Da seguire: Area Euro: Nessun dato di rilievo; – Si riunisce questo pomeriggio l’Eurogruppo. Secondo i rapporti di agenzia, il FMI solleciterebbe i Ministri delle Finanze della zona euro a incrementare gli impegni di garanzia a favore della EFSF, e la BCE ad umentare il flusso di acquisti di titoli di stato collegati al SMP. Reuters cita ….
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un documento del FMI nel quale si afferma che i fondi “dovrebbero essere impiegati a sostegno di paesi che pur implementando forti consolidamenti rimangono sotto la pressione del mercato, utilizzando sufficiente liquidità da contrastare incerte risposte di mercato e da minimizzare i costi che derivano da rischi di mercato e contagio”. Sia il Ministro delle Finanze italiano Tremonti, sia il Primo Ministro lussemburghese Juncker hanno sollecitato l’emissione di obbligazioni congiunte della zona euro per affermare l’irreversibilità dell’Unione Monetaria. Il Ministro delle Finanze tedesco Schäuble ritiene però inattuabile il programma, perché richiederebbe profonde modifiche dei trattati.
– Aste – Francia, Germania e Olanda offrono oggi carta a breve termine.
Stati Uniti
– Nessun dato di rilievo
I market mover della settimana
Per l’area euro gli eventi della settimana sono le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin, nonché il voto sul budget in Irlanda, domani 7 dicembre. Settimana, invece, povera di dati: l’attenzione sarà concentrata sui dati di produzione industriale di ottobre in Germania, Francia e Italia; tutti e tre i paesi dovrebbero mostrare una crescita solida su base mensile. La vivacità dell’industria tedesca sarebbe confermata anche dal dato sugli ordini all’industria, visti rimbalzare a ottobre dopo il crollo di settembre. La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale per il 3° trimestre in Italia dovrebbe mostrare che la crescita è stata trainata dal commercio con l’estero in presenza di una domanda domestica sostanzialmente stagnante.
La settimana ha pochi dati in pubblicazione negli Stati Uniti. I prezzi all’import a novembre sono previsti in aumento marcato per il secondo mese consecutivo. La bilancia commerciale a ottobre dovrebbe vedere un modesto ampliamento del deficit. La fiducia delle famiglie dovrebbe confermare a dicembre il rialzo visto con i dati di novembre. Gli occhi dei mercati saranno puntati sul dibattito in Congresso riguardo all’estensione dei sussidi e dei tagli fiscali.
Venerdì sui mercati
Nuovo calo degli spread sovrani nella zona euro: sulla scadenza decennale, Portogallo -38pb, Irlanda -30pb, Grecia -4pb, Spagna -7pb, Italia -1pb. I rendimenti dei titoli tedeschi sono saliti sulle scadenze medie e lunghe da un minimo di 2 a un massimo di 7pb. Rialzi, ma limitati al tratto 10-30 anni, anche sugli UST: qui lo spread 30-10 anni ha chiuso a 133pb. Il presidente della Fed non ha escluso un’estensione del programma di acquisti di titoli di stato. Eonia (0,414%) depresso dalle condizioni di abbondante liquidità, con Euribor pressoché invariati (1 mese: 0,816%). Il cambio euro/dollaro è balzato da 1,3221 a 1,3418, mettendo a segno la terza giornata consecutiva di rialzi; la correzione di questa mattina non è andata oltre 1,3327. A causa dei deludenti dati occupazionali, il dollaro si è indebolito anche nei confronti di yen e sterlina. Declassamento dell’Ungheria da Baa1 a Baa3 da parte di Moody’s, che si attende un deterioramento del saldo fiscale strutturale.
Area Euro
A ottobre le vendite al dettaglio nell’area euro sono cresciute di 0,5% dopo il calo di -0,1% m/m nei due mesi precedenti. L’incremento è dovuto quasi interamente agli alimentari (+1,0% m/m). Su base annua le vendite hanno accelerato a 1,8% (massimo dal febbraio del 2008) da 1,5% a/a (rivisto al rialzo).
La lettura definitiva del PMI Composito per l’area euro per il mese di novembre ha visto una revisione verso l’alto di un decimo a 55,5, in salita dal 53,8 di ottobre. La revisione è dovuta ad una rilettura al rialzo di due decimi dell’indice per il settore servizi a 55,4, in aumento rispetto al 53,3 registrato il mese precedente (viceversa, l’indicatore per il manifatturiero aveva visto una leggera revisione verso il basso a 55,3 da 55,5, comunque in crescita rispetto al 54,6 di ottobre).
Stati Uniti
L’employment report di novembre delude le aspettative. I nuovi occupati non agricoli aumentano di solo 39 mila unità, ma i mesi precedenti sono rivisti verso l’alto complessivamente di +38 mila (ottobre: +172 mila da stima di +151 mila). Gli occupati nel settore privato aumentano di 50 mila (industria -15 mila, costruzioni -5 mila, manifatturiero -13 mila; servizi +65 mila). Nel settore pubblico il calo di 11 mila posti nasconde un aumento di 2 mila nel settore federale e un calo più ampio per enti locali e statali. Il tasso di disoccupazione aumenta significativamente, passando da 9,6% visto per tre mesi di seguito fra agosto e ottobre, a 9,82%. Questo aumento è dovuto a un nuovo calo degli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie (-173 mila dopo -330 mila a ottobre, media a tre mesi -121 mila), a fronte di un aumento della forza lavoro di 100 mila unità (tasso di partecipazione stabile a 64,5% sui livelli del 1984). La durata mediana della disoccupazione aumenta ancora a 21,6 settimane (da 21,2 di ottobre) e la durata media si attesta a 33,8 settimane (da 33,9 di ottobre). Il tasso di disoccupazione esteso ai lavoratori sotto-occupati e agli individui scoraggiati e attaccati marginalmente alla forza lavoro rimane stabile a 17%, vicino ai record recenti della serie. I salari orari sono invariati su base mensile (+1,6% a/a), ma il dato di ottobre è rivisto verso l’alto a +0,3% m/m da 0,2% m/m . Le ore lavorate sono in aumento di 0,1% m/m; nel settore privato, le ore sono invariate dopo +0,2% m/m a ottobre. I dati di novembre, in isolamento, non determinano una revisione di scenario. Le indicazioni delle indagini di settore sono positive e i dati dei consumi anche. Rimane vero però che il quadro del mercato del lavoro è di miglioramento molto graduale e modesto. Il rialzo del tasso di disoccupazione è una conferma della lentezza nello smaltimento dell’eccesso di offerta. Un effetto potenzialmente positivo dei dati si potrebbe vedere già nel week end con un’accelerazione del dibattito in Congresso sull’estensione dei sussidi di disoccupazione.
L’ISM del settore non manifatturiero a novembre sale a 55 da 54,3 di ottobre, con uno spaccato positivo. Il dato di novembre torna sui livelli della primavera 2010 e dà indicazioni di riaccelerazione della crescita dopo il rallentamento estivo. L’attività scende a 57 da 58,4 di ottobre; ma i nuovi ordini aumentano a 57,7 da 56,7; l’occupazione dà un segnale meno negativo di quanto visto con l’employent report di novembre, salendo a 52,7 da 50,9 di ottobre. Aumenta marginalmente la componente importazioni (a 54,5 da 54). Gli ordini all’export accelerano a 59,5 da 55,5. In calo anche i prezzi pagati a 63,2 da 68,3 di ottobre (che era un massimo da settembre 2008). I dati confermano l’indicazione positiva delle altre indagini e rendono un po’ meno negativo il messaggio dell’employment
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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