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Flash: Francia. L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere è calato a ottobre a 102 da 103.

Da seguire: Area Euro. Francia. L’indice di fiducia INSEE presso le imprese manifatturiere è calato a ottobre a 102 da 103. La correzione è spiegata da una revisione al ribasso delle stime di produzione passata e da un marginale calo del libro ordini globale; ieri, la stima flash del PMI manifatturiero di ottobre aveva dato indicazioni di un’espansione dell’attività con…


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l’indice sopra 50 per la prima volta da febbraio scorso. Nel corso del 3° trimestre il livello aveva corretto di un punto a 102,5 da 103,6, sulla scia degli scioperi e dei rallentamenti produttivi di maggio/giugno. L’indice viaggia ora al di sopra della media storica e il clima congiunturale rimane orientato positivamente.

Germania. A seguito dei PMI composito e dei servizi più forti delle attese, stimiamo un ritracciamento più modesto dell’IFO a ottobre a 109,2, dopo il recupero di 3,2 punti a 109,5 del mese scorso, uno dei più ampi dal 2010. L’indice sulle attese potrebbe assestarsi a 104,3, ancora il livello più elevato da aprile 2015. L’indice sulla situazione corrente è visto stabile a 114,6, circa il livello di agosto. Anche se dovesse essere confermata la nostra previsione di calo, l’IFO sarebbe comunque su livelli coerenti con una crescita del PIL di 0,44% t/t a fine 2016.

Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a ottobre è prevista in calo a 101, dopo due mesi di significativi rialzi (104,1 a settembre).

Ieri sui mercati

Mercati azionari in ripresa sulla scia di diversi fattori: buone notizie societarie, indicazioni di importanti operazioni di M&A in arrivo, e dati macroeconomici incoraggianti. In particolare, i PMI flash di ottobre hanno registrato un rialzo diffuso, omogeneamente solido in Europa (v. focus), Asia e Stati Uniti, con indicazioni di riaccelerazione della crescita dei paesi avanzati nella parte finale dell’anno e di ripresa sia dei servizi sia del manifatturiero. S&P +0,6%, EuroStoxx +0,6%, Dax +0,7%, FTSE MIB +0,8%, Ibex +1,4% (anche sulla scia dello sblocco dello stallo politico), Nikkei +0,8%. In controtendenza il FTSE, -0,5%, in concomitanza con l’ulteriore calo della sterlina e con l’aumento dei timori di “hard Brexit”.

I mercati obbligazionari sono stati piuttosto volatili ieri; dopo un’apertura positiva i rendimenti sono risaliti marginalmente, con aumenti in rialzo compreso fra 1 e 2 pb. sui mercati core e quasi stabili per i periferici.

Sui mercati valutari dominano sempre le aspettative per il rialzo dei fed funds atteso per fine anno: euro/dollaro sotto 1,09, dollaro/yen in area 104, sterlina in consolidamento contro dollaro area 1,2200.

Area euro

Focus: Il PMI composito segnala che la ripresa avanza e si fa più sostenuta.

BCE Hansson (Estonia), il primo a parlare dopo la riunione di ottobre, ha dichiarato che “tutti gli aspetti del QE vanno riconsiderati attentamente”. Hansson, che voterà a dicembre, ha inoltre detto che “non si aspetta revisioni sostanziali alle stime di crescita e inflazione a dicembre”. Tali dichiarazioni fanno ritenere che il Governatore della Banca di Estonia non sarebbe favorevole a un’estensione dell’APP ai ritmi attuali.

Italia. I dati di settembre sul commercio estero coi Paesi extra-Ue hanno mostrato una crescita per il quarto mese consecutivo per l’export (+0,5% m/m) e viceversa un calo per l’import (-4,1% m/m). Di conseguenza, il surplus commerciale è salito a 3,7 miliardi in termini destagionalizzati (dai 3,1 del mese precedente). Su base annua, entrambi i flussi correggono (da +11% a +2,7% l’export, da +5,2% a -7,9% l’import), ma occorre ricordare che il dato di agosto era gonfiato dal numero di giorni lavorativi. Il dato conferma la ripresa del contributo alla crescita dal commercio con i Paesi extra-Ue, che aveva rappresentato un significativo freno all’attività economica per oltre un anno. Ciò è coerente con la nostra idea che in prospettiva il rallentamento in corso della domanda interna possa essere compensato dal venire meno dell’apporto negativo dagli scambi con l’estero.

Il PMI manifatturiero flash a ottobre aumenta a 53,2 da 51,4 I dati sono in linea con modesta ripresa dell’attività nel manifatturiero nel 4° trimestre.

Bullard (St Louis Fed) ha mantenuto la sua previsione di un solo rialzo, seguito da stabilità dei tassi nei 2-3 anni successivi. La St Louis Fed era fra le 9 banche regionali che hanno votato per un rialzo del tasso di sconto a settembre. E’ molto probabile quindi che Bullard a dicembre voti a favore di un aumento del tasso dei fed funds. Evans (Chicago Fed, votante nel 2017), recentemente allineato verso l’estremo delle “colombe” nel FOMC, ha detto che prevede tre rialzi fra oggi e fine 2017. A suo avviso la Fed dovrebbe portare l’inflazione in media al 2%, il che implica fare overshooting sull’obiettivo del 2% e undershooting su quello del pieno impiego. Evans ha dato una valutazione molto positiva dei miglioramenti solidi del mercato del lavoro e ha previsioni di crescita moderata e ha riconosciuto che l’inflazione sta riducendo la distanza dal 2%.

La San Francisco Fed stima fra 50 e 110 mila la variazione di occupati di breakeven (tale cioè da soddisfare la variazione media della forza lavoro, mantenendo stabile il tasso di disoccupazione. Questo intervallo è rilevante come riferimento per valutare le variazioni effettive degli occupati, che finora si sono mantenute su una media ben superiore (media agosto-settembre a 160 mila, media da inizio 2016 a 178 mila).

Fonte: BondWorld.it


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