Flash Macro Daily

Flash: Francia. L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere a febbraio potrebbe correggere

Da seguire: Area Euro Germania. La stima finale del PIL dell’ultimo trimestre dovrebbe confermare un’espansione di 0,4% t/t da 0,1% t/t (variazione annua e media annua entrambe a 1,7%)……..


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicc qui per iscriverti gratuitaente


La diffusione dei dettagli dovrebbe mostrare che il vettore principale della crescita è stata la domanda interna, mentre il canale estero potrebbe aver contribuito solo in maniera residuale. Per l’anno in corso ci aspettiamo che il PIL mantenga un ritmo circa in linea con quello del 2016, a 1,6%.

   Francia. L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere a febbraio potrebbe correggere a 105 da 106. A dicembre il morale delle imprese aveva visto un balzo che aveva portato l’indice al di sopra della media di lungo periodo. Il clima nel comparto rimane comunque positivo e punta a espansione dell’attività.

Ieri sui mercati

La tensione per il calendario politico si è espressa ieri più in un calo dei rendimenti sulla curva tedesca che in un aumento per i paesi percepiti a rischio di deriva euroscettica, ma pur sempre con il risultato di allargare i differenziali. Il debito tedesco ha visto una flessione quasi parallela di 4pb. Positivo anche l’andamento degli OAT, che beneficiano anche del rafforzamento della posizione di Macron (v. sotto). La Spagna ha collocato 5 miliardi di una nuova obbligazioni a 15 anni. Il MEF ha comunicato che il 27 febbraio offrirà il nuovo BTP 1/4/2022 1,20% (3,5-4,0 miliardi) e riaprirà due BTP (BTP 1/6/2027 2,2% e BTP 1/6/2026 1,6% rispettivamente per 1,5-2,0 mld e 0,5-1,0 mld), oltre a due CCTeu (15/2/2024 e 15/12/2022, per complessivi 2,5-3,0 mld). L’euro continua a sostare vicino ai minimi come cambio effettivo.

Germania. L’indice IFO è salito a sorpresa a febbraio a 111,0 da 109,8, contro attese di consenso che erano per un calo. L’indice sulle aspettative è migliorato a 104,0 da 103,2, recuperando parte del calo di gennaio, ancora al di sotto dei massimi di dicembre. L’indice sulla situazione corrente è balzato a 118,4 da 116,9, ai massimi dall’estate 2011. L’economia in Germania continua a crescere a ritmi al di sopra del trend e prevediamo un’accelerazione della crescita per il trimestre in corso a 0,5% t/t

Francia. Dopo mesi di rinvii, François Bayrou, il leader del partito di centro Mouvement démocrate, ha deciso di non candidarsi e di offrire il proprio appoggio a Emmanuel Macron. Lo scenario politico a due mesi dalle elezioni diventa sempre più volatile, impattando visibilmente sul differenziale tra decennale francese e Bund, che è salito oltre gli 80 bp, ai massimi da quattro anni.

Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio è sceso a -1,1 da 0,5 a febbraio, contro attese di consenso che prevedevano un marginale aumento. Il calo viene dopo cinque mesi di rialzi e riporta la media per il trimestre in corso a -0,3 da -1,3 del precedente. L’indice rimane circa una deviazione standard al di sopra della media di lungo periodo (-7,7).

Area euro. La seconda stima ha confermato l’inflazione in aumento a 1,8% a gennaio da 1,1% in precedenza, si tratta di un massimo da inizio 2013. Il forte recupero dell’inflazione euro zona dall’estate (0,2%) è spiegato dal rimbalzo dell’energia e da un effetto di confronto con lo scorso anno. L’inflazione core rimane ferma a 0,9%. Italia. L’inflazione di gennaio è stata rivista al rialzo, di un decimo sull’indice nazionale (a 0,3% m/m e 1% a/a) e di ben tre decimi in base all’armonizzato (a -1,7% m/m, +1% a/a), in netto aumento dallo 0,5% a/a di dicembre. L’indice core è stato comunque confermato in calo da 0,6% a 0,5%.

BCE. Hansson (Estonia), generalmente vicino alle posizioni del fronte tedesco del Consiglio, ha dichiarato che è opportuno attendere ancora qualche mese prima di trarre conclusioni riguardo al rialzo dell’inflazione. Vasiliauskas ha dichiarato che discutere la fine del QE già a marzo sarebbe prematuro.

Stati Uniti. Le vendite di case esistenti a gennaio aumentano a 5,69 mln di unità ann., da 5,51 mln di dicembre, e toccano il massimo da febbraio 2007.

Stati Uniti. I verbali della riunione del FOMC di fine gennaio sono stati letti dal mercato come relativamente dovish, ma a nostro avviso hanno un tono decisamente più hawkish rispetto alla relativa neutralità del comunicato di gennaio. Lo scenario economico rimane positivo, pur con una serie di rischi, “circa bilanciati”, alcuni verso l’alto (politica fiscale, mercati azionari molto positivi) e negativi (dollaro, protezionismo, problemi finanziari all’estero) e in un contesto di incertezza sulle politiche economiche della nuova amministrazione. Nella discussione sulle mosse future, “molti” partecipanti ritengono che sia appropriato alzare i tassi “piuttosto presto” se le informazioni sul mercato del lavoro e sull’inflazione saranno in linea o più forti di quanto atteso. I verbali segnalano in modo più esplicito di quanto sia stato fatto finora che la riunione di marzo potrebbe essere davvero “viva”, e rendono ancora più rilevante la batteria di dati in uscita nei prossimi dieci giorni. Dai verbali emergono comunque ancora ampia incertezza e dispersione di opinioni, che porteranno con elevata probabilità a diversi dissensi, qualsiasi sia la decisione sui tassi presa a marzo. Riteniamo che un rialzo a marzo sia diventato più probabile, anche se lo scenario è molto incerto. Il 3 marzo ci sarà un discorso di Yellen che potrebbe essere determinante per rivalutare lo scenario.

Fonte: BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.