Flash: Disoccupazione su nuovi minimi in Germania

Da seguire: Cina. L’indice PMI manifatturiero ‘ufficiale’ è salito da 49,9 a 50,1, mentre la rilevazione HSBC registra un calo da 50,7 a 49,6 (calo degli ordini domestici); l’indice non manifatturiero è calato da 53,9 a 53,7.

 


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Area Euro

  • Area Euro – La seconda stima potrebbe rivedere il PMI manifatturiero di due decimi a 52,1 a marzo in aumento da 51,0 del mese precedente, grazie al netto recupero dell’indice tedesco di 1,3 punti a 52,4 e ad un probabile ulteriore miglioramento dell’indice italiano fino a 52,2 da un precedente 51,9, date le indicazioni assai incoraggianti dall’indagine ISTAT a inizio settimana. L’indice spagnolo è visto in aumento a 54,8 da un precedente 54,2. L’indice francese dovrebbe essere a 48,2 in recupero rispetto al mese scorso ma ancora significativamente al di sotto della media area euro, chiara indicazione della prolungata sotto performance dell’industria francese.
  • Grecia. Si terrà oggi una teleconferenza dell’Euro Working Group (un comitato di tecnici dei ministeri delle finanze dell’Eurozona) per fare il punto sui negoziati. Il ministro per l’economia Stathakis ha detto di attendersi un accordo la prossima settimana, e anche Tusk, presidente del consiglio europeo, ha definito la situazione “sotto controllo” e si è detto sicuro di un accordo, ma “entro la fine di aprile”.

Stati Uniti

  • La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a marzo è prevista dal consenso a 230 mila, dopo 212 mila di febbraio.
  • La spesa in costruzioni a febbraio dovrebbe calare di -0,2% m/m dopo -1,1% m/m a gennaio. Il clima rigido e nevoso di febbraio dovrebbe influenzare negativamente il settore, come avvenne nel 1° trimestre 2014, dando luogo poi a un’accelerazione nella parte centrale dell’anno. Il calo di febbraio dovrebbe riguardare il settore privato, sia residenziale sia non residenziale, mentre il settore pubblico dovrebbe registrare un modesto miglioramento dopo il calo di -2,6% m/m di gennaio.
  • L’ISM manifatturiero a marzo dovrebbe aumentare a 53,4 da 52,9 di febbraio. Le indagini di marzo sono state miste, con miglioramenti dal PMI Markit e stabilità su livelli relativamente modesti per Philly Fed ed Empire. Si dovrebbe vedere una ripresa degli ordini e dell’occupazione. I dati dovrebbero segnalare una riaccelerazione dopo la frenata di inizio anno.
  • Le vendite di autoveicoli a marzo sono attese in aumento a 17 mln di unità ann. dopo 16,2 mln a febbraio. Le vendite di marzo dovrebbero recuperare l’attività persa a febbraio per il maltempo che ha colpito il Nord-Est, il Midwest e una parte del Sud. Inoltre ci dovrebbe essere anche un effetto positivo dalla fine della vertenza per il contratto dei portuali del Pacifico. L’aumento delle vendite dovrebbe essere diffuso sia ai produttori domestici sia a quelli esteri, e sostenere i consumi di marzo.

Ieri sui mercati

  • Rendimenti in flessione di circa 2pb sulla curva tedesca e tra 4 e 7pb su quella italiana. Spread in modesta compressione. Il calo dei rendimenti si è verificato anche sul mercato americano.
  • Si sono accentuate le tensioni sulla carta greca, alla luce delle difficoltà che incontra la definizione delle misure richieste per lo sblocco dei crediti internazionali.
  • Il dollaro consolida i guadagni contro euro, che ha chiuso la giornata sotto 1,0750, mentre rientra sotto quota 120 yen.
  • Chiusura in netta flessione per i listini azionari mondiali.

