Francia. La produzione industriale a febbraio potrebbe rimbalzare (+2,2% m/m da -2,0% m/m) per effetto della risalita della produzione di energia dovuta al brusco calo delle temperature nel mese (di 3,5° inferiori alla media stagionale)……
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Il comparto manifatturiero dovrebbe dare un contributo positivo dopo la contrazione di gennaio. Se ciò fosse confermato, la variazione annua passerebbe a 5,2% da 1,2% lasciando la produzione in rotta per un calo di -0,5% t/t nel primo trimestre, dopo il +1,6% t/t del 2017T4.
Italia. La produzione industriale è attesa in recupero a febbraio, di +0,8% m/m dopo il -1,9% di gennaio (e il +2,1% m/m di dicembre). Su base annua l’output si attesterebbe a +4,3%, per il 19° mese in territorio espansivo. Le indagini di fiducia, pur in lieve decelerazione di recente, restano coerenti con un progresso dell’attività nell’industria, anche se il settore dovrebbe dare un minor contributo al valore aggiunto a inizio 2018 rispetto a quanto visto per buona parte del 2017.
Stati Uniti. Il PPI a marzo è previsto in aumento di 0,2% m/m, sia per l’indice headline sia per l’indice core. La stabilizzazione dell’energia dovrebbe determinare una variazione solo marginale nel comparto dei beni, mentre per i servizi dovrebbe esserci una modesta ripresa nel segmento del commercio e un rallentamento negli altri comparti. Su base annua, l’inflazione dovrebbe accelerare modestamente a 2,9% a/a, da 2,8% a/a di febbraio.
Ieri sui mercati
Area euro. L’indice Sentix di fiducia tra gli investitori è calato nettamente in aprile da 24 a 19,6. Si tratta del terzo calo consecutivo. Il peggioramento è connesso ai timori di un aumento globale delle barriere commerciali.
Non hanno turbato i mercati i due interventi di esponenti BCE ascoltati ieri. Constancio ha illustrato i fronti sui quali bisogna ancora lavorare per la riduzione dei rischi nel sistema bancario europeo. Praet ha ricordato le condizioni che servono per la chiusura del programma di acquisti BCE.
Stati Uniti. Il Congressional Budget Office ha pubblicato il nuovo scenario economico e di budget per il periodo 2018-28. Il quadro che emerge è in linea con le attese: la riforma tributaria e la recente legge di spesa peggiorano ampiamente lo scenario fiscale, con un ampio allargamento del deficit e rialzo del debito, ma non modificano in modo permanente la crescita potenziale. Il deficit è visto a 800 mld (4,2% del PIL) nell’a.f. 2018 e in rialzo costante su tutto l’arco previsivo, con un picco in percentuale del PIL a 5,1% nel 2022. Il debito/PIL dovrebbe crescere costantemente, avvicinandosi al 100% nel 2028, dal 76% previsto per fine 2018, toccando i massimi dal 1946. Come sottolinea il CBO, i rischi di una crisi fiscale sono in netto rialzo, e azioni controcicliche in caso di rallentamento economico saranno particolarmente difficili da attuare. Le previsioni del CBO confermano che lo scenario economico e fiscale americano nel medio termine è messo a rischio dagli effetti della recente riforma tributaria e dalla legge di spesa approvata in Congresso.
Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che prevede altri due rialzi dei tassi nel 2018, ma che negli anni successivi il ritmo dei rialzi potrebbe rallentare in seguito a un possibile indebolimento della crescita. Kaplan ha sottolineato che le tensioni sul commercio internazionale potrebbero avere effetti di freno all’espansione. Il presidente della Dallas Fed ha anche indicato preoccupazione per il trend di appiattimento della curva dei rendimenti e affermato che non vorrebbe alzare i tassi in una fase di curva piatta o addirittura invertita.
Cina. Il premier Xi Jinping ha reiterato la promessa di ridurre i dazi all’importazione nel 2018 e di aprire il mercato cinese alle imprese straniere. Le dichiarazioni sembrano offrire una sponda agli Stati Uniti per riaprire un dialogo sulle politiche commerciali.
Fonte: BondWorld.it
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