Flash: E’ atteso oggi il voto finale (a scrutinio segreto) sulla nuova legge elettorale

Da seguire: Area Euro La seconda stima potrebbe rivedere al rialzo il PMI manifatturiero area euro a 52,1 ad aprile da una lettura preliminare di 51,9….

 


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Gli indici nazionali, IFO, INSEE e ISTAT hanno indicato un miglioramento del comparto manifatturiero in contrasto con i PMI. In particolare ci aspettiamo una revisione del PMI Germania a 52,2, da una stima preliminare di 51,9, del PMI francese a 48,5 dalla stima flash di 48,4. Il PMI Italia dovrebbe essere poco variato a 53,1 da 53,3 del mese precedente. Il PMI spagnolo potrebbe far registrare una flessione di 3 decimi a 54,0.

   Dopo le tre fiducie incassate nei voti sui singoli articoli, è atteso oggi il voto finale (a scrutinio segreto) sulla nuova legge elettorale. Il risultato appare pressoché scontato. La legge elettorale entrerebbe in vigore dal 1° luglio 2016 e si applicherebbe solo alla Camera, in attesa dell’iter di riforma del Senato.

I market mover della settimana

Nell’area euro il focus sarà sui dati di produzione industriale di marzo che dovrebbero mostrare un recupero di attività di 0,4% m/m in Germania, di 0,3% m/m in Spagna e di 0,1% m/m in Italia, in linea con le indicazioni dalle indagini congiunturali ancora decisamente positive a marzo. In Francia, la produzione potrebbe, invece, calare (-0,4%m/m) a conferma dell’andamento più debole rispetto al resto della zona euro dell’industria francese. Le vendite al dettaglio area euro sono viste in calo per il secondo mese consecutivo a marzo (-0,8% m/m), ma dovrebbe trattarsi solo di un pausa su di un trend di recupero.

I dati in uscita negli Stati Uniti sono pochi, ma includono l’employment report di marzo, che è “il” dato del mese, dopo la delusione di febbraio. Prevediamo una riaccelerazione della dinamica occupazionale, su ritmi solidi (230mila), anche se più limitati rispetto a quanto visto fino a febbraio. Il messaggio dovrebbe essere di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro. L’ISM non manifatturiero ad aprile dovrebbe confermare un’espansione a ritmi sostenuti nei servizi. La bilancia commerciale dovrebbe vedere un allargamento del deficit, con una solida ripresa dei flussi commerciali.

Venerdì sui mercati

La settimana scorsa si è chiusa con Wall Street in progresso e Treasuries in calo su dati Usa circa in linea con le attese, mentre il mercato scontava probabilmente una prosecuzione del trend negativo visti negli indicatori più recenti.

Stamane il PMI manifatturiero cinese (secondo l’indagine di HSBC) è stato rivisto a sorpresa al ribasso a 48,9 ad aprile (da 49,2 precedente): si tratta del valore più basso da un anno. I PMI ufficiali diffusi venerdì avevano mostrato un indice manifatturiero stabile a 50,1 e un indice nei servizi in calo di tre decimi a 53,4. I timori di rallentamento dell’economia cinese, accanto all’evidenza di offerta abbondante da parte dell’OPEC, spiegano la debolezza del greggio (future sul Brent a 66,4). Dollaro in progresso stamane (a 1,117 contro euro).

Area Euro

L’inflazione area euro è tornata a zero dopo quattro mesi in deflazione, ma la strada verso il 2% è lunga e incerta. La stima preliminare mostra un rimbalzo dell’inflazione area euro a zero ad aprile da un precedente -0,1% a/a, in linea con le attese. Sul mese, i prezzi sono aumentati di 0,2% m / m. La componente energia è aumentata dello 0,1% m/m, meno di quanto avevamo previsto. I prezzi al netto di alimentari ed energia sono aumentati di 0,2% m/m, lasciando l’inflazione core ferma sul livello di marzo 0,6% a/a, come previsto. Nei prossimi mesi l’inflazione area euro dovrebbe oscillare intorno al 0,2% a/a e ci aspettiamo che salga di nuovo sopra 1,0% a/a solo per fine anno, per lo più su di un forte effetto base della componente energetica. In Spagna l’inflazione è aumentata di un decimo ad aprile a -0,7% sulla misura armonizzata e a -0,6% a/a sulla misura nazionale. Il rimbalzo avrebbe dovuto essere in gran parte trainata dalla componente energia. L’inflazione spagnola è attesa risalire temporaneamente verso il 2% per fine 2015 ma tornerà a scendere da febbraio marzo 2016 al venir meno dell’effetto base favorevole dalla componente energia.