Area Euro

Disoccupazione su nuovi minimi in Germania, cala di un decimo a 11,3% nella media area euro. A sorpresa i dati di marzo mostrano un ulteriore calo della disoccupazione in Germania a 6,4% a marzo da 6,5%, un nuovo minimo assoluto da inizio anni 90. Il numero dei disoccupati è calato di 14 mila unità, probabilmente per effetto dell’uscita dal mercato del lavoro di lavoratori che hanno beneficiato della riduzione dell’età pensionabile a 63 anni. Tuttavia, la dinamica dell’occupazione si conferma solida. Le indicazioni dalle indagini congiunturali IFO e PMI suggeriscono una crescita degli occupati intorno all’1,0% su base annua anche nei prossimi tre mesi. Nella zona euro la disoccupazione è calata a sorpresa all’11,3% a febbraio, da un precedente 11,4%, rivisto al rialzo di due decimi. Il dettaglio mostra un calo della disoccupazione in Spagna di due decimi al 23,2%, in Irlanda di un decimo al 9,9%. Le indagini di clima suggeriscono una crescita degli occupati intorno a 0,5% a/a nei prossimi mesi nella media area euro. Solo se la ripresa accelererà in linea con le nostre stime si potrà vedere una creazione di posti di lavoro intorno all’1,0% ed un calo del tasso di disoccupazione fino al 10,7% per inizio 2016.

In Italia, la disoccupazione risale di un decimo al 12,7%, stesso livello di dicembre 2014 e di due decimi al di sopra del livello di un anno fa, per effetto di un aumento dei disoccupati di 23 mila unità (+0,7% m/m). Rispetto ad un anno fa la disoccupazione cala di 0,2% a/a. Il numero di occupati è calato di 44 mila unità (-0,2% m/m). Gli occupati tuttavia risultano in crescita di 0,4% a/a rispetto ad un anno fa. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36%, quattro decimi al di sotto di un anno fa.  Il tasso di disoccupazione giovanile continua a salire, +1,3 in un mese al 42,6%. Nonostante la dinamica di febbraio e l’ancora assai elevato tasso di disoccupazione giovanile vi è evidenza di un miglioramento già in atto sul mercato del lavoro italiano. Il nuovo contratto unico a tutele crescenti (operativo dal 7 marzo) è disegnato proprio per affrontare il tema della dualità che rappresenta il principale problema del mercato del lavoro italiano e che spiega l’elevata disoccupazione giovanile. Inoltre, ci sono segnali di miglioramento in corso. Tra questi, non solo i 79 mila nuovi contratti a tempo indeterminato stipulati nei primi 2 mesi dell’anno secondo i dati del Ministero del Lavoro (ma potrebbe trattarsi nella maggior parte dei casi di stabilizzazione di precari anziché di nuove assunzioni), ma anche il deciso aumento delle aspettative occupazionali registrato dalle indagini di fiducia sia delle imprese che delle famiglie nei primi mesi del 2015. In altri termini, riteniamo che, dopo la pausa di febbraio, i numeri su occupati e disoccupati siano destinati a tornare a migliorare nei prossimi mesi, sulla scia sia delle misure intraprese dal Governo (detassazione dei nuovi assunti a tempo indeterminato e deducibilità del costo del lavoro dall’Irap, effettivi da gennaio, e nuovo contratto di lavoro operativo da marzo) che delle aspettative di ripresa del ciclo.

