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Francia. L’indice di fiducia presso le imprese manifatturiere elaborato dall’INSEE è atteso in correzione a gennaio a 111 da 112: dopo la decisa accelerazione dell’attività negli ultimi mesi del 2017 una moderazione del ritmo espansivo è prevedibile. La fiducia dei consumatori invece potrebbe rimanere stabile a gennaio, con l’indice fermo a 105. Il morale delle famiglie è andato leggermente calando nell’ultimo trimestre, pur rimanendo saldamente sopra la media storica.
Area euro. La dinamica di M3 è attesa rallentare ancora a dicembre a 4,8% a/a da un precedente 4,9% a/a; dovrebbe trattarsi di un effetto statistico a ridosso di fine anno e dai primi mesi del 2018 la crescita degli aggregati monetari dovrebbe tornare su un trend di graduale accelerazione. La dinamica del credito al settore privato è attesa in lieve flessione a 1,4% a/a da un precedente 1,5% a/a, per effetto di una pausa del trend di accelerazione del credito alle imprese non finanziarie (3,1% a novembre da un precedente 2,9%a/a).
Stati Uniti. La stima advance del PIL del 4° trimestre è prevista a +3% t/t ann., dopo +3,2% t/t ann. del 3° trimestre, con un’accelerazione significativa dei consumi verso il 3,5% t/t ann. e una variazione vicina al 7% t/t ann. degli investimenti non residenziali. Il 1° trimestre 2018 dovrebbe registrare un rallentamento dopo tre trimestri consecutivi di crescita intorno al 3% t/t ann.
Stati Uniti. La stima preliminare degli ordini di beni durevoli di dicembre dovrebbe mostrare un aumento di 0,2% m/m, dopo +1,3% m/m di novembre. Al netto dei trasporti gli ordini dovrebbero crescere di 0,6% m/m. I dati dovrebbero confermare il trend in rialzo degli investimenti non residenziali anche a inizio 2018.
Ieri sui mercati
Movimenti correttivi hanno interessato ieri i mercati secondari dei titoli di stato, con riallargamenti dei premi al rischio sul debito dei periferici a fronte di aumenti sulle curve Bund. Flessione dei rendimenti sugli USTs. Il futures sull’Euribor 3 mesi con scadenza dicembre 2019 è sceso di altri 2pb, come riflesso di maggiori attese di rialzo dei tassi il prossimo anno. Notevole il movimento giornaliero del cambio euro/dollaro, salito dell’1% rispetto a mercoledì per un livello di fine giornata di 1,25, poi calato nella notte fino a minimi infragiornalieri di 1,237, quindi rimbalzato di nuovo verso 1,244. L’euro si è apprezzato anche contro yen e sterlina, mentre ha ceduto terreno sul franco svizzero. Flessione per gli indici azionari europei, mentre sono contrastate le chiusure di quelli statunitensi.
Italia. I dati sul commercio estero coi Paesi extra-Ue a dicembre mostrano un calo congiunturale per l’export (-1,8%) a fronte di una crescita per l’import (+1,6%). L’avanzo commerciale è calato a 3,5 miliardi dai 4 mld del mese prima. Il 2017 chiude con un surplus di 39,2 miliardi, pressoché invariato rispetto all’anno precedente. L’avanzo al netto dell’energia sale a 71,9 miliardi dai 65,6 mld del 2016.
Italia. Sia il fatturato che gli ordini all’industria hanno mostrato un aumento a novembre (+1,3% m/m il fatturato, grazie soprattutto al mercato interno, con un aumento diffuso a tutti i macro-gruppi; +0,3% m/m gli ordinativi). Su base annua, entrambi gli indicatori rallentano ma mantenendo un buon passo, a +5,1% da +6% precedente il fatturato e a 8,9% da 12,5% gli ordini. I dati confermano che l’industria prosegue su un trend ampiamente espansivo.
Germania. L’indice tedesco IFO è salito ancora a gennaio, da 117,2 a 117,6. Aumenta l’indice sulle condizioni correnti, ma le attese per i prossimi mesi sono scivolate per il secondo mese consecutivo. La fiducia è migliorata nel manifatturiero e commercio all’ingrosso, ma ha ceduto negli altri comparti.
Focus BCE – Come da nostre attese, il comunicato introduttivo ha lasciato invariata la comunicazione su acquisti, tassi e politica di reinvestimento, ma ha preso atto che il momento di fondo dell’economia area euro si conferma più forte delle attese e che il proseguimento dell’espansione a ritmi solidi rafforza ulteriormente la fiducia del Consiglio che l’inflazione convergerà verso il target nel medio periodo. I tentativi di ammorbidire il messaggio non sono bastati a frenare il cambio. Le nostre previsioni sulle prossime mosse della Banca centrale sono immutate.
Stati Uniti. Nella settimana conclusa il 20 gennaio, i nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 233 mila da 216 mila della settimana precedente, restando sui minimi dal 1973.
Stati Uniti. Le vendite di case nuove a dicembre correggono più del previsto, calando a 625 mila da 689 mila, senza però modificare il trend che, come per tutte le variabili del settore immobiliare residenziale, nella parte finale del 2017 è tornato ampiamente positivo.
Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha fatto un passo avanti sul tema dell’immigrazione presentando un piano per risolvere la questione dei cosiddetti “Dreamers”, gli individui immigrati illegalmente da bambini, insieme ad altre questioni controverse incluse nel dibattito recente in Congresso. Secondo la Casa Bianca, questa proposta avrebbe il supporto di 60 voti al Senato. Un accordo sull’immigrazione spianerebbe la strada a un compromesso sulla legge di spesa e ridurrebbe i rischi di un altro shutdown. La svolta sull’immigrazione è avvenuta in parallelo a un nuovo dietrofront sul dollaro. Trump ha affermato che “il dollaro diventerà sempre più forte e alla fine io voglio vedere un dollaro più forte”. La reazione del cambio non si è fatta attendere: dopo aver superato 1,25, l’euro è tornato sotto 1,24, mentre lo yen dai massimi recenti di 108,7, è rientrato in area 109,5.
Fonte: BondWorld.it
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