Il tasso di disoccupazione rimane stabile a marzo a 11,3% per il terzo mese consecutivo. Rispetto a un anno fa il livello (11,7%) però è più alto. Un calo della disoccupazione sotto l’11% entro fine anno sarà raggiungibile solo se la ripresa accelererà attorno a 1,6% a/a. In Germania, il dato di aprile mostra che la disoccupazione è rimasta stabile a 6,4% come a marzo, ai minimi storici. Non ci aspettiamo ulteriori cali sensibili della disoccupazione, già al livello di equilibrio.

Spagna Il PIL crescerà più che in Germania nel 2015. Il PIL è cresciuto di 0,9% t/t nel 1° trimestre di quest’anno dopo il +0,7% t/t di fine 2014. Su base annua, il Pil è accelerato al 2,6% a/a da un precedente 2,0% a/a. Si tratta della migliore performance trimestrale da fine 2007. La crescita spagnola dovrebbe aver beneficato ampiamente del calo del prezzo del greggio dei sei mesi precedenti. In isolamento il dato sul 1° trimestre lascia la crescita 2015 al +2,7% da una precedente stima del 2,5% si tratterebbe della migliore performance di crescita trai big della zona euro.

Grecia. Nei giorni scorsi sono proseguiti i colloqui tra il governo greco e i creditori internazionali, ma lo sblocco dell’impasse non appare imminente. Non sembra destare preoccupazione la scadenza della rata da 200 milioni da pagare al FMI dopodomani, ma potrebbe essere più difficile rimborsare i 750 milioni dovuti il 12 maggio. Tramite alcuni escamotage nella gestione della liquidità, il governo potrebbe essere in grado di fronteggiare le scadenze sino a fine mese.

Stati Uniti

La spesa personale a marzo aumenta di 0,4% m/m, poco meno delle attese, da 0,2% m/m di febbraio (rivisto al rialzo di un decimo). In termini reali l’aumento è stato di 0,3% m/m da zero. Si registra invece una stagnazione a marzo per il reddito personale dopo l’aumento di 0,4% m/m di febbraio, deludendo così le aspettative che erano per un lieve incremento. Il tasso di risparmio è sceso a 5,3% da 5,7%. Il deflatore dei consumi conferma le attese e cresce di 0,2% m/m (0,3% a/a) a marzo dopo 0,2% m/m (0,3% a/a) a febbraio. Il deflatore core aumenta poco al di sotto delle attese a 0,1% m/m (1,3% a/a) da 0,1% m/m (1,4% a/a, rivisto al rialzo di un decimo).

La spesa per costruzioni cala contro le attese di 0,6% m/m a marzo dopo aver stagnato il mese precedente (dato rivisto al rialzo di un decimo). Nonostante il deludente dato di marzo, la media mobile a tre mesi dei permessi residenziali rimane positiva e pertanto nella parte centrale dell’anno si dovrebbe assistere a un recupero nella spesa per costruzioni.

L’indice ISM manifatturiero ad aprile rimane fermo sul livello di marzo, a 51,5, contro attese che si aspettavano un aumento a 52,0. I nuovi ordini toccano i massimi da quattro mesi a 53,5 da 51,8, mentre il livello della produzione è salito a 56,0 da 53,8. Se si fosse usato il precedente sistema di ponderazione, che sovrappesava le componenti nuovi ordini e produzione, ad aprile l’indice sarebbe salito. Il risultato dell’indagine rimane comunque nel complesso positivo. Manteniamo una previsione di accelerazione della crescita nel 2° trimestre.

La seconda lettura dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan conferma la lettura di 95,6 ad aprile da 93,0 di marzo. Anche se l’indice è sceso rispetto ai massimi di alcuni mesi fa, in termini assoluti rimane nondimeno prossimo al picco da otto anni. Il basso costo della benzina e la ripresa del mercato del lavoro sostengono il reddito disponibile reale che è coerente con un’accelerazione dei consumi nel secondo trimestre. Sul fronte delle aspettative d’inflazione, corrette di un decimo le aspettative a un anno al 2,6% (2,5% in prima lettura), in calo da 3,0% di marzo. Sullo stesso livello di 2,6% le aspettative a dieci anni (stabili rispetto alla prima lettura), in calo di due decimi da 2,8% dell’indagine di marzo.

Le vendite di auto ad aprile calano più delle attese a 16,5 milioni da 17,1 di marzo. Sebbene il mercato delle auto sia in via di stabilizzazione, il dato di aprile risente ancora degli strascichi delle avverse condizioni meteorologiche del primo trimestre.

Focus Italia: rischio-deflazione in calo ma disoccupazione vicina ai massimi

Fonte: BONDWorld.it


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