Area euro. La stima preliminare mostra un aumento dell’inflazione area euro a -0,1% a/a a marzo, da un precedente -0,3% a/a, in linea con le previsioni. Sul mese i prezzi al consumo avanzano di 1,1% m/m. La componente energia è cresciuta di 1,9% m/m dopo il +1,6% m/m del mese precedente associato al rimbalzo del prezzo del petrolio. I prezzi al netto di energia e alimentari avanzano di 1,3% m/m, due decimi in meno rispetto alla media degli ultimi tre anni. L’inflazione core è calata nuovamente a 0,6% a/a da un precedente +0,7% a/a, livello di inizio anno.  Gennaio dovrebbe aver segnato un minimo per l’inflazione area euro ma ci aspettiamo che la dinamica annua resti vicina a zero fino all’autunno, quando un forte effetto base dalla componente energia risolleverà l’inflazione headline fino all’1,0% a/a. L’inflazione core è attesa aggirarsi sui livelli attuali fino a fine anno, fatta eccezione per una puntata a 0,9% tra settembre e novembre. Il rischio è che la dinamica dell’inflazione core risalga assai lentamente sull’orizzonte di previsione. Le stime di inflazione BCE di ritorno dell’inflazione headline all’1,8% nel 2017 incorporano una risalita della dinamica core all’1,7%.

Italia. I prezzi al consumo a marzo sono aumentati di 0,1% m/m secondo l’indice nazionale e del 2,0% m/m in base alla misura armonizzata UE (che tiene conto dell’aumento temporaneo dei prezzi legato all’esaurirsi dei saldi invernali). L’inflazione annua si è attestata a -0.1%, stabile rispetto al mese scorso sul NIC e in calo da +0,1% di febbraio in base all’indice armonizzato. L’inflazione “core” (al netto di energetici e alimentari freschi) è rallentata a 0,4% da 0,6%. Viceversa, l’inflazione sui beni a più alta frequenza di acquisto (importante quanto alle implicazioni sull’inflazione percepita dalle famiglie) è salita a zero da -0,5% di febbraio (e da -1,4% di gennaio). I dati sull’inflazione sono risultati lievemente inferiori alle nostre previsioni. Tuttavia, riteniamo che non sia l’inizio di un nuovo trend al ribasso, ma manteniamo l’idea che gennaio possa aver rappresentato un punto di minimo per l’inflazione italiana.

BCE. Knot della banca d’Olanda ha espressamente dichiarato che in uscita dalla crisi del debito i tassi area euro potrebbero rimanere bassi ancora a lungo perché la crescita potrebbe recuperare meno di quanto atteso.

Stati Uniti

I prezzi delle case rilevati dall’indice Case-Shiller a gennaio nelle 20 principali aree metropolitane aumentano dello 0,9% m/m (4,6% a/a), come a dicembre.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a marzo aumenta a 101,3 da 98,8 di febbraio (rivisto da 96,4). I livelli medi degli ultimi tre mesi, intorno a 101, non si vedevano dal 3° trimestre 2007. L’indice coincidente cala a 109,1 da 112,1; le aspettative aumentano a 96 da 90 di febbraio. L’indagine dà supporto alla previsione che nei prossimi mesi i consumi riprendano a crescere a un ritmo solido, dopo una temporanea frenata a inizio anno, probabilmente causata in ampia misura dal maltempo.  

Il Chicago PMI a marzo aumenta solo modestamente a 46,3 da 45,8 di febbraio, segnalando contrazione dell’attività per il secondo mese consecutivo. Fra settembre e dicembre, l’indice era stato su livelli molto elevati, con una media di 61,5.

Lacker ( Richmond Fed) ha detto che a suo avviso si potrebbe argomentare con forza per un rialzo dei tassi a giugno, anche se per ora non ha deciso come voterà a giugno. A suo avviso, sarebbe  opportuno iniziare abbastanza presto a ridimensionare i riacquisti di titoli in scadenza. Secondo George (Kansas City Fed) è ora di considerare la svolta sui tassi.

Giappone

L’indagine Tankan del 1° trimestre dà informazioni contrastanti sulla ripresa giapponese: al miglioramento dei servizi si contrappone un peggioramento del clima di fiducia nel settore manifatturiero. Nell’insieme l’indagine delude le aspettative di consenso che vedevano una ripresa più rapida e diffusa

Fonte: BONDWorld.it


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