffonderà il primo report mensile sul PSPP, con il dettaglio per Paese e per scadenze sui titoli di Stato acquistati a partire dallo scorso 9 marzo.
- Italia. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe esaminare il DEF che deve essere presentato entro la fine di questa settimana. Le stime di crescita potrebbero essere riviste verso l’alto e le proiezioni sul deficit confermate. I risparmi dalla spesa per interessi potrebbero creare uno spazio per nuove misure espansive di 2-3 miliardi quest’anno e coprire (ma solo in parte) le clausole di salvaguardia per gli anni 2016-17.
I market mover della settimana
Nell’area euro il focus sarà sui dati di produzione industriale di febbraio di Germania, Francia e Spagna. Ci aspettiamo una tenuta della produzione in Spagna, una correzione di due decimi in Germania, da considerarsi fisiologica dopo gli aumenti dei mesi precedenti, e ancora una semi-stagnazione in Francia, dati i problemi strutturali che il comparto manifatturiero non riesce per il momento ad affrontare. Il PMI composito potrebbe essere rivisto al rialzo di due decimi a marzo a 54,4, per effetto delle revisioni dell’indice composito. I dati sulle vendite al dettaglio dovrebbero mostrare una pausa del trend ascendente.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Il focus sarà sui verbali della riunione del FOMC di marzo, che dovrebbero dare indicazioni sul dibattito relativo alla svolta sui tassi e all’evoluzione e ai rischi dello scenario macroeconomico. I prezzi all’import di marzo dovrebbero essere di nuovo in calo, dopo il rimbalzo di febbraio.
3 aprile sui mercati
Stati Uniti
L’employment report di marzo delude le aspettative. Gli occupati non agricoli a marzo aumentano di 126mila, dopo +264mila di febbraio (rivisto da 295mila), La media a 3 mesi dei nuovi occupati è di 197mila. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie, tipicamente molto volatile, aumenta di 34mila; la media a 3 mesi dei nuovi occupati mensili è di 296mila. La forza lavoro cala di -79mila (media a 3 mesi: +296mila), e porta il tasso di partecipazione a 62,7% da 62,8% di febbraio. Il tasso di disoccupazione è stabile a 5,5%.Una nota positiva si registra con l’accelerazione della dinamica salariale a 0,3% m/m dopo +0,1% m/m di febbraio (+2,1% a/a). Le ore lavorate calano di -0,2% m/m. L’employment report questo mese è certo deludente su molte dimensioni. Tuttavia, la serie dei nuovi occupati è tipicamente molto volatile: un elemento centrale nello scenario generale del mercato del lavoro è che la dinamica occupazionale media su 3 mesi rimane elevata, intorno a 200mila. Prima della riunione di giugno, il FOMC avrà a disposizione altri due rapporti, relativi ad aprile e maggio. I dati saranno cruciali per i tempi della svolta sui tassi, anche alla luce della debolezza della crescita nel 1° trimestre, pur se legata in gran parte a fattori temporanei.
6 aprile sui mercati
I mercati ieri hanno parzialmente corretto la propria lettura dell’employment report di venerdì: in ripresa sia le quotazioni azionarie a Wall Street (le piazze europee sono rimaste chiuse per festività) che i rendimenti dei Treasuries che il dollaro (a 1,092 sull’euro). Il prezzo del greggio è in lieve ripiegamento stamane dopo il balzo di ieri sui segnali di crescita della domanda da USA e Asia. Il dollaro australiano si è apprezzato dopo che la Reserve Bank of Australia, pur affermando per il secondo mese consecutivo che potrebbe considerare un ulteriore ribasso del costo del denaro, ha lasciato i tassi invariati al 2,25% (il consenso era spaccato tra tassi invariati e un taglio di 25pb). Anche la Reserve Bank of India ha lasciato i tassi invariati.
Stati Uniti
L’ISM non manifatturiero a marzo corregge modestamente a 56,5 da 56,9, ma lo spaccato dell’indagine è solido e l’indice è in line con una crescita intorno al 3%. In aumento ordini (a 57,8 da 56,7), occupazione (a 56,6 da 56,4), prezzi (a 52,4 da 49,7), ordini dall’estero (a 59 da 53), importazioni (a 55,5 da 51). L’indice di attività corregge a 57,5 da 59,4, restando su livelli coerenti con espansione rapida nei servizi. Lo spaccato e i commenti del direttore dell’indagine sono positivi. Il PMI Markit dei servizi a marzo è anche più positivo, con un aumento a 59,2 da 58,6 di febbraio. Le indagini dei servizi puntano a riaccelerazione della crescita dopo il 1° trimestre debole.
Dalla Fed, sono emerse alcune dichiarazioni di cautela dopo il deludente employment report di marzo. Lockhart (Atlanta Fed) ha detto che, viste le recenti indicazioni di debolezza, preferirebbe vedere il primo aumento dei tassi a luglio o a settembre (piuttosto che a giugno), in modo di avere maggiori informazioni e conferme che il rallentamento del primo trimestre è solo un fenomeno transitorio. Dudley (NY Fed) ha detto che il sentiero dei rialzi dei tassi sarà “relativamente piatto”, dato che continuano a esserci freni ereditati dalla crisi finanziaria. Anche Dudley ha detto che a suo avviso la debolezza recente dei dati macroeconomica dovrebbe essere temporanea.
Fonte: BONDWorld.it
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